editoriale

La qualità della vita nella provincia di Cuneo per bambini, giovani e anziani

09 giugno 2024

Cuneo

Viale Angeli, passeggiate Il 27 maggio scorso, il Sole 24 Ore ha pubblicato la classifica delle province italiane per la qualità della vita nel 2023 per bambini, giovani e anziani. Per i bambini (0-10 anni ma, per alcuni indicatori, fino a 14 anni), ai primi posti si sono classificate Sondrio, Ravenna, Trieste, Gorizia e Udine. Per i giovani (18-35 anni), le migliori province sono risultate Gorizia, Ravenna, Forlì-Cesena, Ferrara e Cremona mentre, per gli over 65, i punteggi più elevati sono stati fatti registrare da Trento, Como, Cremona, Bolzano e Treviso. Delle 107 province che compongono la classifica, quella di Cuneo si è piazzata al 45° posto per la qualità di vita dei bambini, al 18° per i giovani e al 25° per gli anziani. Anche se ogni statistica deve essere valutata con prudenza, la fotografia che emerge dalla ricerca può offrire interessanti spunti di riflessione. Il primo è che la vita nella provincia di Cuneo risulta essere altamente qualitativa per i giovani. In realtà, guardando con maggiore attenzione, si scopre che i singoli indicatori, che hanno determinato il lusinghiero 18° posto, offrono un quadro a luci e ombre. La nostra provincia, infatti, si colloca al 4° posto in Italia per l’occupazione giovanile e al 16° per aree sportive. Tuttavia, almeno due dati negativi dovrebbero far riflettere: la provincia di Cuneo, infatti, è solamente al 74° posto per percentuale di amministratori comunali al di sotto dei 40 anni e all’82° posto per percentuale di laureati in un’età compresa tra i 25 e i 39 anni. Suscita un certo effetto scoprire che la nostra provincia si trova così in basso in questa specifica classifica, soprattutto se si combina il dato con quello, virtuoso, dell’occupazione giovanile. Detto che il dato pare influenzato dal fatto che gli studenti universitari fuori sede, talvolta, trasferiscono la loro residenza, verrebbe da chiedersi se l’occupazione provinciale sia adeguatamente qualificata. Potrebbe, inoltre, essere interessante comprendere se un tasso di occupazione così elevato non sia diventato, paradossalmente, un ostacolo al completamento degli studi universitari come potrebbe essere per altre province (ad esempio, Bergamo si trova al 94° posto per percentuale di laureati). Non è escluso, infatti, che la prospettiva di una occupazione possa indurre i nostri giovani a non iscriversi oppure ad abbandonare l’università. Se le cose stessero così, sarebbe necessario, per lo meno, verificare l’efficacia dei percorsi di aggiornamento offerti a chi lavora, per garantire a tutti una adeguata crescita culturale e professionale. Per quanto riguarda le persone sopra i 65 anni (25° posto complessivo), alcuni indicatori spiccano, come il secondo posto assoluto per posti letto nelle RSA, il 61° posto per aspettativa di vita a 65 anni e, soprattutto, il 93° posto per consumo di farmaci “per depressione” (questa la descrizione, non meglio specificata, dell’indicatore). Se si confronta questo ultimo dato con il 19° posto per consumo di farmaci per malattie croniche, il quadro che pare emergere è quello di una significativa sofferenza mentale ed emotiva nei nostri anziani. In un contesto con valori tendenzialmente buoni o discreti anche con riferimento specifico alle malattie croniche, e con un ottimo livello di offerta di strutture, un consumo così elevato di farmaci “per depressione” non può non interrogarci. Nella nostra provincia, le unità minime farmacologiche pro capite vendute nel 2023 sono state 24,8, contro le 19,9 della media nazionale e le 12 di Foggia (la provincia con il minor uso di farmaci di questo tipo, in Italia, tra chi ha più di 65 anni). Infine, i bambini, con un 45° posto del quale non si può essere soddisfatti. In questo particolare ambito dell’indagine, la nostra provincia eccelle per lo spazio abitativo (11° posto), per le competenze numeriche e alfabetiche tra gli studenti della terza media (rispettivamente 13° e 26° posto) e per il basso numero di reati denunciati a danno dei minori (16° posto). Francamente preoccupanti sono i dati relativi ai pediatri attivi ogni mille abitanti (100° posto), agli edifici scolastici con palestra (73° posto) e ai bambini che hanno usufruito di servizi comunali per l’infanzia (79° posto). Come per tutte le sezioni dello studio, si può dire che la provincia di Cuneo è vasta e che i livelli di servizio possono essere anche molto diversi. Pare indubitabile, però, che, per ognuna delle fasce anagrafiche prese in esame, i margini di miglioramento siano significativi e coinvolgano sia la sfera dell’intervento pubblico, sia quella delle relazioni sociali.
Classifica Provincia di Cuneo Qualità della vita Province Statistica sole 24 ore