editoriale

San Bernardo di Chiaravalle e la sua dedizione alla Vergine Maria

22 gennaio 2023

Cuneo

- San Bernardo di Chiaravalle; Affresco; Seconda metà del XV secolo (1473-1478); Antonio Dragone da Monteregale; Cappella di San Bernardo delle Forche; Mondovì - Ferrone. 1 - San Bernardo di Chiaravalle; Affresco; Seconda metà del XV secolo (1473-1478); Antonio Dragone da Monteregale; Cappella di San Bernardo delle Forche; Mondovì - Ferrone. “Bernardo nacque in Borgogna, da genitori di gran nobiltà e molto religiosi. Suo padre, Tacelino, era un cavaliere molto valoroso e al tempo stesso molto devoto a Dio. La madre invece, che si chiamava Aaleth, ebbe sette figli: sei maschi che aveva promesso di far diventare monaci; e una femmina, che avrebbe dovuto diventare monaca”. E se la madre con quest’ultima non riuscì nel suo intento, coi maschi ebbe invece maggior fortuna. Ecco dunque che, continua nella sua narrazione la Legenda aurea, “nel 1112, quindicesimo anno della costituzione dell’ordine cisterciense, Bernardo, servo di Dio, all’età di 22 anni entrò nell’ordine cisterciense con più di trenta compagni”, tra i quali tutti i suoi fratelli ad eccezione del più piccolo, che non avrebbe però tardato a seguire anch’esso la strada intrapresa in precedenza da San Bernardo. E l’entusiasmo con cui il santo abbracciò la vita religiosa nell’abbazia di Cîteaux indusse l’abate a inviare dei confratelli a Clairvaux per fondarvi una nuova abbazia, della quale lo stesso San Bernardo venne messo a capo. Fu dunque qui che egli, insieme ai suoi compagni, condusse una vita durissima fatta di costanti digiuni e veglie notturne, stimolando con il suo esempio i monaci di cui era stato posto alla guida. E che egli istruiva costantemente nelle sacre scritture, dicendo di averle capite appieno “pregando e meditando nei campi” ed “avendo come unici maestri le querce e i faggi”. Per un verso la Legenda aurea rimarca con estrema forza la profonda umiltà che connotava San Bernardo, capace addirittura di rimproverare i suoi monaci per avergli impedito con le loro preghiere di morire, trattenendo così un “pover’uomo” del tutto inutile a farli crescere nella loro vita spirituale. Per l’altro però segnala il suo essere “un pozzo nella profondità della scienza”, evidenziandone così l’autorevolezza. Ed è proprio questa autorevolezza che emerge potentemente dall’iconografia dell’abate cisterciense rappresentato nell’affresco dipinto nella seconda metà del XV secolo da Antonio Dragone da Monteregale nella cappella di San Bernardo delle forche a Mondovì Ferrone (Fig. 1). In questa pittura murale la figura del santo, posto alla sinistra del singolare Cristo crocefisso la cui mano destra staccata dalla croce indica il proprio costato sanguinante, sembra quasi giocare un ruolo a sé stante. La severità del suo sguardo accentuata dall’imponente barba, la compostezza solenne della sua postura ieratica, la candida cocolla bianca che egli veste con eleganza, la forza con la quale stringe con la mano il pastorale che indica il suo ruolo di abate, la solenne benedizione che sta impartendo con la mano destra sono tutti elementi che, insieme, convergono nell’imprimere a questa iconografia di San Bernardo un tratto dal quale traspare quella “piena conoscenza della verità” in cui si radicava la sua stessa autorevolezza. Proprio quest’ultima costituisce uno degli elementi portanti della figura di San Bernardo così come essa è stata declinata dagli artisti che ne hanno proposto l’immagine nell’arte cuneese. Ora questo tratto non è semplicemente rinvenibile in affreschi che lo ritraggono come figura a sé stante, ma anche in quelli che lo vedono protagonista della predicazione per cui era noto o dei miracoli che a suo riguardo si narrano. È sempre la sua autorevolezza dunque a fare da sfondo agli affreschi del ciclo tardo quattrocentesco dipinto da Segurano da Cigna nella Cappella di San Bernardo di Pamparato e dedicato proprio a illustrare, con una serie di riquadri, la vita del santo. In uno di essi, infatti, San Bernardo viene rappresentato mentre predica (Fig. 2), attività nella quale eccelleva tanto da essere appositamente inviato da vescovi e papi - come ricorda anche la Legenda aurea - a parlare per loro conto a città e governanti. Alla predica dell’abate, pronunciata da un pulpito collocato al centro di una piazza cittadina, assiste un folto pubblico di uomini e donne che, opportunamente divisi per sesso, ascoltano attenti le parole di San Bernardo.  