editoriale

“Anch’io ho un sogno: diventare campionessa di sci e giocatrice di basket”

15 marzo 2025

Cuneo

Se fosse una storia di fantasia o una favola, avrebbe, come ideale colonna sonora, la canzone di Cenerentola, “I sogni son desideri”. Ma a volte la realtà può essere ancora più emozionante. Succede quando il destino o la determinazione “seminano” elementi come caparbietà e aspirazione, trovando un terreno fertile e ricco di sensibilità e solidarietà. Questa è la storia di Yasna, bambina che frequenta l’ultimo anno della Scuola Materna Divina Provvidenza di Rivoira. Come nelle favole, c’è un personaggio cattivo ed è la tetraplegia spastica che la obbliga, sin dalla nascita, alla carrozzina. Ma ci sono tanti personaggi positivi: la famiglia, i compagni di scuola, le maestre e coloro che hanno contribuito a raccogliere una frase della bimba (“anche io ho un sogno”) e renderlo realtà. Si tratta di Stefania Belmondo e Duilio Friz. Nelle scorse settimane le maestre invitano a Rivoira Stefania Belmondo. Con la campionessa olimpica, l’obiettivo è di portare avanti un progetto sulla natura e sulla realtà territoriale circostante. Iniziativa che, nel passato anno scolastico, aveva aiutato i bambini a conoscere meglio la Bisalta e il torrente Colla. Neve e bosco sono l’oggetto dell’intervento della campionessa di Pontebernardo. Nel dialogo con i bambini, Stefania parte dalle nevi di casa per poi raccontare il suo approccio con il mondo dello sport. Parla di tenacia, allenamento, costanza e capacità di non perdersi d’animo anche quando le cose sembrano non andare per il verso giusto. Racconta l’ultimo posto in classifica nella prima gara disputata, fino ai trionfi mondiali e olimpici. Esorta i piccoli a lavorare su sé stessi, sulle proprie forze e sui propri sogni. Li invita a fare sport diffidando delle scorciatoie che portano spesso, chi non ha virtù e talento, a cercare compromessi pur di raggiungere l’obiettivo. Emerge il lato umano della campionessa che riesce a coinvolgere e appassionare i bambini. Nel momento del saluto, con le foto di rito, la piccola Yasna si avvicina e dice “anche io ho un sogno. Voglio diventare campionessa di sci e giocatrice di basket”. In questa fase emerge con veemenza la sensibilità della Belmondo che si mette in moto per realizzare il desiderio della piccola. Coinvolge la famiglia, la scuola e, in pochi giorni, arriva la proposta che porta tutti i bimbi, il 26 febbraio, sulle nevi di Entracque. Qui entra in gioco il secondo personaggio determinante della storia, Duilio Friz, allenatore responsabile della Nazionale paralimpica di sci nordico. Con i compagni di scuola, primi tifosi e spettatori, in una giornata benedetta dal sole, la piccola Yasna può finalmente sciare accompagnata da Stefania e Duilio. Con il sorriso perennemente acceso, i tre attori principali di questa sceneggiatura, percorrono più giri della pista di Entracque. Yasna ha modo di vivere anche l’emozione derivante dall’incitamento dei piccoli amici e spettatori. Affettuosa, simpatica e chiacchierona. Queste sono tre caratteristiche che le maestre riconoscono alla piccola. Elementi che la bambina esterna in quei giri di pista vissuti felicemente, dopo aver trascorso una notte insonne a causa dell’emozione. L’abbraccio finale con Stefania e Duilio e il dono di un coniglio peluche, sono la ciliegina sulla torta di una giornata da ricordare. “E’ stata una grande emozione per tutti – raccontano le maestre – Una situazione che è andata oltre ogni previsione e che tutti quanti porteremo nel cuore grazie a Stefania e al coinvolgimento e alla disponibilità del tecnico Duilio Friz”. Ecco che allora la storia assume i contorni della fiaba in quanto capace di portare alla luce questa esperienza umana in cui tutto è stato bello e nuovo. Meglio di ogni parola lo raccontano gli occhi spalancati e stupiti di Yasna. Occhi di chi affronta la vita senza subirla ma con la voglia di conoscerla, “afferrarla” con i denti e viverla quotidianamente. Dopo aver “riempito” un foglio bianco come la neve, l’obiettivo di Yasna è ora di scrivere una nuova pagina provando l’esperienza della pallacanestro. Chissà che questa storia non possa giungere ad altre persone sensibili capaci di portare la piccola a realizzare il nuovo sogno…