Nel’infinita storia giudiziaria della Fondazione CrT, che sembrava ormai andasse verso l'archiviazione, arriva un nuovo capitolo.
La procura di Roma, su indicazione del procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e del pubblico ministero Lorenzo Del Giudice, ha chiesto per dieci indagati la misura interdittiva della sospensione a far parte di organi direttivi di imprese o persone giuridiche che dovrà ora essere vagliata dal gip ed è subordinata all'interrogatorio preventivo degli indagati. L'inchiesta è quella partita oltre un anno fa a seguito dell'esposto presentato dal Mef dopo le segnalazioni dell'ex presidente Fabrizio Palenzona. Fatti che risalgono ad aprile del 2024. Tra gli indagati ci sono sia ex consiglieri - che hanno lasciato la fondazione - sia alcuni che erano consiglieri all'epoca dei fatti e che sono stati confermati anche con il rinnovo dei vertici nella primavera del 2024. Nei mesi scorsi la procura di Roma ha ascoltato un lungo elenco di persone che a vario titolo avrebbero fornito elementi utili, tra cui lo stesso Palenzona. Il fascicolo è quello sul “patto occulto” denunciato dallo stesso Palenzona, che coinvolge alcuni consiglieri della fondazione bancaria, tra i consiglieri di amministrazione e di indirizzo. indagati con l’accusa di interferenze illecite sull’assemblea.
Un nuovo capitolo che si aggiunge all'inchieta della procura torinese, ma le due procure lavorano per ipotesi di reato diverse: a Roma per ostacolo alla vigilanza; a Torino i due fascicoli aperti, coordinati dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio e dai pm Elisa Bergamasco e Paolo Del Grosso, ci sono più di dieci indagati: Paolo Garbarino, Michele Rosboch, Davide Franco, Elisabetta Mazzola, Gianluca Gaidano e Fiorenza Viazzo, Corrado Bonadeo (considerato la mente del "patto occulto"), Antonello Monti, Caterina Bima, Davide Canavesio e Anna Maria Di Mascio e Alice Colombo. Tutti accusati di interferenze illecite sull'assemblea. Il secondo fascicolo ha portato a un avviso di garanzia allo stesso Fabrizio Palenzona e al notaio Luciano Mariano per corruzione tra privati.