editoriale

L’anniversario

19 luglio 2025

Cuneo

L'anniversario di Andrea Bajani   Un padre, una madre, un figlio, una figlia. Una famiglia come tante, ma raccontata a carte scoperte. Questa l’operazione narrativa compiuta da Andrea Bajani nell’Anniversario, il romanzo vincitore del Premio Strega 2025. Una storia “patriarcale”, alla lettera: una famiglia messa e mantenuta sotto scacco e terrore dal “potere del padre”, come suggerisce l’etimo. Moglie e figli sono proprietà, territorio, estensione di sé, campo da gioco, territorio di coltura dell’ego di un uomo che (come il bambino che è stato e che in parte è ancora) ha un disperato bisogno di amore, e cerca in modo paradossale di ottenerlo con la minaccia, il controllo, la violenza, la brutalità, la costruzione di un asfittico universo concentrazionario, in cui sono sorvegliati anche il telefono, le chiamate in entrata e in uscita. A distanza di anni, il figlio adulto posa il proprio sguardo sui protagonisti della vicenda, per schiuderne in qualche modo il mistero: e si comprende che la decodifica più impegnativa riguarda alla fine non il modo distorto di essere uomo da parte del padre, ma soprattutto la sottomissione devota e muta della madre. Svuotata della propria identità, di ogni forma di autonomia, ha dissolto la sua vita nel cieco asservimento a una prepotenza fragile e terribile, da cui non ha saputo proteggere né se stessa né i propri figli. Non c’è giudizio in questo romanzo: c’è coraggio, dolore, violenza subita e agita, ricerca di senso, bisogno di chiamare le cose con il loro nome e di trovare pace nella presa di distanza dalla disfunzionalità inconsapevole e mortifera, per scegliere la vita altrove, con altre regole del gioco. Il protagonista accetta l’impossibilità di poter andare oltre la “comprensione”: il copione che la famiglia gli impone di recitare è ogni volta il medesimo. Non c’è spazio per il cambiamento, il dinamismo, l’accoglienza di altri punti di vista. A volte non si può che constatare l’estraneità di ciò che ci è contemporaneamente anche familiare. Per destino, non per scelta.
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