editoriale
Emozione e sentimento sono sinonimi?
16 maggio 2025
Cuneo
Emozione e sentimento sono sinonimi? No, anche se entrambi coinvolgono la nostra sfera affettiva.
“Le emozioni sono come nuvole che percorrono i cieli della nostra esistenza quotidiana. Ci capita di vederle, mentre siamo impegnati a vivere, a volte coprono decisamente il sole, a volte sono così piccole che non ci facciamo nemmeno caso” (Veronesi e Manzalini 2025).
Come non possiamo scegliere il meteo, se il cielo sarà limpido o nuvoloso non dipende da noi, così non possiamo decidere quali emozioni provare e quando provarle; possiamo solo darci la possibilità di osservarle oppure girarci dall’altra parte ed evitarle. In entrambi i casi le emozioni avranno un influsso sulle nostre azioni.
Le emozioni sono reazioni automatiche e ancestrali, cioè inscritte nel nostro patrimonio biologico, a determinati stimoli. Quando il cervello rileva nell’ambiente un elemento che ritiene importante per la nostra sopravvivenza produce in modo istantaneo alcune risposte cerebrali e chimiche che noi percepiamo come emozioni. Lo studioso Paul Ekman ha identificato sei emozioni di base, comuni a tutti gli esseri umani e probabilmente condivise anche con gli altri mammiferi. Le emozioni infatti sono reazioni prodotte da una zona del cervello, che si chiama sistema limbico, che hanno anche i mammiferi, i cani in particolare ma anche altri.
I sentimenti invece sono tipicamente umani e sono prodotti dalla parte più evoluta e complessa del cervello, la neocorteccia, definita così perché è la più recente che è comparsa nell’evoluzione ed è quella che ci permette di riflettere su noi stessi e di dialogare con gli altri attraverso la parola.
Ci sono alcune differenze fondamentali che caratterizzano i sentimenti e li distinguono dalle emozioni. Le variabili che definiscono tale diversità sono tre:
1. L’origine
2. La durata nel tempo
3. La dimensione relazionale.
Mentre le emozioni sono la reazione semplice, immediata e istintiva ad un preciso stimolo o ad una determinata situazione, i sentimenti sono il frutto più elaborato che nasce dall’assembramento fra emozioni, pensieri e scelte. Quindi, mentre l’origine dell’emozione è puntuale, il sentimento è qualcosa di più complesso, frutto di una scelta, che include pertanto un atto di volontà. Proprio per questo il sentimento è più duraturo e stabile, mentre l’emozione è passeggera. Il sentimento permane dentro di noi anche in assenza di stimoli.
Se l’emozione può assomigliare ad una nuvola che attraversa il nostro cielo, il sentimento può essere paragonato al clima generale che caratterizza una certa stagione dell’anno. Il sentimento può essere rappresentato come la coloritura sentimentale che definisce una relazione interpersonale.
E qui compare una ulteriore differenza che contraddistingue il sentimento rispetto all’emozione. Mentre possiamo provare emozioni anche di fronte a oggetti o eventi di cronaca oppure a cibi, ad esempio posso provare disgusto per un determinato cibo e rabbia per l’ingiustizia che c’è nel mondo, i sentimenti hanno sempre una predisposizione relazionale. Il sentimento è sempre “in relazione a”: rabbia, tenerezza, affetto, imbarazzo verso un altro essere umano.
Il sentimento quindi non è mai puntiforme, ma è un’inclinazione affettiva costante verso un altro. La parte più evoluta del nostro cervello integra i ricordi rispetto a quella persona, le esperienze vissute insieme, ciò che pensiamo di lei in uno stato d’animo che connota stabilmente e in modo coerente la mia disposizione affettiva verso quell’individuo o quel gruppo di persone.
E poiché i sentimenti sono il risultato di un processo di integrazione e di scelta, in cui i moti spontanei vengono rielaborati dal pensiero, dalla consapevolezza e dalla volontà è importante che ci sia un’educazione ai sentimenti, facendo sì che in questo processo intervengano dei valori di rispetto dell’altro ma anche di rispetto di sé e di responsabilità della relazione.