editoriale

Bon ton

23 giugno 2023

Cuneo

Il nuovo Bon Ton Nuovi suggerimenti per la buona educazione: cambiano i tempi, cambiano le regole. Se nel 1984 Lina Sotis scrisse il suo “Bon Ton” per insegnare le buone maniere, nel 2023 con “Il nuovo Bon Ton”, pubblicato da Baldini+Castoldi, cambia obiettivo: non più l’eleganza in società, ma la correttezza necessaria a stare in comunità, con onestà e soprattutto rispetto. Nel frattempo infatti è cambiato tutto: ci si guarda sempre meno negli occhi, perché lo sguardo se ne sta puntato sullo smartphone. Lina Sotis e il curatore Carlo Mazzoni non si preoccupano più dei formalismi - per un uomo togliere il cappello al chiuso, a tavola non tagliare la frittata col coltello - ma dello sviluppo di nuove abitudini ecologiche e civili, come comprare frutta e verdura d stagione, usare i mezzi pubblici, evitare la plastica, regalare piante e non fiori recisi. Il dizionario contiene voci nuove, nuovi suggerimenti, nuovi divieti. Il selfie è da evitare - una caduta di stile; a tavola niente cellulare; i messaggi vocali solo tra amici, là dove c’è confidenza; in città non ci si veste come se si fosse a Rimini. Una vera invettiva è riservata all’abuso della parola “cara”, preziosa se usata da un’amica, svilita se propinata a caso. Di imperdonabile c’è l’individualismo sfrenato, l’essere interessati solo a sé stessi, l’indifferenza verso gli altri e verso le conseguenze delle nostre azioni. Il caso estremo dello scontro - in cui è morto un bambino - tra la Smart e il Suv Lamborghini, noleggiato da giovani youtuber per videodocumentare la sfida di guidare per 50 ore consecutive, è la manifestazione ingigantita di questo fenomeno. A contare non è più la comunità, ma lo stare in vetrina. E invece socialmente c’è tanto da fare, per vecchi, giovani, immigrati, per la scuola, la sanità, l’ambiente. “Non è più il tempo del bon ton del salotto”, dice Sotis. Il nuovo bon ton è necessario alla riumanizzazione: essere autentici, non dimenticare la bellezza di un grazie, la potenza di un sorriso, l’importanza della generosità, l’energia trasformativa della condivisione reale e non solo virtuale.
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