
Dal 1983, è presente come pastore al Presepio vivente di Costigliole Saluzzo. Giampiero Fornero, classe 1959, ha un’azienda agricola a San Martino di Busca (che produce frutta e verdura di stagione e vino): “Tanti sono i ricordi che conservo nel mio cuore! Nel 1983, il nostro gruppo di amici è stato contattato da don Alfredo Camosso, dalla costumista Maria Pia, da Giancarlo Villosio, da Aldo Monge e da Jacques Tranchero. Avevano chiesto, a noi agricoltori, di fare i pastori e abbiamo accettato subito!”.
Che ricordi ha di don Alfredo Camosso?
Era una bella figura che credeva in noi giovani e ho avuto la possibilità di conoscerlo da vicino, essendo stato anche massaro della chiesa di Ceretto. Don Alfredo ha avuto la felice intuizione del Presepio vivente, coinvolgendo tante persone.
La prima rappresentazione?
Quando abbiamo fatto per la prima volta la prova generale con i costumi, abbiamo pensato: ‘Questa è una iniziativa veramente bella, non improvvisata e curata nei dettagli!’ e da allora io partecipo volentieri e con grande entusiasmo. Solo a una edizione sono mancato”.
I pastori accovacciati a terra fra la paglia hanno freddo?
No, non ha fatto freddo: ma noi siamo ben vestiti e teniamo d’occhio il fuoco che non bruci la paglia. Non parliamo fra di noi e ci gustiamo in silenzio i diversi momenti...
Quante prove avete fatto quest’anno?
Le prove generali di questa edizione sono state tre e sono sempre molto importanti per evitare errori. Io interpreto il ruolo del capo dei pastori, ho un copricapo rosso e quest’anno ho pianto più volte per la grande commozione…
Un bilancio sull’edizione del 2023?
E’ molto positivo, c’è stato un ricambio generazionale dei registi e anche don Claudio Margaria ci ha incoraggiati, evidenziando che è positivo che si aggiungano tanti giovani. C’è un bel clima, si collabora e si superano insieme gli eventuali problemi. Io sono contentissimo perché il Presepio va avanti! Ci siamo anche divertiti e il Presepio ci unisce, tutto il paese è coinvolto. Dopo l’ultimo spettacolo, tutti 180 personaggi con i presenti hanno cantato “Tu scendi dalle stelle”, per chiedere la pace nel mondo.
Le emozioni per i pastori?
E’ sempre una esperienza nuova, non ci stufa mai. Mi sono anche commosso nel vedere 17 della nostra famiglia Fornero impegnati come figuranti del Presepio.
Il momento che l’ha commossa di più?
Quando ho visto mia figlia Cristina, che ha impersonato la Madonna, salire le scale per incontrare Elisabetta mi sono messo a piangere… E poi ho pianto nel vedere i tanti bambini coinvolti! Il Presepio, con Gesù che nasce, è il vero significato del Natale e per me è la storia più bella del mondo: e così tramite i bambini arrivano anche le radici del Cristianesimo in tante case...
I genitori educano bene i figli?
Purtroppo non sempre e i bravi genitori sono quelli capaci di dire anche dei no ai figli. Tanti giovani li vedo allo sbando, purtroppo.
Cosa mette al primo posto nella sua vita?
La famiglia, il lavoro e aiutare gli altri, per quello che riesco.
Il mondo di oggi?
Bisogna adattarsi ai cambiamenti, ma non è sempre facile: e non farsi prendere dal vortice delle cose negative. Le guerre mi fanno stare male (si combattono per i soldi e per il potere) e io penso sempre alle tribolazioni di mio padre, reduce dalla guerra di Russia di 80 anni fa.
Il figlio Andrea Fornero, 28 anni, agricoltore, racconta: “Ho fatto la guardia romana al Castello, la mia prima partecipazione al Presepio è stata quando avevo 4 anni. Vedere il Presepio dall’alto, è una emozione unica. In più momenti, mi sono commosso”.
La figlia Cristina Fornero, 30 anni (educatrice nella Scuola dell’Infanzia di Busca) che quest’anno ha indossato per la prima volta i panni della Madonna: “Ho provato grandissime emozioni! Ho partecipato sin da piccola, come pastorella, al Presepio vivente restando sempre incantata di fronte alla scena della nascita di Gesù Bambino! ‘Chissà che bello fare la Madonna’, pensavo e quando mi è stato chiesto, ho accettato volentieri: e durante le rappresentazioni mi sono molto emozionata… Ho cercato di prendermi cura di Gesù Bambino e l’ho accarezzato più volte, ho sistemato la paglia, sono stata ‘complice’ di San Giuseppe… Bravissimi sono stati i bimbi angioletti presenti nella grotta, anche se a volte un po’ birichini!