Alla fine di novembre dello scorso anno, il Parlamento europeo e il Consiglio europeo hanno raggiunto un’intesa sul testo del regolamento relativo ai pagamenti istantanei.
Secondo quanto previsto nel nuovo regolamento, infatti, tutte le banche che lavorano nell’Eurozona dovranno essere in grado di offrire ai propri clienti la possibilità di effettuare pagamenti istantanei, cioè che vengono regolati nel sistema bancario in pochi secondi (dieci per la precisione); tutto questo, 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno. Decorsi i termini concessi per l’adeguamento (in linea generale, 18 mesi dall’entrata in vigore del regolamento), se il pagatore lo richiede, non sarà più necessario attendere il primo giorno lavorativo utile per il pagamento. Le banche non potranno chiedere spese aggiuntive ai clienti rispetto ai bonifici ordinari.
C’è da dire che i pagamenti istantanei sono già operativi, per gli istituti che hanno deciso di aderire, volontariamente, allo schema dell’European Payments Council (il Consiglio Europeo dei Pagamenti) che li prevede dal 2017, fino all’ammontare di 100.000 euro.
Per una volta tanto (verrebbe da dire, ma in realtà non si tratta del primo caso) il sistema bancario pare aver dovuto subire la novità, che comporterà oneri e responsabilità aggiuntive non indifferenti. L’auspicio è che i costi di sviluppo e mantenimento non vadano a incidere su altri prodotti di largo utilizzo per famiglie e imprese, come mutui e linee di credito. Le autorità preposte dovranno vigilare con attenzione. La riflessione che si ricava da questa vicenda è che, evidentemente, il mito dell’istantaneità sta diventando ogni giorno più influente, visto che non è stato l’interesse delle banche (e neppure quello dei consumatori) a indurre il legislatore comunitario a imporre l’obbligatorietà dei pagamenti istantanei. È facile immaginare che i grandi venditori (soprattutto online) e i grandi e grandissimi erogatori di servizi digitali trarranno vantaggio dalle novità introdotte, poiché potranno contare su accrediti immediati con i quali alimentare flussi di cassa che già oggi sono imponenti.
Certo, anche per la piccola impresa, per le libere professioni, per l’artigiano o il commercio di prossimità, l’accredito immediato può essere una buona notizia. Tuttavia, è possibile che questi stessi soggetti economici riceveranno molto in fretta richieste di accredito istantaneo dai propri grandi fornitori, come grossisti, gestori di utenze telefoniche o energetiche, erogatori di servizi digitali. Un esito verosimile, quindi, potrebbe essere quello di piccoli operatori che si ritroveranno, talvolta, a incassare velocemente ma, altrettanto rapidamente, a girare verso lidi ben più floridi i flussi monetari in entrata, con vantaggi contenuti in termini di disponibilità di valuta sul proprio conto.
Gli annunci e i comunicati stampa riferiscono di benefici per tutto il sistema. Speriamo che sia davvero così. Per il momento, si può prendere atto del fatto che il legislatore comunitario è intervenuto quando ha ritenuto non adeguata la risposta del mercato. L’obbligatorietà dell’offerta di pagamenti istantanei, infatti, è una misura che, nelle intenzioni dei regolatori, spinge il sistema in una direzione non percorsa con sufficiente convinzione dalle spontanee forze del mercato.
Forse un pochino ingenuamente, si potrebbe sperare che questo passaggio rappresenti un esempio per rafforzare un dialogo serio e costruttivo con il mondo delle famiglie, delle libere professioni, della piccola e media impresa e dell’artigianato. In altri termini, l’occasione per valorizzare il tessuto vitale del territorio, che ha generato benessere e sviluppo per molti decenni senza chiedere nulla, ma semplicemente facendo bene quello che si è chiamati a fare.
I rapporti tra chi fa le regole e il mercato sono sempre delicati, ma quello di cui c’è bisogno è che il legislatore intervenga anche per arginare derive del mercato che si traducono, inevitabilmente, nella legge del più forte che, a sua volta, vede soccombenti proprio le realtà che maggiormente meriterebbero tutela.
L’auspicio, quindi, è che chi detta le regole coltivi la volontà di farlo per correggere alcune spinte dei mercati anche quando a chiederlo sono voci che, singolarmente considerate, non hanno molto peso ma che, nel loro insieme, hanno dato e continuano a dare tanto per uno sviluppo degno di questo nome.
economia
Alla fine di novembre dello scorso anno, il Parlamento europeo e il Consiglio europeo hanno raggiunto un’intesa sul testo del regolamento relativo ai pagamenti istantanei.
