cuneo

Il 3 maggio 1945 in Duomo a Cuneo la Messa di ringraziamento per la fine della guerra

11 maggio 2025

Cuneo

Obblighi di conferimento per gli agricoltori Con un manifesto in data 2 maggio, il Comitato di Liberazione Nazionale per la Provincia di Cuneo, a causa delle “ferree necessità della guerra e dell’alimentazione” fu costretto a mantenne in vigore le norme fasciste per l’ammasso obbligatorio dei prodotti agricoli nei centri di raccolta, ora denominati Granai del Popolo. “Agricoltori!  Con il valore ed il sacrificio delle nostre Forze Partigiane la Provincia di Cuneo è stata definitivamente liberata dal giogo Nazi-Fascista. Nell’alba radiosa della nuova Italia che sta sorgendo dalle rovine di tanti anni di oppressione e di servitù gli agricoltori, che con la loro resistenza passiva alle Forze dell’oppressione e la loro collaborazione fattiva alle unità dei patrioti hanno ben meritato dalla Patria, sono oggi chiamati a ridare la loro collaborazione perché l’alimentazione in tutte le Province dell’Italia liberata possa riprendere il suo corso normale e perché sia assicurato il pane a tutti gli Italiani. Agricoltori! Le ferree necessità della guerra e dell’alimentazione impongono che al più presto vengano conferiti ai Granai del Popolo tutti i prodotti della terra che presso di voi sono stati precettati e che non avete conferito per evitare che essi potessero contribuire all’inutile ed ostinata resistenza Nazi-Fascista. Oggi è venuto il momento di dare da Italiani e per gli Italiani! Fino a nuove disposizioni tutte le norme di conferimento finora stabilite rimangono in vigore; occorre che tutti diano completamente quanto debbono perché diversamente le difficoltà di quest’aurora di rinascita verrebbero aggravate dalle deficienze dell’alimentazione che dipendono esclusivamente dalla massa degli agricoltori e dei produttori”. Tocca alle Autorità costituite giudicare e punire i colpevoli. Con il manifesto del 3 maggio, il Vescovo della diocesi di Cuneo, Mons. Giacomo Rosso, invitò la popolazione a partecipare alla funzione religiosa di ringraziamento per la fine della guerra, esprimendo anche le sue considerazioni sul momento presente: “Cittadini, La guerra, che per sei anni ha sconvolto e martoriato tutto il mondo, è terminata per la nostra Italia. Riconoscenti a Dio, Moderatore Supremo di ogni avvenimento, conveniamo tutti in Cattedrale in questa sera alle ore 18 per renderGli solenne ringraziamento. E perché il ringraziamento sia gradito a Dio e propiziatore di altre grazie, procuriamo di dominare quei sentimenti anticristiani che ci venissero suggeriti dagli orribili delitti perpetrati in queste ultime circostanze, lasciando alle Autorità costituite il compito di giudicare e punire i colpevoli”. Mons. Giacomo Rosso (1885 – 1957, nato a Valmala) fu vescovo della diocesi di Cuneo dal 1934 al 1956. Di lui, don Luigi Musso ha scritto che nei venti mesi della Repubblica Sociale Italiana e della Resistenza,” alieno per temperamento da gesti clamorosi, operò costantemente in difesa dei preti, quando erano minacciati o incarcerati dai fascisti; sospettato e minacciato egli stesso, si offrì in varie occasioni come ostaggio, svolse opera di mediazione e scambio di prigionieri, avvertì i comandi partigiani in occasione di operazioni di rastrellamento”. A guerra finita, sul Bollettino diocesano del mese di maggio, Mons. Rosso scrisse questa riflessione su quanto accaduto: “L’odio ha portato i suoi frutti, ricadendo sui suoi fautori in esemplare e tremendo castigo. Alle nuove Autorità l’augurio affinché la nostra Italia possa ritornare ai suoi giorni di onore e di prosperità”.  
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