editoriale

Atreju e le destre d’Italia tra conservazione e futuro

13 dicembre 2025

Cuneo

Atreju-Locandina-768x1024   Che la politica interessi sempre meno lo dimostra il fatto che un italiano su due a votare non va più. Va da sé che chi non vota non segue il dibattito politico. In risposta, forse per recuperare spazi di confronto, i politici vanno ad occupare tutti gli spazi possibili: televisioni, social, festival, sagre, eventi sportivi. Quando poi è il partito a organizzare momenti pubblici, li infarcisce di presenze esterne: uomini di spettacolo, giornalisti, sportivi, imprenditori, personaggi internazionali, nell’intento di ottenereconsenso tra i fans, i tifosi, gli appassionati. Lo abbiamo visto - in anni recenti - alla Leopolda di Matteo Renzi. Lo vediamo in questi giorni con Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia in svolgimento a Castel Sant’Angelo dal 6 dicembre a domenica 14. Atreju nasce nel 1998 da Azione Giovani, i giovani di Alleanza Nazionale ed tra essi Giorgia Meloni. Oggi, raggiunto il vertice del potere politico, Meloni è più che mai l’anima di Atreju, è lei a dettarne la linea e sarà lei a chiudere il raduno domenica 14 dicembre. Come da copione, è una settimana in cui il potere celebra sé stesso. Ma sarebbe un errore rubricare l’appuntamento a mera autocelebrazione. Più dei programmi ufficiali, è la liturgia della celebrazione che svela percorso, cultura politica e obbiettivi che chi governa ha in mente per l’Italia di domani e sulle questioni che toccano la vita di tutti. La prima indicazione viene dal nome, Atreju, che sa di esoterico ed evoca significati profondi e nascosti. Personaggio del romanzo fantasy “La storia infinita” (e dell’omonimo film del 1984), Atreju è l’eroe che lotta contro il Nulla, inteso come mancanza di valori, decadenza culturale e morale. I giovani di Alleanza nazionale lo scelsero per affermare un’identità di valori tradizionali (dio, patria, famiglia), di rifiuto di una modernità giudicata vuota e nichilista, di resistenza ai cambiamenti sociali, culturali e politici che hanno trasformato l’Italia e l’Europa negli ultimi decenni. Una visione straordinariamente in sintonia con la visione che sia Trump e Putin hanno oggi dell’Europa. È con questa “cultura”  che le destre italiane hanno fatto presa fino ad arrivare, democraticamente, al potere. Dall’intento iniziale di affermare una gioventù conservatrice di destra, nata nell’alveo del postfascismo, modellarne l’identità culturale e definire i valori fondanti di un vero progetto politico, Atreju, in diverse tappe, è diventato l’appuntamento più importante della destra italiana a guida Fratelli d’Italia. Il tono militante delle origini ha lasciato il posto a qualcosa di molto più “pop” in un mix di politica e di spettacolo. Ma l’identità di destra-conservatrice, seppure oggi non in primo piano, resta marcata: nazionalismo, identitarismo, antieuropeismo, riferimento a una tradizione se non autoritaria almeno fortemente gerarchica. Domenica sarà Meloni a dirci se la destra resta ancorata a questi valori e alla denuncia dei ‘colpevoli’ della decadenza, primi fra tutti le sinistre, gli immigrati e magari i magistrati, oppure se fa qualche passo avanti, si modera e si modernizza, dovendo comunque governare una società variegata e complessa, in larga parte mossa da ben altri riferimenti valoriali. 
Destra Fratelli d'Italia Giorgia meloni Atreju castel sant'angelo

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