Mentre intorno alle 4 del mattino del 25 luglio si scatenava a Milano una tempesta mai vista, che in 10 minuti ha fatto cadere 30 millimetri d’acqua, centinaia di alberi, con raffiche di vento fino a 100 km/h, l’aereo in fase di atterraggio su cui mi trovavo, sopra il ciel dell’aeroporto di Malpensa, è stato dirottato sull’aeroporto di Verona “per mancanza delle condizioni di sicurezza”. Da Verona sarebbe dovuto ripartire nel giro di un’ora, per atterrare finalmente a Malpensa, ma la tempesta ci ha raggiunti anche lì, lavando a secchiate i finestrini dell’aereo e con raffiche che scuotevano le ali dell’Airbus, fermo a terra, facendolo sussultare come un giocattolo di latta. Non siamo più decollati e cinque ore dopo un pullman ci riconsegnava a Malpensa e alla via di casa. Nel cielo post tempesta andava in scena uno spettacolo inquietante di nuvole rigonfie e nere disegnate da striature serpentiformi e a spirale, tracce corrusche dell’ultimo evento estremo cui ci è stato dato di assistere. I climatologi ci spiegano che i cambiamenti climatici avvengono per cause forzanti, naturali (più lente) e antropiche - causate dall’uomo - (più rapide), le prime dell’ordine di millenni, le seconde di decenni. Un tempo un aumento di temperatura medio di un grado avveniva in migliaia di anni, ora è avvenuto in cento. Gli eventi climatici estremi che abbiamo sotto gli occhi sono gli effetti dell’impatto dell’azione invasiva dell’uomo sull’ambiente.
Tra le manipolazioni di questo tipo c’è quella nota come “inseminazione delle nuvole”, una tecnica scoperta settant’anni fa, per porre rimedio alla siccità, stimolando in modo artificiale la produzione di pioggia, e cambiare le condizioni metereologiche di un’area. Praticata in Cina, negli Emirati Arabi Uniti, in Usa, ma sperimentata anche in Francia e in Italia, consiste nel colpire con particelle nuvole già esistenti, per favorire la condensazione del vapore al fine di far piovere o nevicare. A Dubai due anni fa d’estate per errore le nuvole sono state bombardate a un punto tale da scatenare cinque giorni di alluvioni del deserto. A Pechino nel 2008 vennero stimolate le precipitazioni il giorno prima dell’apertura dei giochi olimpici per assicurare un cielo terso per la cerimonia.
L’uomo sperimenta tecniche anche per influenzare il clima, per rimediare al rischio siccità, ma siamo ancora lontani dal riuscire a stabilire giorno, ora e quantità delle precipitazioni.
editoriale
Mentre intorno alle 4 del mattino del 25 luglio si scatenava a Milano una tempesta mai vista, che in 10 minuti ha fatto cadere 30 millimetri d’acqua, centinaia di alberi, con raffiche di vento fino a 100 km/h, l’aereo in fase di atterraggio su cui mi trovavo, sopra il ciel dell’aeroporto di Malpensa, è stato dirottato sull’aeroporto di Verona “per mancanza delle condizioni di sicurezza”. Da Verona sarebbe dovuto ripartire nel giro di un’ora, per atterrare finalmente a Malpensa, ma la tempesta ci ha raggiunti anche lì, lavando a secchiate i finestrini dell’aereo e con raffiche che scuotevano le ali dell’Airbus, fermo a terra, facendolo sussultare come un giocattolo di latta. Non siamo più decollati e cinque ore dopo un pullman ci riconsegnava a Malpensa e alla via di casa. Nel cielo post tempesta andava in scena uno spettacolo inquietante di nuvole rigonfie e nere disegnate da striature serpentiformi e a spirale, tracce corrusche dell’ultimo evento estremo cui ci è stato dato di assistere. I climatologi ci spiegano che i cambiamenti climatici avvengono per cause forzanti, naturali (più lente) e antropiche - causate dall’uomo - (più rapide), le prime dell’ordine di millenni, le seconde di decenni. Un tempo un aumento di temperatura medio di un grado avveniva in migliaia di anni, ora è avvenuto in cento. Gli eventi climatici estremi che abbiamo sotto gli occhi sono gli effetti dell’impatto dell’azione invasiva dell’uomo sull’ambiente.
