Scrivono all'assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, la Lilt e le Acli di Cuneo per chiedere spiegazioni sulle visiste ai pazienti oncologici. Enrico Collità, presidente Lilt di Cuneo e Elio Lingua, presidente delle Acli provinciali lamentano che si sono moltiplicate le segnalazioni da parte di cittadini che, dopo aver affrontato un percorso oncologico, vengono abbandonati dal sistema saniario e si trovano in difficoltà nel prenotare esami di controllo (follow-up), essenziali per monitorare la propria condizione clinica. Per cui si chiede che venga al più presto previsto un percorso prenotativo prioritario e dedicato per i pazienti oncologici.
Scrivono Lilt e Acli
Gent.mo Assessore,
grazie alla presenza capillare della nostra associazione ACLI a livello provinciale, in tutti i Comuni della provincia Granda, con Circoli e servizi, veniamo spesso a conoscenza di problematiche e difficoltà quotidiane che vivono i nostri soci, con conseguenze pesanti sulla loro qualità di vita.
Tra queste, negli ultimi tempi, si sono moltiplicate le segnalazioni da parte di cittadini che, dopo aver affrontato un percorso oncologico, si trovano oggi in difficoltà nel prenotare esami di controllo (follow-up), essenziali per monitorare la propria condizione clinica.
Siamo consapevoli che l’Azienda HUB stia continuando a profondere il massimo sforzo per garantire la qualità del percorso in fase attiva di terapia, ma rileviamo una crescente difficoltà sistemica nella gestione del follow-up, che pare derivare da una non ottimale sinergia tra l’organizzazione regionale (CUP) e le strutture sanitarie locali (ASL).
Una maggiore interoperabilità tra i sistemi informatici (ad es. PACS) favorirebbe un accesso condiviso e integrato alle immagini diagnostiche da parte dei clinici delle diverse strutture del territorio, rendendo possibile un confronto immediato tra gli esami, evitando inutili duplicazioni e alleggerendo la pressione su singole apparecchiature sovraccariche, mentre altre restano sottoutilizzate.
In tutto questo, occorre ricordare che il paziente oncologico vive già una condizione di forte stress e fragilità psicologica, aggravata ulteriormente dalla percezione di un sistema che, dopo le cure, tende a disperdere e frammentare l’assistenza.
Per questo chiediamo che venga al più presto previsto un percorso prenotativo prioritario e dedicato per i pazienti oncologici, possibilmente restituendo alle strutture che hanno in carico il malato (ad es. al CAS, anche tramite un filo diretto con il CUP) la possibilità di prenotare direttamente gli accertamenti necessari, nell’ottica di garantire continuità assistenziale e prossimità territoriale.
Certi che vorrà considerare con attenzione questo appello, Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.