Secondo quanto previsto nel nuovo regolamento, infatti, tutte le banche che lavorano nell’Eurozona dovranno essere in grado di offrire ai propri clienti la possibilità di effettuare pagamenti istantanei, cioè che vengono regolati nel sistema bancario in pochi secondi (dieci per la precisione); tutto questo, 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno. Decorsi i termini concessi per l’adeguamento (in linea generale, 18 mesi dall’entrata in vigore del regolamento), se il pagatore lo richiede, non sarà più necessario attendere il primo giorno lavorativo utile per il pagamento. Le banche non potranno chiedere spese aggiuntive ai clienti rispetto ai bonifici ordinari.
C’è da dire che i pagamenti istantanei sono già operativi, per gli istituti che hanno deciso di aderire, volontariamente, allo schema dell’European Payments Council (il Consiglio Europeo dei Pagamenti) che li prevede dal 2017, fino all’ammontare di 100.000 euro.
Per una volta tanto (verrebbe da dire, ma in realtà non si tratta del primo caso) il sistema bancario pare aver dovuto subire la novità, che comporterà oneri e responsabilità aggiuntive non indifferenti. L’auspicio è che i costi di sviluppo e mantenimento non vadano a incidere su altri prodotti di largo utilizzo per famiglie e imprese, come mutui e linee di credito. Le autorità preposte dovranno vigilare con attenzione. La riflessione che si ricava da questa vicenda è che, evidentemente, il mito dell’istantaneità sta diventando ogni giorno più influente, visto che non è stato l’interesse delle banche (e neppure quello dei consumatori) a indurre il legislatore comunitario a imporre l’obbligatorietà dei pagamenti istantanei. È facile immaginare che i grandi venditori (soprattutto online) e i grandi e grandissimi erogatori di servizi digitali trarranno vantaggio dalle novità introdotte, poiché potranno contare su accrediti immediati con i quali alimentare flussi di cassa che già oggi sono imponenti.
Certo, anche per la piccola impresa, per le libere professioni, per l’artigiano o il commercio di prossimità, l’accredito immediato può essere una buona notizia. Tuttavia, è possibile che questi stessi soggetti economici riceveranno molto in fretta richieste di accredito istantaneo dai propri grandi fornitori, come grossisti, gestori di utenze telefoniche o energetiche, erogatori di servizi digitali. Un esito verosimile, quindi, potrebbe essere quello di piccoli operatori che si ritroveranno, talvolta, a incassare velocemente ma, altrettanto rapidamente, a girare verso lidi ben più floridi i flussi monetari in entrata, con vantaggi contenuti in termini di disponibilità di valuta sul proprio conto.
Gli annunci e i comunicati stampa riferiscono di benefici per tutto il sistema. Speriamo che sia davvero così. Per il momento, si può prendere atto del fatto che il legislatore comunitario è intervenuto quando ha ritenuto non adeguata la risposta del mercato. L’obbligatorietà dell’offerta di pagamenti istantanei, infatti, è una misura che, nelle intenzioni dei regolatori, spinge il sistema in una direzione non percorsa con sufficiente convinzione dalle spontanee forze del mercato.
Forse un pochino ingenuamente, si potrebbe sperare che questo passaggio rappresenti un esempio per rafforzare un dialogo serio e costruttivo con il mondo delle famiglie, delle libere professioni, della piccola e media impresa e dell’artigianato. In altri termini, l’occasione per valorizzare il tessuto vitale del territorio, che ha generato benessere e sviluppo per molti decenni senza chiedere nulla, ma semplicemente facendo bene quello che si è chiamati a fare.
I rapporti tra chi fa le regole e il mercato sono sempre delicati, ma quello di cui c’è bisogno è che il legislatore intervenga anche per arginare derive del mercato che si traducono, inevitabilmente, nella legge del più forte che, a sua volta, vede soccombenti proprio le realtà che maggiormente meriterebbero tutela.
L’auspicio, quindi, è che chi detta le regole coltivi la volontà di farlo per correggere alcune spinte dei mercati anche quando a chiederlo sono voci che, singolarmente considerate, non hanno molto peso ma che, nel loro insieme, hanno dato e continuano a dare tanto per uno sviluppo degno di questo nome.
