Federico Fantino (foto Nanni Fontana)
“Inseguendo quel suono” è il titolo del libro - intervista di Ennio Morricone ma è anche come dare il “La” al racconto della storia musicale del giovane pianista, compositore e direttore d’orchestra bovesano Federico Fantino. Un’avventura che inizia per caso, all’età di 5 anni, quando Federico (classe 2001) viene “folgorato” dal suono del pianoforte che il fratello maggiore aveva iniziato a studiare. “I miei genitori - racconta il giovane - ricordano che lo interrompevo continuamente mentre faceva pratica ed esploravo i suoni della tastiera con una veemenza tale da costringerlo ogni volta a fermarsi. A quel punto mia madre non poté fare altro che iscrivermi all’Istituto Civico Musicale “G. Mosca” di Boves”.
Avviamento alla pratica musicale, coro di voci bianche, lezioni di pianoforte e poi solfeggio e teoria della musica (con i Maestri Becchis, Pellegrino e Longo) furono i primi passi nel mondo delle note per il bambino. Una passione che lo avrebbe portato alla sezione a indirizzo musicale dell’Istituto comprensivo Vassallo cimentandosi al flauto traverso. In quei momenti iniziò a comporre duetti per flauto e pianoforte prendendo consapevolezza sul “cosa fare da grande”.
“All’età di 14 anni venni ammesso al Conservatorio “Ghedini” - prosegue Fantino - nella classe del Maestro Paolo Minetti che mi introdusse allo studio della composizione, in quella di lettura della partitura (docente Paola Fabi) e nel Coro guidato dal Maestro Massimo Peiretti. Poi cominciai lo studio della Direzione Corale con Elena Camoletto proseguendo gli studi compositivi e pianistici in vista di un trasferimento al Conservatorio “G. Verdi” di Milano con l’obiettivo di studiare direzione d’orchestra”.
Anche qui il pensiero torna all’infanzia e a un aneddoto che riguarda la famiglia.
“Durante la visita a Boves del Presidente Ciampi (18 settembre 2003), direttamente dal passeggino, accompagnavo le note della Banda Musicale Silvio Pellico con il movimento delle braccia, come ad imitare il direttore, spingendomi in avanti quasi con la volontà di prendergli il posto”. Una sorta di predestinazione unita alla ferma volontà di “fare musica” con gli altri. Una volontà già manifestata nel percorso di formazione e nelle collaborazioni maturate negli anni di studio. Fra queste, il Master in direzione d’Orchestra con il Maestro Dorsi (con la prima direzione di un’orchestra sinfonica, la Filarmonica Pugliese) e l’esperienza, in qualità di uditore, delle prove e dei concerti dell’Accademia dell’Opera Italiana tenuta dal Maestro Riccardo Muti.
“Un’opportunità - racconta Federico - che mi ha permesso di frequentare a stretto contatto con Muti e cinque allievi effettivi, giovani direttori d’orchestra provenienti da tutto il mondo”.
Concentrarsi sulla direzione non ha però ridotto l’impegno nello studio e nella pratica dello strumento. La passione per le note lo ha portato poi a documentarsi su ogni tipologia di genere, dimostrando anche una mente aperta alle novità e alle contaminazioni musicali.
“Nell’ascolto personale amo spaziare dal classico al contemporaneo spesso lasciandomi andare anche al rock, pop e rap. Mi attrae l’Opera, adoro la musica per il cinema e pongo sempre molta attenzione al folk. Lo studio poi mi ha portato ad approfondire l’ascolto di musica d’avanguardia e dei compositori del Novecento”.
Di fronte a una tale “fame di sapere”, le soddisfazioni nella giovane carriera di Fantino sono in continuo divenire. Mentre continua a studiare direzione nella classe del Maestro Agiman, presta servizio a Casa Verdi, luogo che il Maestro di Busseto aveva definito “L’opera mia più bella”. Si tratta di una Casa di Riposo per musicisti che, dagli anni ’90, ha aperto le porte ai giovani studenti di musica delle principali istituzioni milanesi.