Mentre un monaco ai piedi del pulpito stesso annota diligentemente la predica in corso, l’abate appare concentrato su ciò che sta dicendo, accompagnandolo con una gestualità volta a esprimere al meglio l’oggetto della sua omelia. E non senza che a dare ulteriore autorevolezza ad essa sia proprio l’imponenza della sua figura. Questa autorevolezza di San Bernardo sembra raggiungere il suo culmine - e sono diversi gli episodi riportati al riguardo da Iacopo da Varagine - laddove essa si manifesta nel contrastare l’azione del demonio. In uno di questi aneddoti si narra che “un tale gli portò la moglie indemoniata e, subito, dalla bocca della povera donna il diavolo cominciò a parlare”, coprendo di insulti l’abate. E, nonostante il diavolo avesse cercato di sottrarsi in ogni modo ai tentativi di San Bernardo di cacciarlo dalla donna, quest’ultimo alla fine ebbe la meglio e il diavolo dovette, suo malgrado dichiararsi sconfitto. Proprio a questo aneddoto, o ad uno degli altri simili riportati nella Legenda aurea, potrebbe ispirarsi un altro dei riquadri del succitato ciclo di Pamparato (Fig. 3). Nell’affresco di Segurano da Cigna, anch’esso come il precedente collocato in un contesto urbano, si vede una donna che, sorretta dal marito e accompagnata da un piccolo gruppo di uomini e donne, sta rivolgendosi a San Bernardo. E che essa sia una donna posseduta dal demonio è confermato proprio dalla presenza di quest’ultimo, rappresentato come una nera figura che, ben identificabile anche dalle corna, sembra danzare forsennatamente sulla sua spalla. Di fronte a lei, anche in questo caso imponente nella sua figura avvolta nella consueta cocolla bianca, un San Bernardo benedicente sta evidentemente ingiungendo al diavolo, in nome di Cristo, di uscire dalla donna. “Vergine Madre, figlia del tuo figlio, / umile e alta più che creatura, / termine fisso d’etterno consiglio, / tu se’ colei che l’umana natura / nobilitasti sì, che ‘l suo fattore / non disdegnò di farsi sua fattura”. Certo non a caso Dante sceglie San Bernardo come protagonista della preghiera volta a intercedere per lui, attraverso la Vergine, la visione stessa di Dio. E in queste parole, incentrate sull’incarnazione di Cristo, sembra risuonare proprio un passo della Legenda aurea in cui si racconta che, mentre il santo ancora fanciullo nella notte di Natale si domandava a che ora fosse nato Gesù bambino, ad apparirgli fu proprio quest’ultimo che “sotto i suoi occhi nacque nuovamente dal seno di sua madre”. Un passo che, ponendo l’incarnazione a fondamento dell’intero percorso spirituale dell’abate borgognone, spiega la profonda devozione alla Vergine che connotò le sue meditazioni e la sua predicazione. Ed è proprio questa devozione, attestata anche da Dante nella sua Commedia, a diventare decisiva nell’iconografia, cuneese e non, del grande abate medievale. Spessissimo infatti la sua figura trova posto a fianco della Vergine col Bambino, come accade ad esempio nell’affresco tardo quattrocentesco dipinto da Giovanni Mazzucco nella cappella di San Bernardo a Castelletto Stura (Fig. 4). E mentre Maria e il Bambino appaiono nell’atto di benedire gli astanti, la figura dell’abate, ben identificabile dal pastorale che tiene nella mano destra e dal volume rosso che stringe a sé col braccio sinistro, sembra intenta a intercedere presso la Vergine le grazie a lui richieste dai suoi fedeli. 2 - San Bernardo di Chiaravalle (Predicazione); Affresco; Fine XV secolo (1492); Segurano da Cigna; Cappella di San Bernardo; Pamparato. 2 - San Bernardo di Chiaravalle (Predicazione); Affresco; Fine XV secolo (1492); Segurano da Cigna; Cappella di San Bernardo; Pamparato.   3 - San Bernardo di Chiaravalle (indemoniata); Affresco; Fine XV secolo (1492); Segurano da Cigna; Cappella di San Bernardo; Pamparato. 3 - San Bernardo di Chiaravalle (indemoniata); Affresco; Fine XV secolo (1492); Segurano da Cigna; Cappella di San Bernardo; Pamparato.   4 - San Bernardo di Chiaravalle; Affresco; Seconda metà XV secolo (1483 o 1488); Giovanni Mazzucco; Cappella di San Bernardo; Castelletto Stura. 4 - San Bernardo di Chiaravalle; Affresco; Seconda metà XV secolo (1483 o 1488); Giovanni Mazzucco; Cappella di San Bernardo; Castelletto Stura.   (XII - continua)   
iconografia San Bernardo di Chiaravalle