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L’impegno della Casa di Menor a Bambadinca, in Guinea Bissau

30 marzo 2025

Cuneo

Bambadinca   L’impegno della Casa do Menor a Bambadinca lo scorso anno ha permesso, grazie alla campagna “Accendi una luce a Bambadinca”, di realizzare per la missione un impianto solare. È con questo spirito che Carlo Borra e Matteo Ghiglione hanno intrapreso il loro viaggio in Guinea-Bissau, per rafforzare le relazioni con la missione di Casa do Menor a Bambadinca. Qui, quattro missionari laici brasiliani portano avanti un prezioso lavoro nel campo dell’educazione dei minori e dei giovani: doposcuola, corsi di danza per bambine, scuola calcio e assistenza medica di base per le famiglie. Bambadinca è una zona a maggioranza musulmana, ma Casa do Menor apre le sue porte a tutti, senza distinzioni. L’importanza dell’educazione è basilare in un paese dove la povertà educativa raggiunge livelli altissimi. Secondo le statistiche, oltre il 60% dei bambini non completa la scuola primaria e molti giovani faticano a esprimersi in portoghese, la lingua ufficiale dell’istruzione. Parlando solo creolo, spesso provano vergogna nel comunicare in portoghese, ed è qui che i missionari lavorano per rafforzare la loro autostima, la capacità di parlare a voce alta, di saper ringraziare e di esprimere affetto. Durante la loro visita, Carlo e Matteo hanno incontrato l’amministratore diocesano, P. Lucio Brentegani, che ha riconosciuto il grande valore del lavoro svolto da Casa do Menor e ha incoraggiato a proseguire con determinazione. Ha sottolineato come un’attività educativa non strutturata, diversa dalla scuola tradizionale, possa essere un punto di forza per i ragazzi. I missionari della Casa do Menor sono voluti ritornare sul posto a distanza di un anno per testimoniare questa realtà e raccontare quanto sta accadendo, partendo da una storia concreta, quella di Luisa. La sua esperienza è un esempio tangibile di come questa missione riesca a dare speranza e dignità, non con donazioni fini a sé stesse, ma con percorsi di autonomia e crescita. Luisa è una donna della Guinea-Bissau la cui vita ha preso una svolta inaspettata grazie all’incontro con “Casa Do Menor”. Madre di due figli, è stata abbandonata dal marito e ha dovuto affrontare da sola le difficoltà della vita quotidiana. Un giorno, sua figlia si è ferita gravemente alla mano mentre lavava i piatti. Luisa, quel giorno, era malata e ha chiesto a un vicino di aiutarla a portare la bambina da Marcos, un operatore di Casa Do Menor. Marcos ha medicato la ferita e le ha consigliato di portare la figlia in ospedale. Luisa si sentiva in difficoltà a chiedere aiuto, ma sapeva che non aveva alternative. Le avevano parlato di Marcos e di come aiutasse le persone in difficoltà, così ha deciso di tornare ancora. Dopo poco tempo, Luisa si è trovata in una situazione ancora più difficile: vendeva torte al mercato per mantenere la sua famiglia, ma un incidente le aveva fatto perdere tutta la merce. Disperata, si è rivolta nuovamente a Marcos, chiedendo un aiuto economico per ripartire. Marcos le ha spiegato che non poteva regalarle denaro, ma che poteva offrirle un piccolo prestito. Così, Luisa ha ricevuto 30.000 franchi (circa 50 euro) e ha aderito a un gruppo di risparmio e credito circolare. In questo sistema, ogni donna versa una quota di 10.000 franchi e, a turno, riceve 100.000 franchi per fare un piccolo investimento e produrre i propri prodotti da vendere al mercato. Grazie al ricavato, Luisa può restituire il prestito poco alla volta. La sua vita, tuttavia, resta piena di sfide. Non ha un posto fisso al mercato e deve muoversi come venditrice ambulante. Oltre ai suoi due figli, è responsabile anche di tre nipoti, ma ha con sé la speranza in un futuro migliore. Un altro incontro significativo è stato con P. Paulo Pina Araujo, parroco di Bambadinca, che mantiene ottimi rapporti con i missionari. Spesso la sera si unisce a loro per bere un tè o una tisana, condividendo momenti di amicizia e confronto. P. Paulo sta lavorando alla costruzione di una nuova chiesa, poiché quella attuale non ha spazio sufficiente per accogliere la comunità in crescita. Ha lanciato un appello a chiunque voglia contribuire alla crescita di questa giovane comunità. Il viaggio ha rafforzato la volontà di continuare a sostenere la missione, e ora c’è un’urgenza che non è possibile ignorare: l’acqua. La necessità di costruire un pozzo per la missione è sempre più pressante. Con oltre 200 bambini che ogni giorno partecipano alle attività di Casa do Menor, l’accesso a una fonte sicura e stabile di acqua potabile è fondamentale per la loro salute e il loro benessere. Il pozzo, che sarà profondo 17 metri e alimentato da pannelli solari, non è un semplice miglioramento delle infrastrutture, ma una necessità impellente per garantire condizioni di vita dignitose a questi ragazzi. Senza acqua, le attività quotidiane diventano ancora più difficili e il rischio di malattie aumenta. È un bisogno immediato, che è possibile colmare solo con l’aiuto di tutti. Ogni contributo, anche piccolo, può fare la differenza. Non è possibile attendere, il momento di agire è adesso.
Pozzo Casa do Menor Bambadinca Giunea Bissau