editoriale

Sui muri di Cuneo nel 1945

19 gennaio 2025

Cuneo

Manifesto Cuneo 1945 Nel 1945, l’ultimo anno di guerra, sui muri di Cuneo furono affissi oltre quattrocento manifesti per integrare le scarse informazioni fornite dai giornali e dalle trasmissioni radiofoniche. Occorre dire che i manifesti non possono rappresentare in modo completo la storia di quel periodo, ma forniscono alcuni elementi importanti per la conoscenza di questa storia, che allora erano la cronaca quotidiana di vita dei cuneesi. I manifesti del 1945 li possiamo dividere in due gruppi: quelli pubblicati negli ultimi mesi del fascismo, da gennaio ad aprile, e quelli del periodo successivo, dalla Liberazione fino al 31 dicembre. Nei manifesti del primo periodo, si rileva che Cuneo viveva in un clima di paura e di guerra civile, segnato dall’oscuramento, dal coprifuoco notturno, dal suono lacerante delle sirene d’allarme per i bombardamenti degli aerei alleati, che obbligavano la gente a scendere nei rifugi anti bomba, e dalle sempre più frequenti uccisioni di partigiani e di fascisti. Stupisce il fatto che le autorità fasciste volevano dare l’impressione che a Cuneo la vita scorresse normalmente, e a questo scopo servivano anche le numerose rappresentazioni teatrali, musicali, cinematografiche e gare sportive; fino all’ultimo numero (24 aprile) “Il Piemonte Repubblicano. Bisettimanale fascista di Cuneo” non lasciò mai trasparire l’imminente crollo del fascismo e del nazismo. Nell’arco del 1945, i manifesti testimoniano, inoltre, la straordinaria generosità dei cuneesi nel rispondere alle numerose iniziative di solidarietà e di beneficenza, a dimostrazione del grande cuore che da sempre pulsa nella nostra città. Permessi di circolazione dei velocipedi La bicicletta (anzi, il “velocipede”) era il mezzo di trasporto personale più usato negli anni della guerra, e l’utilizzo sulle strade era subordinato al pagamento di una tassa annuale di circolazione. Con manifesto del 10 gennaio, il Podestà di Cuneo, rag. Andrea Caiani, informò la popolazione che “le tessere per la circolazione con velocipedi rilasciate durante il 1944 devono essere rinnovate per l’anno in corso entro il gennaio corrente”. Per il rinnovo, occorreva recarsi in Comune che “procederà al rinnovo apponendo sulla tessera posseduta dagli interessati un apposito bollo. Si avverte che dopo il 31 gennaio i permessi non rinnovati non saranno più validi e che a carico di coloro che circoleranno con tessera scaduta verranno applicate le sanzioni previste dalla legge (confisca del veicolo e multa sino a L. 3000)”. Andrea Caiani era nato a Roma nel 1901 e fu nominato Podestà di Cuneo il 1° gennaio 1945; nella sua funzione era assistito da due vice - podestà, Francesco Migliorini e Giovanni Gente. Manifesto Cuneo 1945 Precettazione di cittadini per lo sgombro neve Sul manifesto dell’11 gennaio si leggeva che, “Ritenuta la necessità - ai fini d’ordine pubblico- di provvedere allo sgombro della neve nell’ambito del territorio del Comune di Cuneo, onde assicurare la circolazione dei treni, degli autoveicoli, dei veicoli a trazione animale e delle persone; costatata la mancanza di mano d’opera da impiegare a tale scopo”, il Prefetto Capo della Provincia di Cuneo, Antonio Galardo, autorizzò il Podestà a “precettare singolarmente - con apposita cartolina - ” uomini dai 18 ai 60 anni. Ai precettati era corrisposta una retribuzione a carico dell’Amministrazione comunale, mentre i trasgressori erano soggetti a punizioni che andavano fino all’arresto per tre mesi e a un’ammenda fino a lire 2000. Il giornale cuneese del Partito Nazionale Fascista scrisse che tutti dovevano essere disponibili al servizio di sgombro della neve, facendo appello al “senso di civismo”: "Ogni cittadino, senza distinzione di casta, deve prestare la sua opera, e con piacere abbiamo appreso come alcuni capi uffici di Enti abbiano già prestato la loro opera. Ci risulta invece che alcuni elementi, credendosi privilegiati, hanno brontolato all’invito rivolto giorni fa dal Podestà e cercano di astenersi dal prestare la loro opera. Contro la mancanza del senso di civismo di costoro non vi deve essere intransigenza; la legge deve essere uguale per tutti e nessuno, diciamo nessuno, deve essere escluso". Manifesto Cuneo 1945 Distribuzione di cipolle Ad integrazione delle magre razioni di viveri che la popolazione poteva acquistare con la carta annonaria (la “tessera”), il podestà Andrea Caiani rese noto, con un manifesto del 12 gennaio, “che è stato assegnato a tutti i dettaglianti di generi alimentari, frutta e verdura del Comune un congruo quantitativo di cipolle per la distribuzione alla popolazione civile in ragione di kg. 1 (uno) a persona. Il prezzo di vendita è fissato in Lire 18 (diciotto) al Kg. Alle convivenze ed agli esercizi pubblici sarà rilasciato dall’Ufficio Annonario al quale dovranno rivolgersi un buono di prelevamento secondo la loro spettanza”. In tempo di guerra, anche una razione aggiuntiva di cipolle aiutava a calmare la fame! (Foto di Teresa Maineri)
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