economia

Quando è in gioco la dignità delle persone ogni piccola decisione ha la sua importanza

23 febbraio 2025

Cuneo

Secondo un rapporto, pubblicato in vista del vertice sull’intelligenza artificiale in Francia, la crescita di centri di archiviazione dei dati basati sull’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare un problema non di poco conto per le forniture di energia in Europa, con aumento dei consumi del 160%. Inutile dire che le previsioni riportate devono essere prese con grande cautela. Tuttavia, tra le molte riflessioni in corso sull’intelligenza artificiale, quelle sulle implicazioni energetiche richiedono non poca attenzione. La sostenibilità energetica, del resto, dovrebbe essere un importante parametro di valutazione anche di altre opzioni che, ultimamente, godono di un certo favore, come l’euro digitale o le criptoattività (o criptovalute, come vengono comunemente ma impropriamente definiti Bitcoin e affini). In alcuni scenari, a tinte fosche, si indica l’intelligenza artificiale come un pericolo per la sopravvivenza dell’umanità, che correrebbe il rischio di soccombere di fronte allo strapotere di macchine che auto-apprendono e che, così facendo, si renderebbero indipendenti dai loro programmatori, fino a stabilire un nuovo ordine mondiale nel quale l’essere umano è messo ai margini o, addirittura, annientato. La fine dell’umanità a causa delle macchine viene, in questo modo, immaginato come l’esito di uno scontro all’ultimo sangue, eclatante e drammatico. Ovviamente, l’auspicio è che questo non capiti e che, in qualche modo, sia sempre possibile staccare la spina e rendere inoffensive le macchine, se ciò dovesse rendersi necessario. Meno scenografico ma, forse, più verosimile potrebbe essere uno scenario nel quale la soccombenza dell’umanità ha luogo in modo non spettacolare, ma lentamente, un silenzioso passo per volta. Si spera che anche questa sia una eventualità di pura fantasia, ma un certo modo di pensare e di agire sembra lasciare intendere che la tutela e la promozione di quello che è autenticamente umano non rientri tra le priorità di chi prende le decisioni. Il fatto stesso che si possa anche solo parlare di “deportazioni” senza apparente vergogna, e che passaggi non secondari dei respingimenti o dei rimpatri forzati vengano affidati a processi automatizzati, costituisce una ferita alla dignità umana che dovrebbe scuotere. Del resto, se la politica è l’attività che consiste nell’individuazione dei fini di una comunità fatta Stato, allora, il fatto stesso che i decisori politici non valutino gli effetti sulle persone di alcuni processi a forte contenuto tecnologico, oppure gli impatti sociali o ambientali, significa che il bene comune non rappresenta la priorità. Non si tratta di un conflitto che vede opposte le macchine, da un lato, e l’essere umano, dall’altro lato. Il confronto, al contrario, è tutto umano ed è tra i pochi che nella tecnologia hanno trovato un formidabile strumento di guadagno e di potere e i molti che subiscono gli effetti di una progressiva disumanizzazione di relazioni e processi. Oramai, non sono poche le grandi realtà produttive che affidano all’intelligenza artificiale passaggi importanti nella selezione del personale. In Corea del Sud, le università hanno avviato corsi per preparare i propri studenti ad affrontare anche “colloqui” di lavoro con una macchina. Anziché rivendicare quello che è umano e deve rimanere in mano alle persone, come le valutazioni sulle capacità e sulle attitudini dei candidati, l’istruzione superiore ha, dunque, reagito prendendo come un dato di fatto l’ingombrante presenza delle macchine e, conseguentemente, adeguando la propria offerta formativa. Venendo alla quotidianità, la stessa rassegnazione, sociale, culturale e politica, di fronte alla inadeguatezza, ad esempio, dei risponditori automatici e alla difficoltà a poter esporre le proprie necessità a un interlocutore umano è già un piccolo passo verso l’accettazione di modalità di relazione che, da umane, diventano artificiali. In questo modo, si chiede all’uomo di adeguare esigenze, linguaggio e pensiero, a interlocutori - macchine che, per definizione, non sono in grado di cogliere la ricchezza e la complessità di ciò che è autenticamente umano. La partita per il rispetto della dignità umana e per la protezione dei beni comuni, come l’ecosistema, si gioca su molti fronti e, anche, giorno per giorno, in ambiti che nulla hanno di eclatante, ma che hanno a che fare con la cura di ogni persona e che, quindi, non possono essere trascurati.