Tra le manipolazioni di questo tipo c’è quella nota come “inseminazione delle nuvole”, una tecnica scoperta settant’anni fa, per porre rimedio alla siccità, stimolando in modo artificiale la produzione di pioggia, e cambiare le condizioni metereologiche di un’area. Praticata in Cina, negli Emirati Arabi Uniti, in Usa, ma sperimentata anche in Francia e in Italia, consiste nel colpire con particelle nuvole già esistenti, per favorire la condensazione del vapore al fine di far piovere o nevicare. A Dubai due anni fa d’estate per errore le nuvole sono state bombardate a un punto tale da scatenare cinque giorni di alluvioni del deserto. A Pechino nel 2008 vennero stimolate le precipitazioni il giorno prima dell’apertura dei giochi olimpici per assicurare un cielo terso per la cerimonia.
L’uomo sperimenta tecniche anche per influenzare il clima, per rimediare al rischio siccità, ma siamo ancora lontani dal riuscire a stabilire giorno, ora e quantità delle precipitazioni.
Nuvole
28 luglio 2023
Cuneo
Mentre intorno alle 4 del mattino del 25 luglio si scatenava a Milano una tempesta mai vista, che in 10 minuti ha fatto cadere 30 millimetri d’acqua, centinaia di alberi, con raffiche di vento fino a 100 km/h, l’aereo in fase di atterraggio su cui mi trovavo, sopra il ciel dell’aeroporto di Malpensa, è stato dirottato sull’aeroporto di Verona “per mancanza delle condizioni di sicurezza”. Da Verona sarebbe dovuto ripartire nel giro di un’ora, per atterrare finalmente a Malpensa, ma la tempesta ci ha raggiunti anche lì, lavando a secchiate i finestrini dell’aereo e con raffiche che scuotevano le ali dell’Airbus, fermo a terra, facendolo sussultare come un giocattolo di latta. Non siamo più decollati e cinque ore dopo un pullman ci riconsegnava a Malpensa e alla via di casa. Nel cielo post tempesta andava in scena uno spettacolo inquietante di nuvole rigonfie e nere disegnate da striature serpentiformi e a spirale, tracce corrusche dell’ultimo evento estremo cui ci è stato dato di assistere. I climatologi ci spiegano che i cambiamenti climatici avvengono per cause forzanti, naturali (più lente) e antropiche - causate dall’uomo - (più rapide), le prime dell’ordine di millenni, le seconde di decenni. Un tempo un aumento di temperatura medio di un grado avveniva in migliaia di anni, ora è avvenuto in cento. Gli eventi climatici estremi che abbiamo sotto gli occhi sono gli effetti dell’impatto dell’azione invasiva dell’uomo sull’ambiente.
Tra le manipolazioni di questo tipo c’è quella nota come “inseminazione delle nuvole”, una tecnica scoperta settant’anni fa, per porre rimedio alla siccità, stimolando in modo artificiale la produzione di pioggia, e cambiare le condizioni metereologiche di un’area. Praticata in Cina, negli Emirati Arabi Uniti, in Usa, ma sperimentata anche in Francia e in Italia, consiste nel colpire con particelle nuvole già esistenti, per favorire la condensazione del vapore al fine di far piovere o nevicare. A Dubai due anni fa d’estate per errore le nuvole sono state bombardate a un punto tale da scatenare cinque giorni di alluvioni del deserto. A Pechino nel 2008 vennero stimolate le precipitazioni il giorno prima dell’apertura dei giochi olimpici per assicurare un cielo terso per la cerimonia.
L’uomo sperimenta tecniche anche per influenzare il clima, per rimediare al rischio siccità, ma siamo ancora lontani dal riuscire a stabilire giorno, ora e quantità delle precipitazioni.