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Le proteste per il “Gabinetto di scienze”, l’arrivo di uno struzzo, i titoli dei temi

15 dicembre 2024

Cuneo

Liceo Cuneo Lo struzzo Abbiamo visto (La Guida del 5 dicembre scorso) che già fra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX la situazione edilizia del Liceo non era rosea. Se non mancavano richieste più varie, anche da parte dei bidelli per avere legna o riparazioni urgenti nei loro alloggi - richieste a cui  l’economato opponeva un fermo rifiuto perché la legna doveva essere fornita solo per le aule e non per gli alloggi, che si arrangiassero - un capitolo interessante lo riveste la vicenda dei gabinetti scientifici che sembrava non avessero lo spazio per conservare le loro preziose collezioni, di cui era stato creatore il famoso professore di scienze Corrado Boccaccini. Infatti, già il 2 dicembre 1910 Benedetto Greco, che era suo successore, scriveva al sindaco che, quando aveva preso possesso del Gabinetto di Storia naturale, aveva trovato sul tavolo una lettera “gentilissima” del suo predecessore, il Boccaccini appunto, che gli consegnava le collezioni da lui “generosamente e pazientemente raccolte” ma segnalava che il locale ad esse adibito “non era vasto” ma “piccolo e inadeguato per la mostra di tutti gli oggetti che si posseggono.” A quanto pare, le tre stanze inizialmente usate per questa funzione erano state ridotte a due perché una adibita a sala professori e biblioteca e le due stanzette rimaste erano minuscole, mentre lui stava accrescendo ulteriormente le collezioni. Un esempio?  “per una occasione favorevolissima” aveva potuto acquistare un esemplare di struzzo d’Africa (lo abbiamo ancora nelle nostre polverose vetrine, ora chiuse fra strati di muratura in restauro) e “per merito del capitano Berardo là dimorante riceveva molti esemplari della fauna dalla nostra colonia eritrea”.  Qui naturalmente il lettore sussulta: chi mai sarà stato l’avventuroso capitano Berardo che dalla lontana Eritrea, dove era andato in cerca di gloria e fortuna, non dimenticava l’antico suo liceo spedendo scheletri e animali cacciati? Purtroppo, non ne sappiamo niente. Ma il professor Greco non desisteva, ricordando anche che mancava un’aula per la storia naturale, per cui si trasportavano avanti e indietro gli oggetti, con grave rischio. Insomma, secondo lui, “il problema della sistemazione del Gabinetto di scienze si impone come necessità assoluta” e lui, piuttosto testardo, aveva elaborato un progetto che avrebbe volentieri spiegato al sindaco, all’assessore e al personale tecnico, per cui auspicava una “desiderata visita”. Come forse il lettore immaginerà non ebbe grande ascolto se, il 25 luglio 1911, tornava a chiedere che si costruissero almeno alcuni scaffali, i banchi, una cattedra (di cui forniva persino uno schizzo). Oltretutto stava per giungere un’ispezione del Ministero e lui temeva conseguenze negative per la sua carriera. Si affidava nuovamente alla generosità del sindaco anche per rispettare la memoria del compianto prof. Boccaccini “a cui dobbiamo veramente tutto” etc. etc. Temiamo che nonostante l’attivismo del cocciuto professore, il Comune non deve avere mutato troppo la sua linea se, poco tempo dopo, il preside scriveva di sua mano la richiesta che venissero sostituiti  almeno i banchi, che contavano svariate decine di anni, “ed hanno servito a più generazioni, ciascuna delle quali ha lasciato la traccia in sculture non certo artistiche.” Come andò a finire? Un compromesso, pare di capire, perché se il 22 agosto del 1913 si stanziava  una certa somma “per i cessi e il pavimento della biblioteca” già nel luglio del 1914 l’economato scriveva che la fornitura di 20 banchi era stata sospesa per deficienza di bilancio. Non riuscirono ad abbandonare quelli con le antiche sculture a quanto pare. Tuttavia la cultura procedeva spedita, se nel gennaio 1911 si era istituita la biblioteca circolante con un piccolo contributo degli studenti e Antonio Canepa, il bibliotecario, scriveva con parole orgogliose nel 1913: La sempre crescente produzione letteraria rende oggi oltremodo difficile la scelta dei libri veramente utili alla gioventù studiosa che, per ragioni diverse, finirebbe con avere a disposizione i soli libri strettamente necessari per la scuola, se non provvedessero al bisogno apposite biblioteche. Solo che, anche in questo caso, bisognava chiedere aiuto per la nuova istituzione di “alta idealità”, perché soldi per comprare libri non ce n’erano, e si sperava che il Comune regalasse almeno quelli doppi. Se, nel 1911, era finalmente arrivata la luce elettrica e si era alle soglie della Prima Guerra Mondiale i problemi legati alla gestione finanziaria da parte dei comuni delle scuole erano sempre gli stessi. E continuarono anche sotto il fascismo se il 29 dicembre del 1924 si chiedevano rimborsi per le spese per la pubblicazione dell’annuario del Liceo “previsto dalla nuova normativa ma non in possibilità del liceo”. Ci fu un certo braccio di ferro per questo finanziamento se il preside l’anno successivo scriveva che esso era uscito in versione “molto meschina rispetto alle altre scuole italiane”, e ricordava che su queste pubblicazioni “il Ministero ferma annualmente la sua attenzione pubblicando negli Annali dell’Istruzione Media il proprio giudizio, non sempre benigno, spesso severo”. Insomma, come ai tempi del Gabinetto di storia naturale, si doveva ricordare al Municipio il suo dovere con lo spauracchio delle ispezioni. Alla fine l’annuario si fece e dal 1923-24 (anno I dell’era fascista) sappiamo i programmi di insegnamento e i temi dati. Alcuni esempi? Assegnati alla prima ginnasio: “Un ragazzo offeso da un condiscepolo seppe ricambiare l’offesa con un beneficio”. Oppure:” Inverno: poveri passerotti.” O ancora: “L’anno scolastico sta per finire…i bravi scolari pregustano la gioia di lieta vacanza. E i cattivi? E ognuno di voi che pensa? “Un libro Cuore perfetto. Nel Liceo veniva proposto in prima: “Cuneo possente e paziente.” E in III: “La Riforma protestante nelle sue cause remote e prossime: principi dottrinali sui quali si fonda.” In fondo, mutatis mutandis, non erano così diversi dai nostri. Ma nel fascicolo successivo dell’annuario (‘25-‘26) fa la sua comparsa un discorso del Preside, Angelo Vesentini, in occasione del collocamento dell’effigie di S.E.Mussolini a scolaresche riunite, che così recita: “non è l’omaggio servile a chi siede potente ma ricordo ai giovani perché sia di modello e ammonimento a come si educhi la volontà ad essere tenace”. “Perché Benito Mussolini è la più nobile espressione delle virtù di nostra razza”. Parlava di “sangue caldo romagnolo” e di “sete di cultura e di patria”. Non commentiamo, per carità. Liceo Cuneo Uno strumento per lo studio del moto parabolico Uno strumento per lo studio del moto parabolico in possesso del Liceo di Cuneo Liceo Cuneo Mantice di Marloye Mantice di Marloye in possesso del Liceo di Cuneo Liceo Cuneo Bacheche di storia naturale Bacheche di storia naturale al Liceo di Cuneo
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