editoriale

La massiccia presenza di San Bartolomeo apostolo nella devozione e nell’arte del territorio cuneese

12 febbraio 2023

Cuneo

San Bartolomeo Apostolo “Ha i capelli crespi e neri, la carnagione chiarissima, gli occhi grandi, le narici giuste e dritte, la barba lunga e appena brizzolata, la statura regolare. Ha una tunica bianca con ornamenti di porpora. Il suo mantello è bianco e a ciascun angolo ha gemme color porpora. Sono ormai ventisei anni che porta quella veste, e non invecchia mai, e neppure si sporca. Prega cento volte al giorno e cento volte la notte. Gli angeli camminano a suo fianco e non permettono che si stanchi e neppure che gli venga sete. Ha sempre lo stesso viso che esprime uno spirito lieto e allegro. Riesce a prevedere tutto, sa tutto, sa le lingue di tutti i popoli. E, badate, tutte le cose che vi sto dicendo lui le sa già. Quando lo cercherete, se vuole vi si mostrerà, e se no non riuscirete a trovarlo. Comunque, se lo troverete, vi prego di chiedergli di non venire qui, altrimenti arriveranno i suoi angeli e faranno a me la stessa cosa che hanno già fatto al mio compare”. Questa descrizione di San Bartolomeo è attribuita dalla Legenda aurea niente meno che a un diavolo, estremamente preoccupato per il fatto che l’apostolo, “giungendo in India” stesse scacciando tutti gli dei – e dunque i diavoli – dai loro templi. E sarebbe stato proprio questo ritratto letterario ad essere assunto come elemento di ispirazione, sia dall’arte figurativa in senso lato sia da quella legata al nostro territorio, nell’immaginarsi la figura di San Bartolomeo. Una trasposizione iconografica di questo ritratto letterario è rappresentata dalla figura di San Bartolomeo proposta dall’affresco realizzato nel penultimo decennio del Quattrocento da Giovanni Mazzucco nella Cappella di San Bernardo a Castelletto Stura (Fig. 1) I suoi tratti fisiognomici, all’interno di una composizione che lo pone tra i santi che nell’affresco absidale fanno corona ad una Maria col Bambino posta in posizione centrale, sembrano coincidere per larghissima parte con quelli suggeriti dalla sua descrizione avanzata dalla Legenda aurea: i suoi capelli sono crespi e neri; la sua pelle è marcatamente chiara, specie se rapportata a quella dei santi che trovano posto nell’affresco insieme a lui; la sua barba è leggermente più chiara dei capelli, evocando una incipiente brizzolatura; i suoi occhi sono grandi e il suo naso non presenta irregolarità di sorta; il suo corpo è longilineo, senza dare tuttavia l’impressione di una altezza fuori misura. Anche il suo abbigliamento, sia pure privo delle raffinatezze di cui parla Iacopo da Varagine a riguardo dell’apostolo evangelizzatore dell’India, appare in linea con la sua narrazione: il colore della sua tunica è rosso porpora, mentre il mantello sovrastante è bianco. E infine anche il viso, rivolto verso i fedeli che guardano a lui, trasmette una serenità orientata dalle labbra e dagli occhi a lasciar trapelare un lieve sorriso. Bernardi 1 - San Bartolomeo Affresco Seconda metà XV secolo (1 Fig. 1 San Bartolomeo; Affresco; Seconda metà XV secolo (1483 o 1488); Giovanni Mazzucco; Cappella di San Bernardo; Castelletto Stura. Che questa immagine sia da ricondurre a quella di San Bartolomeo è del tutto evidente. A connotarne l’identità è infatti, oltre al volume rosso da lui tenuto nella mano sinistra e che ne evidenzia il suo essere stato il primo missionario di una terra remotissima, è il coltello che stringe nella mano destra e la cui insolita forma non è per nulla casuale, essendo simile a quella degli strumenti usati, nell’ambito della macelleria e della calzoleria del passato, per staccare la carne dalla pelle nel primo caso e per ripulire quest’ultima dai brandelli di carne rinsecchiti nel secondo. Il martirio infertogli in Armenia, di fronte al suo rifiuto di rinnegare la fede cristiana, fu infatti lo scorticamento: “Dopo tutti i tormenti che subì, fu scuoiato da loro come un sacco”. Ed è proprio questo supplizio che, evocato dal dipinto di Castelletto Stura alludendovi con il coltello tenuto in mano dall’apostolo, viene invece rappresentato in una forma decisamente più diretta dall’affresco trecentesco conservato nella chiesa di Santa