“Vivo accanto a maestri dai quali si impara e con i quali si fa musica insieme - conclude Fantino -. Un luogo d’altri tempi, perfetto per studiare e respirare la musica classica in una città dalle mille fisionomie come Milano. A Milano ho contribuito a far nascere anche la rivista “La Magnolia”, progetto della Consulta degli Studenti del Conservatorio che si propone come luogo di incontro e di idee. Il titolo è dovuto alla pianta che fiorisce il chiostro del conservatorio, simbolo di rinascita, voluta nel dopoguerra dall’allora direttore Giorgio Federico Ghedini (cuneese) di fronte al salone dei concerti raso al suolo da bombardamenti aerei”. Oltre a essere vicedirettore editoriale, Federico dirige il Coro degli Ospiti di Casa Verdi.
Quasi a voler “chiudere il cerchio”, nello scorso mese di maggio Fantino ha avuto la responsabilità e l’onore di dirigere l’Orchestra Bartolomeo Bruni nel concerto in memoria di Giovanni Mosca, nel centesimo anniversario dalla nascita. Si è trattato di un ritorno alle origini, a quei primi anni 2000 in cui Federico si avvicinava alla musica proprio nell’Istituto Musicale dedicato al celebre Maestro fossanese.
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Federico Fantino (foto Nanni Fontana)
“Inseguendo quel suono” è il titolo del libro - intervista di Ennio Morricone ma è anche come dare il “La” al racconto della storia musicale del giovane pianista, compositore e direttore d’orchestra bovesano Federico Fantino. Un’avventura che inizia per caso, all’età di 5 anni, quando Federico (classe 2001) viene “folgorato” dal suono del pianoforte che il fratello maggiore aveva iniziato a studiare. “I miei genitori - racconta il giovane - ricordano che lo interrompevo continuamente mentre faceva pratica ed esploravo i suoni della tastiera con una veemenza tale da costringerlo ogni volta a fermarsi. A quel punto mia madre non poté fare altro che iscrivermi all’Istituto Civico Musicale “G. Mosca” di Boves”.
Avviamento alla pratica musicale, coro di voci bianche, lezioni di pianoforte e poi solfeggio e teoria della musica (con i Maestri Becchis, Pellegrino e Longo) furono i primi passi nel mondo delle note per il bambino. Una passione che lo avrebbe portato alla sezione a indirizzo musicale dell’Istituto comprensivo Vassallo cimentandosi al flauto traverso. In quei momenti iniziò a comporre duetti per flauto e pianoforte prendendo consapevolezza sul “cosa fare da grande”.
“All’età di 14 anni venni ammesso al Conservatorio “Ghedini” - prosegue Fantino - nella classe del Maestro Paolo Minetti che mi introdusse allo studio della composizione, in quella di lettura della partitura (docente Paola Fabi) e nel Coro guidato dal Maestro Massimo Peiretti. Poi cominciai lo studio della Direzione Corale con Elena Camoletto proseguendo gli studi compositivi e pianistici in vista di un trasferimento al Conservatorio “G. Verdi” di Milano con l’obiettivo di studiare direzione d’orchestra”.
Anche qui il pensiero torna all’infanzia e a un aneddoto che riguarda la famiglia.
“Durante la visita a Boves del Presidente Ciampi (18 settembre 2003), direttamente dal passeggino, accompagnavo le note della Banda Musicale Silvio Pellico con il movimento delle braccia, come ad imitare il direttore, spingendomi in avanti quasi con la volontà di prendergli il posto”. Una sorta di predestinazione unita alla ferma volontà di “fare musica” con gli altri. Una volontà già manifestata nel percorso di formazione e nelle collaborazioni maturate negli anni di studio. Fra queste, il Master in direzione d’Orchestra con il Maestro Dorsi (con la prima direzione di un’orchestra sinfonica, la Filarmonica Pugliese) e l’esperienza, in qualità di uditore, delle prove e dei concerti dell’Accademia dell’Opera Italiana tenuta dal Maestro Riccardo Muti.
