A progettarlo è stato uno studente di Cuneo, Giacomo Civalleri, nato nel 2003, già studente del Liceo Scientifico Peano, ora laureando in Lettere moderne, primo classificato alla selezione di Podcast Academy “Raccontare la letteratura”. La proposta arriva dalla Fondazione Cesare Pavese e da CRC Innova che, in collaborazione con Chora Media, organizzano nel settembre 2024 un workshop a Santo Stefano Belbo, in cui studenti di tutta Italia raccolgono la sfida di raccontare la letteratura con il linguaggio attuale dei podcast. Il testo pavesiano su cui lavorare è impegnativo, si tratta de “I dialoghi con Leucò”: non è il Pavese “realista, specializzato in campagne”, ma il rilettore di miti. L’idea che Giacomo Civalleri sviluppa nel suo “Messaggio per i mortali” è suggerita nel capitolo “Le muse”, in cui la musa Mnemosine dice al poeta Esiodo: “Prova a dire ai mortali queste cose che sai”. Giacomo pensa che sia proprio questa la funzione della letteratura: parlare alle persone. Progetta quindi un’attualizzazione dei “Dialoghi con Leucò”. Prende l’essenza di questi miti e la mette in relazione con la quotidianità del suo paese della provincia cuneese. “Nel capitolo su Eracle”, spiega, “si parla degli stranieri sacrificati alla Terra; c’è un’allusione forte al sacrificio della vita quotidiana, la terra sembra chiedere questo e così mi sono ritrovato a narrare del mio amico agronomo, della fatica quotidiana sua e dei giovani che lavorano nel nostro territorio e che sono poco riconosciuti. Dopo le scuole superiori, siamo chiamati a fare una scelta, che diventa destino. In Pavese c’è spesso questa idea di destino: ti prendi quello che succede e ti aggiusti. Maturità secondo me è proprio accettare quello che succede nel tuo percorso”. A Giacomo nel frattempo succederà di trasformare con Chora Media il suo progetto in un podcast, che verrà presentato a giugno 2025 al Pavese Festival. “Per me Pavese è una collina, che è come dire un monumento, un riferimento”, conclude, “e un classico è un testo che ci parla e continua ad avere qualcosa da dirci”.
editoriale
A progettarlo è stato uno studente di Cuneo, Giacomo Civalleri, nato nel 2003, già studente del Liceo Scientifico Peano, ora laureando in Lettere moderne, primo classificato alla selezione di Podcast Academy “Raccontare la letteratura”. La proposta arriva dalla Fondazione Cesare Pavese e da CRC Innova che, in collaborazione con Chora Media, organizzano nel settembre 2024 un workshop a Santo Stefano Belbo, in cui studenti di tutta Italia raccolgono la sfida di raccontare la letteratura con il linguaggio attuale dei podcast. Il testo pavesiano su cui lavorare è impegnativo, si tratta de “I dialoghi con Leucò”: non è il Pavese “realista, specializzato in campagne”, ma il rilettore di miti. L’idea che Giacomo Civalleri sviluppa nel suo “Messaggio per i mortali” è suggerita nel capitolo “Le muse”, in cui la musa Mnemosine dice al poeta Esiodo: “Prova a dire ai mortali queste cose che sai”. Giacomo pensa che sia proprio questa la funzione della letteratura: parlare alle persone. Progetta quindi un’attualizzazione dei “Dialoghi con Leucò”. Prende l’essenza di questi miti e la mette in relazione con la quotidianità del suo paese della provincia cuneese. “Nel capitolo su Eracle”, spiega, “si parla degli stranieri sacrificati alla Terra; c’è un’allusione forte al sacrificio della vita quotidiana, la terra sembra chiedere questo e così mi sono ritrovato a narrare del mio amico agronomo, della fatica quotidiana sua e dei giovani che lavorano nel nostro territorio e che sono poco riconosciuti. Dopo le scuole superiori, siamo chiamati a fare una scelta, che diventa destino. In Pavese c’è spesso questa idea di destino: ti prendi quello che succede e ti aggiusti. Maturità secondo me è proprio accettare quello che succede nel tuo percorso”. A Giacomo nel frattempo succederà di trasformare con Chora Media il suo progetto in un podcast, che verrà presentato a giugno 2025 al Pavese Festival. “Per me Pavese è una collina, che è come dire un monumento, un riferimento”, conclude, “e un classico è un testo che ci parla e continua ad avere qualcosa da dirci”.
Podcast su Pavese
15 febbraio 2025
Cuneo
A progettarlo è stato uno studente di Cuneo, Giacomo Civalleri, nato nel 2003, già studente del Liceo Scientifico Peano, ora laureando in Lettere moderne, primo classificato alla selezione di Podcast Academy “Raccontare la letteratura”. La proposta arriva dalla Fondazione Cesare Pavese e da CRC Innova che, in collaborazione con Chora Media, organizzano nel settembre 2024 un workshop a Santo Stefano Belbo, in cui studenti di tutta Italia raccolgono la sfida di raccontare la letteratura con il linguaggio attuale dei podcast. Il testo pavesiano su cui lavorare è impegnativo, si tratta de “I dialoghi con Leucò”: non è il Pavese “realista, specializzato in campagne”, ma il rilettore di miti. L’idea che Giacomo Civalleri sviluppa nel suo “Messaggio per i mortali” è suggerita nel capitolo “Le muse”, in cui la musa Mnemosine dice al poeta Esiodo: “Prova a dire ai mortali queste cose che sai”. Giacomo pensa che sia proprio questa la funzione della letteratura: parlare alle persone. Progetta quindi un’attualizzazione dei “Dialoghi con Leucò”. Prende l’essenza di questi miti e la mette in relazione con la quotidianità del suo paese della provincia cuneese. “Nel capitolo su Eracle”, spiega, “si parla degli stranieri sacrificati alla Terra; c’è un’allusione forte al sacrificio della vita quotidiana, la terra sembra chiedere questo e così mi sono ritrovato a narrare del mio amico agronomo, della fatica quotidiana sua e dei giovani che lavorano nel nostro territorio e che sono poco riconosciuti. Dopo le scuole superiori, siamo chiamati a fare una scelta, che diventa destino. In Pavese c’è spesso questa idea di destino: ti prendi quello che succede e ti aggiusti. Maturità secondo me è proprio accettare quello che succede nel tuo percorso”. A Giacomo nel frattempo succederà di trasformare con Chora Media il suo progetto in un podcast, che verrà presentato a giugno 2025 al Pavese Festival. “Per me Pavese è una collina, che è come dire un monumento, un riferimento”, conclude, “e un classico è un testo che ci parla e continua ad avere qualcosa da dirci”.