Ottimi anche i dati relativi ai cesarei, che registrano una percentuale molto al di sotto del tetto fissato dalla Regione (il Sanra Croce è al 6% nel basso rischio e al 16% nell’alto rischio contro una media regionale e nazionale bemal di sopra del 20%). La percentuale di parti vaginali dopo un cesareo è del 47% e fa del Santa Croce anche qui un’eccellenza, considerando che il secondo miglior centro del Piemonte è fermo al 30% (la media nazionale si attesta sul 20%).
Andrea Puppo, direttore della struttura complessa di Ginecologia e Ostetricia sottolinea inoltre altre importanti novità: “Abbiamo istituito un percorso per affrontare la tocofobia, cioè la paura di partorire, attraverso un team costituito da psicologo, ginecologo e ostetrica. Siamo centro hub per gli ospedali della Cuneo 1, Cuneo 2 e Pinerolo, che ci riferiscono i grandi prematuri e i casi complicati da patologie gravi”.
Livio Tranchida, direttore generale Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle: “A un anno di distanza raccogliamo gli esiti positivi della riorganizzazione, che aveva appunto l’obiettivo di rendere ancora più funzionale un reparto riconosciuto da Agenas eccellenza a livello nazionale. Qui c’è un lavoro di squadra, reso più efficace anche dalla nuova area creata al quarto piano del Santa Croce, che ci consente di gestire quasi 1.800 parti all’anno, compresi quelli più complessi. Insieme alla qualità del servizio e alla conseguente sicurezza, diamo importanza alla umanizzazione e all’accoglienza delle neomamme".