“Un’opportunità - racconta Federico - che mi ha permesso di frequentare a stretto contatto con Muti e cinque allievi effettivi, giovani direttori d’orchestra provenienti da tutto il mondo”.
Concentrarsi sulla direzione non ha però ridotto l’impegno nello studio e nella pratica dello strumento. La passione per le note lo ha portato poi a documentarsi su ogni tipologia di genere, dimostrando anche una mente aperta alle novità e alle contaminazioni musicali.
“Nell’ascolto personale amo spaziare dal classico al contemporaneo spesso lasciandomi andare anche al rock, pop e rap. Mi attrae l’Opera, adoro la musica per il cinema e pongo sempre molta attenzione al folk. Lo studio poi mi ha portato ad approfondire l’ascolto di musica d’avanguardia e dei compositori del Novecento”.
Di fronte a una tale “fame di sapere”, le soddisfazioni nella giovane carriera di Fantino sono in continuo divenire. Mentre continua a studiare direzione nella classe del Maestro Agiman, presta servizio a Casa Verdi, luogo che il Maestro di Busseto aveva definito “L’opera mia più bella”. Si tratta di una Casa di Riposo per musicisti che, dagli anni ’90, ha aperto le porte ai giovani studenti di musica delle principali istituzioni milanesi.
“Vivo accanto a maestri dai quali si impara e con i quali si fa musica insieme - conclude Fantino -. Un luogo d’altri tempi, perfetto per studiare e respirare la musica classica in una città dalle mille fisionomie come Milano. A Milano ho contribuito a far nascere anche la rivista “La Magnolia”, progetto della Consulta degli Studenti del Conservatorio che si propone come luogo di incontro e di idee. Il titolo è dovuto alla pianta che fiorisce il chiostro del conservatorio, simbolo di rinascita, voluta nel dopoguerra dall’allora direttore Giorgio Federico Ghedini (cuneese) di fronte al salone dei concerti raso al suolo da bombardamenti aerei”. Oltre a essere vicedirettore editoriale, Federico dirige il Coro degli Ospiti di Casa Verdi.
Quasi a voler “chiudere il cerchio”, nello scorso mese di maggio Fantino ha avuto la responsabilità e l’onore di dirigere l’Orchestra Bartolomeo Bruni nel concerto in memoria di Giovanni Mosca, nel centesimo anniversario dalla nascita. Si è trattato di un ritorno alle origini, a quei primi anni 2000 in cui Federico si avvicinava alla musica proprio nell’Istituto Musicale dedicato al celebre Maestro fossanese.
Federico, gioventù ed entusiasmo al servizio della musica in un appassionante percorso di studi
06 luglio 2024
Cuneo
Federico Fantino (foto Nanni Fontana)
“Inseguendo quel suono” è il titolo del libro - intervista di Ennio Morricone ma è anche come dare il “La” al racconto della storia musicale del giovane pianista, compositore e direttore d’orchestra bovesano Federico Fantino. Un’avventura che inizia per caso, all’età di 5 anni, quando Federico (classe 2001) viene “folgorato” dal suono del pianoforte che il fratello maggiore aveva iniziato a studiare. “I miei genitori - racconta il giovane - ricordano che lo interrompevo continuamente mentre faceva pratica ed esploravo i suoni della tastiera con una veemenza tale da costringerlo ogni volta a fermarsi. A quel punto mia madre non poté fare altro che iscrivermi all’Istituto Civico Musicale “G. Mosca” di Boves”.
Avviamento alla pratica musicale, coro di voci bianche, lezioni di pianoforte e poi solfeggio e teoria della musica (con i Maestri Becchis, Pellegrino e Longo) furono i primi passi nel mondo delle note per il bambino. Una passione che lo avrebbe portato alla sezione a indirizzo musicale dell’Istituto comprensivo Vassallo cimentandosi al flauto traverso. In quei momenti iniziò a comporre duetti per flauto e pianoforte prendendo consapevolezza sul “cosa fare da grande”.
