I Giovani Democratici sottolineano come l’iniziativa, nella forma attuale, non risponda in modo equo alle esigenze di tutti gli studenti piemontesi: “Piemove nasce per agevolare la mobilità studentesca, ma di fatto funziona solo a Torino - dichiara Marco Revello - Gli studenti che vivono o studiano in provincia restano esclusi dai benefici reali del provvedimento”. Il risultato, secondo i Giovani Democratici, è una misura che accentua le differenze tra Torino il resto del Piemonte: “chi vive fuori città deve utilizzare ogni giorno treni o autobus extraurbani per raggiungere la propria sede di studio - prosegue Revello - le province come quella di Cuneo sono territori vasti e complessi, dove mantenere un sistema di trasporto efficiente è difficile. Se la Regione non interviene, il rischio è che queste aree restino sempre più isolate. Le sedi universitarie decentrate, come quelle di Cuneo, Alba, Savigliano, Mondovì e Fossano perderanno attrattività rispetto a Torino".
Per questo i Giovani Democratici chiedono di estendere Piemove anche a treni ed autobus extraurbani, in modo da permettere ai giovani di muoversi dalla propria residenza alla propria sede di studio, indipendentemente da dove siano situati all’interno del Piemonte. Il supporto è arrivato anche dal segretario provinciale del Pd e consigliere provinciale Davide Sannazzaro. Nella stessa direzione si sono mossi anche i Consigli comunali di Alba e Fossano, che hanno approvato ordini del giorno a sostegno della proposta.
La federazione giovanile ha quindi avviato un volantinaggio informativo in diverse stazioni ferroviarie della provincia e una raccolta firme (qui il link: https://c.org/PRYgXY77hL) invitando tutti gli abitanti della Granda, specialmente i giovani, a sottoscrivere l’iniziativa.