editoriale

Un passaggio generazionale di ricchezza mai visto prima

02 marzo 2024

Cuneo

Banconote di euro Gli specialisti della gestione dei patrimoni sono concordi nel prevedere che, nei prossimi anni, in Italia, avrà luogo il più significativo passaggio generazionale di ricchezza mai verificato. C’è chi stima in 200 miliardi di euro la cifra che verrà trasmessa entro il 2025; altri valutano che, di qui al 2045, il passaggio generazionale avrà ad oggetto 84 trilioni di dollari. L’importanza delle cifre è dovuta al fatto che le generazioni che cederanno il passo sono, da un lato, quelle vissute in anni di significativo sviluppo economico e, dall’altro, nella loro notevole propensione al risparmio. Gli esperti raccomandano di pianificare questi passaggi, in modo che avvengano nel modo più efficiente possibile. Si tratta di un consiglio quanto mai opportuno e, forse, ancora più prezioso se utile a prevenire dolorose liti in famiglia. Al di là degli aspetti legali o fiscali, però, il suggerimento potrebbe essere esteso anche ad ambiti più delicati e complessi. Il passaggio della ricchezza, infatti, è un dato che deve essere accompagnato da altre domande e riflessioni che riguardano, ad esempio, gli impatti sulla distribuzione delle risorse e il come queste risorse verranno impiegate. Per ciò che riguarda la prima domanda, sembra logico immaginare una verticalizzazione nella distribuzione. Se, infatti, il numero di figli per famiglia si riduce, è evidente che il patrimonio familiare sarà più concentrato, perché sarà diviso tra un numero minore di coeredi. Che cosa questo significherà sotto il profilo dei consumi e degli investimenti è tutto da vedere anche perché, per formulare queste valutazioni, è necessario passare al secondo tema, e cioè quello relativo ai criteri di scelta sull’impiego di queste risorse. Si tratta di valutazioni che superano l’ambito economico per coinvolgere quello etico, educativo, culturale e sociale. L’educazione all’utilizzo responsabile ed equilibrato dei beni non è un passaggio che si possa risolvere, semplicemente, attraverso una adeguata programmazione finanziaria e fiscale. Ogni genitore desidera vedere felici i propri figli, ma non sempre viene compreso quanto sia importante, in vista di una vita autenticamente piena e serena, educarli a rapporti sani con le persone e con le cose. Talvolta, può capitare che la scarsa educazione a una relazione equilibrata con le persone produca effetti negativi anche sulla corretta maturazione di un buon rapporto con i beni. A bambini o ragazzi privati della presenza dei genitori, perché troppo impegnati sul versante lavorativo, vengono, talvolta, messi a disposizione beni sovrabbondanti rispetto ai loro bisogni. In altre situazioni, figure adulte non preparate a dire dei “no” ai ragazzi, cedono con troppa facilità a richieste di balocchi, che cessano presto di essere giocattoli per diventare smartphone, dispositivi di vario tipo o vestiti alla moda. Sarà banale, ma il miglior meccanismo possibile per assicurare un buon passaggio generazionale della ricchezza è l’educazione che, a sua volta, richiede la presenza, il tempo e la dedizione di chi ne ha la responsabilità. Le persone che appartengono alle generazioni che, nei prossimi decenni, passeranno il testimone, in linea generale, sono state adulti presenti. I cosiddetti baby boomers, cioè i nati tra il 1946 e il 1964, hanno ancora potuto trascorrere la loro vita lavorativa con un relativo equilibrio tra impegni professionali e responsabilità genitoriali. Non si può dire lo stesso per le generazioni che li hanno seguiti, quando le esigenze lavorative e i modelli sociali e culturali di riferimento hanno ridefinito assetti e rapporti. Chi subentrerà nei prossimi decenni si troverà, dunque, di fronte a una duplice, nuova, responsabilità. Da un lato, infatti, saranno le generazioni che riceveranno di più, in termini di risorse, da quelle precedenti; dall’altro lato, saranno coloro che maggiormente dovranno trovare il modo di recuperare tempi e consapevolezza nella relazione con gli adulti di domani. La buona notizia è che, nonostante l’evidente inadeguatezza di alcuni modelli di adulti narcisisti e fragili, i ragazzi stanno dando prova di avere gli strumenti per orientarsi verso stili di vita ben più attenti al prossimo, all’ambiente e alle future generazioni di chi li ha preceduti. La passione dei giovani per i grandi temi e il loro comportamento in vicende, anche locali, dà speranza per il futuro. La generazione adulta che si rapporta con loro dovrà essere un interlocutore autorevole, umile e rispettoso.  
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