editoriale

Sorprendersi

30 giugno 2023

Cuneo

Sorprendersi. Perché tutto evolve e cambia di presente in presente. A volte ci sorprendono le cose in sé, a volte il nostro punto di vista sulle cose, mutato grazie al mutare della nostra consapevolezza. Come cantò Leonard Cohen “Suonate le campane che possono ancora suonare / Dimenticate la vostra offerta perfetta / C’è una crepa in ogni cosa / ed è da lì che entra la luce” (Anthem, The Future, 1992). L’idea di fondo, ripresa dal giornalista Mario Calabresi in molti suoi scritti, è che le cose negative possono poi rivelarsi di segno opposto, se osservate retrospettivamente o da angolazioni inusuali. Hanno facce nascoste, lati in ombra, che si svelano a poco a poco e cambiano la nostra valutazione, la percezione del quadro generale, grazie al permetterci di osservarle a 360 gradi. Oprah Winfrey racconta spesso di essere diventata una star della tv americana in seguito al licenziamento in tronco da parte della radio per cui lavorava. Aggiunge qualcosa a questo discorso l’interpretazione di una frase del filosofo Leinbiz, cui Voltaire fece il verso nel suo romanzo “Candide”: “Viviamo nel migliore dei mondi possibili”. Pur suscitando polemiche nei razionalisti e pessimisti dell’epoca, Leibniz stava cercando di descrivere al meglio un’intuizione: che tutto ciò che esiste e che è possibile in un dato momento coopera nel creare la realtà e a fare sì che essa sia quella che appare essere. È la migliore possibile in quel momento, come sintesi di tutto quello che c’è, come se la realtà fosse l’effetto di un processo “democratico”, in cui ciascuno ci mette quello che può, sulla base della propria essenza e del tipo di consapevolezza acquisita. Quando la consapevolezza cambia, cambia, a sorpresa, la qualità possibile della realtà che ci appare.  
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