Maria della Valle a Valgrana (Fig. 2). San Bartolomeo  appare non solo scorticato, e dunque con il corpo piagato dal supplizio inflittogli, ma anche con un bastone poggiato sulla spalla destra e sul quale alle sue spalle pende la stessa pelle che in precedenza ricopriva il suo corpo. E con lo sguardo rivolto verso l’alto, da dove gli è derivata la forza di sopportare un martirio tanto cruento. Bernardi 2 - San Bartolomeo Affresco XIV secolo Autore ignoto C Fig. 2 - San Bartolomeo; Affresco; XIV secolo; Autore ignoto; Chiesa di Santa Maria della Valle; Valgrana. Sebbene la Legenda aurea segnali come “a proposito della sua passione le opinioni sono discordi e il beato Doroteo dice che Bartolomeo fu crocifisso”, essa poi sembra inclinare per la tesi dello scorticamento, supportata sia dal beato Teodoro che da Sant’Ambrogio. E pur narrando con notevole enfasi i miracoli compiuti dall’Apostolo in India e nelle lontane terre da lui percorse per evangelizzarle, nulla dice invece del ruolo da lui giocato all’interno dei Dodici prima della morte del Nazareno, pur accennando invece alla grandezza di questo santo nei confronti di coloro che con lui avevano condiviso la vita terrena di Gesù. Non mancano invece nell’iconografia cuneese immagini che lo rappresentano sia all’interno del collegio apostolico, sia in quello che è il momento chiave dell’episodio evangelico dell’ultima cena. Così San Bartolomeo trova posto nella scena che illustra questo momento della vita di Cristo nella decorazione pittorica della cappella vecchia del Santuario di San Magno a Castelmagno (Fig. 3). Opera del pittore cheraschese Giovanni Botoneri, la figura di San Bartolomeo, identificato dal nome inscritto a bordo tavola oltre che dalla sua pelle chiara e dai suoi capelli crespi, è rappresentato seduto mentre davanti a lui trovano posto due pagnotte di pane, oltre a una sorta di fiasco di vino, una cui parte è stata versata nel bicchiere utilizzato dall’apostolo. Bernardi 3 - San Bartolomeo Affresco (particolare) Inizi del XV Fig. 3 - San Bartolomeo; Affresco (particolare); Inizi del XVI secolo; Giovanni Botoneri; Santuario di San Magno – Cappella vecchia; Castelmagno. Lo scritto medievale di Jacopo da Varagine, nel parlare di San Bartolomeo, conclude con un vero e proprio inno di lode – attribuito al beato Teodoro – all’apostolo: “Ora salute a te, beato tra i beati, tre volte beato Bartolomeo, che sei lo splendore della luce divina, il pescatore della santa chiesa, gran pescatore di pesci umani, dolce frutto della palma immortale, feritore del diavolo che ferisce il mondo come un predone! Sii felice, sole che illumini tutto quanto c’è sulla terra, bocca di Dio che con la lingua di fuoco emetti parole di sapienza, fonte che sgorga salute, che hai santificato il mare camminando sui suoi gorghi, che hai fatto la terra purpurea del tuo sangue, che sei salito fino al cielo, dove brilli nel mezzo delle schiere celesti e risplendi nel fulgore della gloria che mai viene meno e gioisci nell’esultanza della gloria insaziabile”. Ed è proprio San Bartolomeo, risplendente nel fulgore della gloria e circondato dalle schiere angeliche nell’alto dei cieli, ad essere rappresentato nell’affresco del paradiso dipinto nella seconda metà del Quattrocento nella chiesa di San Fiorenzo a Bastia Mondovì (Fig. 4). Di lui si intravvede appena il viso, circondato da quello dei beati ammessi a contemplare il volto di Dio e a vivere nella sua stessa gloria eterna. C’è però un elemento dell’affresco che richiede di essere segnalato: San Bartolomeo è identificabile, oltre che per i capelli crespi, per la barba appena accennata e per la pelle chiara, anche per il coltello che spunta a suo fianco. Coltello tanto lungo da risultare quasi identico alla spada tenuta in mano da San Paolo, collocato accanto a San Bartolomeo. Che fu anch’egli, oltre che martire, anche grande missionario impegnato ad annunciare il vangelo in Occidente così come San Bartolomeo lo era in Oriente. Bernardi 4 - San Bartolomeo Affresco (particolare) Seconda meta Fig. 4 - San Bartolomeo; Affresco (particolare); Seconda metà XV secolo (1472); Pittore ignoto; Chiesa di San Fiorenzo; Bastia Mondovì.
Arte iconografia Legenda aurea San Bartolomeo apostolo