editoriale

Abbattuto l’ultimo diaframma del Tenda bis, e non c’è nulla da festeggiare

05 agosto 2023

Cuneo

Tenda Bis - ultimo diaframma Quando si scava una galleria da due fronti la caduta dell’ultimo diaframma è sempre un evento importante e di soddisfazione. Il primo dicembre 1881 vennero collegati, con l’abbattimento del diaframma, i due fronti della galleria storica. Fu un momento importante, sia tecnico che di emozione, in quanto si riunivano due valli italiane, e fu una prima mondiale, la più lunga galleria stradale. L’abbattimento dell’ultimo diaframma del 31 luglio scorso non riveste alcun interesse sia tecnico che emozionale. Siamo all’interno di una galleria parallela a quella esistente e già collegata ad essa con numerosi by pass: pertanto è una normale operazione di cantiere che non crea di certo un nuovo collegamento! Il fatto che più stupisce è che questa doverosa ed impellente operazione sia stata dilazionata di oltre due mesi dal capriccio di alti funzionari o politici. L’abbattimento immediato del diaframma avrebbe permesso subito una migliore ventilazione e un migliore transito nel cantiere. Capisco quale possa essere stato il fastidio delle maestranze che ci lavorano nel vedersi penalizzate nelle proprie attività da un messaggio così contrastante che veniva dall’alto: abbiamo fretta, dovete terminare il prima possibile ed intanto seguivano schizofreniche disposizioni di lasciare intatto il diaframma. La nota dell’Anas cita: Lo sfondo del diaframma consentirà ai mezzi di cantiere di spostarsi in maniera più rapida e funzionale per proseguire le lavorazioni. Il commento banale è: ma se avete fretta perché non lo avete fatto subito? Due mesi in attesa di non si sa che e di chi. Difatti dopo tante strombazzate ipotesi di intervento di personaggi di altissimo livello, si era parlato addirittura delle massime cariche di Stato, nessuno si è presentato ed è stata una normale operazione di cantiere. E ben venga questa scelta di sobrietà, perché non c’è un bel nulla di festeggiare. La prossima CIG è fissata al 29 settembre prossimo, e fino ad allora non sarà diradata la fitta nebbia di ipotesi che ancora grava sul futuro del cantiere. Anche qui sorge spontanea la domanda: ma se vi è tanta fretta queste riunioni non si possono fare a tempi più ravvicinati? Non sappiamo ancora se la vecchia galleria, come da sciagurato progetto, sarà alesata o meno, e nel caso lo fosse, non sappiamo se tale attività sarà affidata, come da contratto vigente, al Consorzio attuale, o se verrà stralciata e oggetto di nuova gara, col pretesto che i finanziamenti sono insufficienti. Nel caso venisse fatta una nuova gara con nuovo affidamento sarà interessante vedere, a consuntivo, se questa scelta comporterà un risparmio in termini di tempi e soldi. Da parte mia ne dubito fortemente, sarà aperto semplicemente un altro rubinetto e i funzionari Anas troveranno una comoda scusa per gli ulteriori ritardi che si accumuleranno. Non è un bel quadro quello che si osserva adesso: molte incertezze sui tempi e sui metodi, e una totale mancanza di chiarezza, non capisco ad esempio perché i verbali della CIG non vengano diffusi immediatamente agli organi di stampa e ai Comuni interessati. Non sono i piani di battaglia di operazioni segrete, sono documenti in cui si decide del nostro territorio, del nostro futuro e delle nostre finanze.  
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