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Prove di corsa elettorale per la Regione

21 ottobre 2023

Cuneo

Alberto Cirio - Chiara Gribaudo Cuneo - Si prospetta una sfida tutta cuneese per la presidenza della Regione. Da una parte l’albese Alberto Cirio, ormai sicuro della candidatura per provare il bis riuscito solo a un altro presidente di Forza Italia, Enzo Ghigo; dall’altra la borgarina Chiara Gribaudo. La parlamentare, già al terzo mandato, vice presidente del partito guidato dalla Schlein, ha dichiaratola propria disponibilità “se il partito glielo chiederà”. Una corsa che vede due protagonisti “abituati” ormai anche ad altri scenari: Cirio non ha mai nascosto che non gli sarebbe dispiaciuto una proposta per ritornare in Europa, dove era stato già parlamentare, prima di tornare in Piemonte, e anche alla Gribaudo non dispiacerebbe forse l’esperienza europea che le manca dal curriculum. L’esposizione mediatica della Gribaudo, che come vice presidente del partito nazionale è spesso in tv, insieme all’ipotesi di campo largo del centrosinistra, preoccupano più di tutto Cirio soprattutto nell’area del torinese dove l’accoppiata Dem e 5Stelle può essere forza trainante. Da parte sua la Gribaudo deve ancora vedersela con due passaggi decisivi: la scelta che farà il partito sia sul nome, sia sulle possibili primarie con l’attuale vice presidente del consiglio regionale Daniele Valle (la direzione regionale sarà venerdì 27); e se riuscirà a compattare un campo largo che va dalla sinistra ai 5Stelle, magari con una forte componente civica moderata e con i “Calendiani” di Azione. Perché a fare la differenza rimane l’appoggio di Azione o almeno di Enrico Costa che è la parte di Azione che in Piemonte conta. E l’asse sabaudo Costa-Cirio è sempre forte e già ampiamente “in azione” pre-elettorale come nel caso della candidatura annunciata del sindaco di Busca, Marco Gallo nella lista personale di Cirio. I partiti e i movimenti si stanno muovendo ampiamente tutti. E il primo accordo da trovare è quello della spartizione e poi della successiva composizione del listino. Con la nuova legge elettorale, se da una lato garantisce il subentro degli eletti chiamati in giunta, dall’altro restringe da 10 a 5 o al massimo a 7 i posti blindati del listino del presidente. I tre partiti dell’attuale maggioranza di centrodestra stanno contrattando una divisione 6-2-2 o 5-3-2 ovvero 6 o 5 nomi per Fratelli d’Italia, 3 o 2 per la Lega e 2 per Forza Italia, ma non hanno fatto i conti con la presenza della nuova forza in campo che è la lista civica del presidente. Cirio non solo è il più avanti di tutti nella composizione delle cinquine da presentare nei vari collegi ma vorrà almeno un nome nel listino. L’alternativa è tenersi tutta per sé l’altra possibilità che la nuova riforma gli consente, ovvero la scelta di due sottosegretari una volta composti consiglio e giunta. La corsa al listino è in particolare quella della Lega che cerca posti visto che, stando ai sondaggi e ai voti delle ultime elezioni, potrebbe vedersi diminuire di almeno due terzi i propri rappresentanti. E nel listino non c’è già pasto per tutti quelli che ci vogliono entrare: l’attuale vice presidente Fabio Carosso, il capogruppo Alberto Preioni, e l’assessore alla sanità Luigi Genesio Icardi, che devono però fare spazio anche alla cuneese Gianna Gancia che, con la scelta della Lega alle europee sul generale Vannacci, avrà la doppia candidatura regionale ed europea. Dovranno andare a caccia di voti invece gli attuali consiglieri uscenti, il saluzzese Paolo Demarchi e il saviglianese Matteo Gagliasso con anche l’ex parlamentare e sindaco di Genola, Flavio Gastaldi che vuole correre. Sul fronte del centrodestra Fratelli d’Italia è il partito che più di ogni altro si sta muovendo. O meglio la corsa all’adesione al partito della Meloni è iniziata da tempo. E non c’è che l’imbarazzo della scelta sui candidati per il consiglio regionale e anche per le Europee, in attesa della convocazione dei congressi provinciali del partito a metà novembre. A Cuneo la riconferma come segretario di William Casoni sembra data per scontata, così come la candidatura del capogruppo regionale Paolo Bongioanni che corre a prendersi i voti ma potrebbe anche avere il posto nel listino. La cinquina provinciale potrebbe vedere poi Federica Barbero Invernizzi, a cui sembra che dopo la corsa al Senato ci sarà anche quella europea, e Roberto Russo, di Bra, già assessore provinciale. Per gli altri due posti sono in tanti ad ambire. E chi sembra abbia più possibilità di tutti è l’ex assessore regionale e provinciale all’agricoltura della Lega, Claudio Sacchetto, che ha come sponsor personale il ministro alla difesa Crosetto. Gli altri in corsa sono il cebano Fabio Mottinelli, l’assessore di Marene, Alberto Deninotti, Enzo Tassone di Peveragno, vicepresidente del Miac e la consigliera cuneese Noemi Mallone. Nel listino potrebbe anche finirci Massimo Garnero, capogruppo in consiglio comunale a Cuneo e fratello della ministra Daniela Santanchè. Sembra invece fare un passo indietro Luca Crosetto di Confartigianato che poteva aspirare all’Europa. Anche perché di Crosetto potrebbe essercene già un altro in corsa, Giovanni, nipote del ministro Guido Crosetto, attuale consigliere comunale a Torino, che Fratelli d’Italia potrebbe mettere tra i cinque nomi sicuri del listino regionale. Clima rovente anche in Forza Italia dove è il consigliere uscente Franco Graglia a comporre il quartetto di nomi che dovrà correre dietro il suo, che sarà capolista. E nel partito deve gestire la “grana” Marco Perosino, molto vicino a Cirio, sindaco di Priocca ed ex senatore rimasto fuori dalle ultime elezioni. Perosino, proprio in virtù del legame con Cirio, sembra però voler sì correre, ma per la lista personale del presidente, creando così non pochi problemi in provincia al sindaco di Busca, Marco Gallo che è già riuscito ad arginare la possibile candidatura di un quasi “vicino di casa” ovvero Roberto Dalmazzo, sindaco di Lagnasco, già candidato contro Robaldo alla presidenza della Provincia. Nella lista potrebbe esserci anche la vice sindaca di Castelletto Uzzone e consigliera provinciale Annamaria Molinari. Nel centrosinistra in attesa di sapere  chi sarà il candidato presidente, se sarà scelto con le primarie e se ci sarà l’accordo con i 5 Stelle, è il Pd che è al lavoro nella composizione delle liste. Sicura è la corsa di Mauro Calderoni, segretario provinciale del partito, sindaco uscente di Saluzzo, così come del consigliere regionale uscente l’albese Maurizio Marello. Ma sembra che in lista potrebbero esserci anche l’assessora cuneese Sara Tomatis, mentre potrebbero rientrare in posta l’ex assessora regionale e sindaca di Bra, Bruna Sibille, e l’ex consigliere regionale e sindaco di Ormea, Giorgio Ferraris.  
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