Obbligo di pagamenti istantanei in tutte le banche dell’Eurozona
11 febbraio 2024
Cuneo
Alla fine di novembre dello scorso anno, il Parlamento europeo e il Consiglio europeo hanno raggiunto un’intesa sul testo del regolamento relativo ai pagamenti istantanei.
Secondo quanto previsto nel nuovo regolamento, infatti, tutte le banche che lavorano nell’Eurozona dovranno essere in grado di offrire ai propri clienti la possibilità di effettuare pagamenti istantanei, cioè che vengono regolati nel sistema bancario in pochi secondi (dieci per la precisione); tutto questo, 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno. Decorsi i termini concessi per l’adeguamento (in linea generale, 18 mesi dall’entrata in vigore del regolamento), se il pagatore lo richiede, non sarà più necessario attendere il primo giorno lavorativo utile per il pagamento. Le banche non potranno chiedere spese aggiuntive ai clienti rispetto ai bonifici ordinari.
C’è da dire che i pagamenti istantanei sono già operativi, per gli istituti che hanno deciso di aderire, volontariamente, allo schema dell’European Payments Council (il Consiglio Europeo dei Pagamenti) che li prevede dal 2017, fino all’ammontare di 100.000 euro.
Per una volta tanto (verrebbe da dire, ma in realtà non si tratta del primo caso) il sistema bancario pare aver dovuto subire la novità, che comporterà oneri e responsabilità aggiuntive non indifferenti. L’auspicio è che i costi di sviluppo e mantenimento non vadano a incidere su altri prodotti di largo utilizzo per famiglie e imprese, come mutui e linee di credito. Le autorità preposte dovranno vigilare con attenzione. La riflessione che si ricava da questa vicenda è che, evidentemente, il mito dell’istantaneità sta diventando ogni giorno più influente, visto che non è stato l’interesse delle banche (e neppure quello dei consumatori) a indurre il legislatore comunitario a imporre l’obbligatorietà dei pagamenti istantanei. È facile immaginare che i grandi venditori (soprattutto online) e i grandi e grandissimi erogatori di servizi digitali trarranno vantaggio dalle novità introdotte, poiché potranno contare su accrediti immediati con i quali alimentare flussi di cassa che già oggi sono imponenti.
Certo, anche per la piccola impresa, per le libere professioni, per l’artigiano o il commercio di prossimità, l’accredito immediato può essere una buona notizia. Tuttavia, è possibile che questi stessi soggetti economici riceveranno molto in fretta richieste di accredito istantaneo dai propri grandi fornitori, come grossisti, gestori di utenze telefoniche o energetiche, erogatori di servizi digitali. Un esito verosimile, quindi, potrebbe essere quello di piccoli operatori che si ritroveranno, talvolta, a incassare velocemente ma, altrettanto rapidamente, a girare verso lidi ben più floridi i flussi monetari in entrata, con vantaggi contenuti in termini di disponibilità di valuta sul proprio conto.
Gli annunci e i comunicati stampa riferiscono di benefici per tutto il sistema. Speriamo che sia davvero così. Per il momento, si può prendere atto del fatto che il legislatore comunitario è intervenuto quando ha ritenuto non adeguata la risposta del mercato. L’obbligatorietà dell’offerta di pagamenti istantanei, infatti, è una misura che, nelle intenzioni dei regolatori, spinge il sistema in una direzione non percorsa con sufficiente convinzione dalle spontanee forze del mercato.
Forse un pochino ingenuamente, si potrebbe sperare che questo passaggio rappresenti un esempio per rafforzare un dialogo serio e costruttivo con il mondo delle famiglie, delle libere professioni, della piccola e media impresa e dell’artigianato. In altri termini, l’occasione per valorizzare il tessuto vitale del territorio, che ha generato benessere e sviluppo per molti decenni senza chiedere nulla, ma semplicemente facendo bene quello che si è chiamati a fare.
I rapporti tra chi fa le regole e il mercato sono sempre delicati, ma quello di cui c’è bisogno è che il legislatore intervenga anche per arginare derive del mercato che si traducono, inevitabilmente, nella legge del più forte che, a sua volta, vede soccombenti proprio le realtà che maggiormente meriterebbero tutela.
L’auspicio, quindi, è che chi detta le regole coltivi la volontà di farlo per correggere alcune spinte dei mercati anche quando a chiederlo sono voci che, singolarmente considerate, non hanno molto peso ma che, nel loro insieme, hanno dato e continuano a dare tanto per uno sviluppo degno di questo nome.