“All’età di 14 anni venni ammesso al Conservatorio “Ghedini” - prosegue Fantino - nella classe del Maestro Paolo Minetti che mi introdusse allo studio della composizione, in quella di lettura della partitura (docente Paola Fabi) e nel Coro guidato dal Maestro Massimo Peiretti. Poi cominciai lo studio della Direzione Corale con Elena Camoletto proseguendo gli studi compositivi e pianistici in vista di un trasferimento al Conservatorio “G. Verdi” di Milano con l’obiettivo di studiare direzione d’orchestra”.
Anche qui il pensiero torna all’infanzia e a un aneddoto che riguarda la famiglia.
“Durante la visita a Boves del Presidente Ciampi (18 settembre 2003), direttamente dal passeggino, accompagnavo le note della Banda Musicale Silvio Pellico con il movimento delle braccia, come ad imitare il direttore, spingendomi in avanti quasi con la volontà di prendergli il posto”. Una sorta di predestinazione unita alla ferma volontà di “fare musica” con gli altri. Una volontà già manifestata nel percorso di formazione e nelle collaborazioni maturate negli anni di studio. Fra queste, il Master in direzione d’Orchestra con il Maestro Dorsi (con la prima direzione di un’orchestra sinfonica, la Filarmonica Pugliese) e l’esperienza, in qualità di uditore, delle prove e dei concerti dell’Accademia dell’Opera Italiana tenuta dal Maestro Riccardo Muti.
“Un’opportunità - racconta Federico - che mi ha permesso di frequentare a stretto contatto con Muti e cinque allievi effettivi, giovani direttori d’orchestra provenienti da tutto il mondo”.
Concentrarsi sulla direzione non ha però ridotto l’impegno nello studio e nella pratica dello strumento. La passione per le note lo ha portato poi a documentarsi su ogni tipologia di genere, dimostrando anche una mente aperta alle novità e alle contaminazioni musicali.
“Nell’ascolto personale amo spaziare dal classico al contemporaneo spesso lasciandomi andare anche al rock, pop e rap. Mi attrae l’Opera, adoro la musica per il cinema e pongo sempre molta attenzione al folk. Lo studio poi mi ha portato ad approfondire l’ascolto di musica d’avanguardia e dei compositori del Novecento”.
Di fronte a una tale “fame di sapere”, le soddisfazioni nella giovane carriera di Fantino sono in continuo divenire. Mentre continua a studiare direzione nella classe del Maestro Agiman, presta servizio a Casa Verdi, luogo che il Maestro di Busseto aveva definito “L’opera mia più bella”. Si tratta di una Casa di Riposo per musicisti che, dagli anni ’90, ha aperto le porte ai giovani studenti di musica delle principali istituzioni milanesi.
“Vivo accanto a maestri dai quali si impara e con i quali si fa musica insieme - conclude Fantino -. Un luogo d’altri tempi, perfetto per studiare e respirare la musica classica in una città dalle mille fisionomie come Milano. A Milano ho contribuito a far nascere anche la rivista “La Magnolia”, progetto della Consulta degli Studenti del Conservatorio che si propone come luogo di incontro e di idee. Il titolo è dovuto alla pianta che fiorisce il chiostro del conservatorio, simbolo di rinascita, voluta nel dopoguerra dall’allora direttore Giorgio Federico Ghedini (cuneese) di fronte al salone dei concerti raso al suolo da bombardamenti aerei”. Oltre a essere vicedirettore editoriale, Federico dirige il Coro degli Ospiti di Casa Verdi.
Quasi a voler “chiudere il cerchio”, nello scorso mese di maggio Fantino ha avuto la responsabilità e l’onore di dirigere l’Orchestra Bartolomeo Bruni nel concerto in memoria di Giovanni Mosca, nel centesimo anniversario dalla nascita. Si è trattato di un ritorno alle origini, a quei primi anni 2000 in cui Federico si avvicinava alla musica proprio nell’Istituto Musicale dedicato al celebre Maestro fossanese.