Melissa Olivero, classe 1991 e Simone Ferrero, classe 1992, vivono nei mesi invernali a Tetti di Dronero e nei mesi estivi a Pagliero, frazione di San Damiano Macra, in valle Maira, dove gestiscono una struttura ricettiva.
Avete giocato tanto da bambini?
Melissa: “Da piccola giocavo parecchio con mio fratello e i vicini di casa, e per fortuna con la nonna materna dalla quale ho appreso anche tante lezioni di vita!”.
Simone: “Io vivevo a Busca, le ore di gioco non erano tantissime, ma adoravo costruire e inventare, osservavo il lavoro di mio padre con gli animali e il mondo dei campi e da lì è nata la mia passione per i trattori prima, e per il legno poi…”.
Le scuole?
Melissa: “Ho frequentato la materna, le elementari e le medie a Dronero. Eravamo circa 25 bambini per classe e mi piaceva abbastanza studiare, ho fatto le superiori al Liceo Scientifico a Cuneo e poi mi sono laureata alla triennale in Tecniche Erboristiche e poi in Scienze e Tecnologie Alimentari”.
Simone: “Ho fatto la materna, elementari e medie a Busca e poi l’Itis a Cuneo. Ero bravo soprattutto nelle materie scientifiche e adoravo i laboratori, mettere in pratica quanto appreso sui libri per me era il massimo!
Cosa sognavate di fare da bambini?
Melissa: “Sognavo un lavoro stimolante, a contatto con la natura e la gente, un lavoro soddisfacente e appagante, anche se duro e l’ho trovato: anzi l’ho creato!”.
Simone: “Da piccolo sognavo di essere artigiano (falegname, fabbro, idraulico, elettricista…). Proprio non potevo immaginare cosa mi avrebbe riservato il futuro!”.
Quando avete iniziato a lavorare?
Melissa: “Ero molto giovane e nei weekend e in estate facevo la cameriera. Intanto studiavo per avere il lavoro comodo, il posto fisso. Crescendo ho capito che avevo bisogno di sporcarmi le mani, di fare qualche sacrificio in più, ma svolgere un lavoro che stava pian piano prendendo forma, nella casa dei miei nonni in borgata Alberti di Pagliero”.
Simone: “Ho iniziato a lavorare subito dopo il diploma in una ditta che progetta e realizza impianti elettrici industriali, mi piaceva e stavo anche facendo carriera in quel mondo: quando Melissa, allora ancora solo una fidanzatina, decide di avviare la Locanda. Durante i primi anni la aiutavo nei weekend e nei giorni di ferie, nell’ottobre 2016 ci siamo sposati e nel 2017 quando è nata Venere, la nostra primogenita, mi sono licenziato per dedicarci insieme alla gestione dell’attività”.
La vostra famiglia, oggi?
“La nostra famiglia oggi si è allargata, con noi ci sono due vispe bimbette di 3 e 5 anni. Venere, la più grande, è tutta sua mamma e già fa le prove con i vassoi pieni di tazzine del caffè. Diletta è un piccolo terremoto, adora gli animali e in particolare il nostro cagnolone Vally”.
Come mai siete finiti a Pagliero e come è nata idea della Locanda?
Melissa: “A Pagliero ci sono praticamente nata: la Locanda in passato era la casa dei miei nonni paterni e qui ho trascorso parecchio tempo da bambina. Il trampolino di lancio per me è stata la vincita di un bando per la creazione di microimprese, in cui ho gettato le basi della mia idea imprenditoriale”.
Simone: “Sono finito a Pagliero per amore! L’idea della Locanda in un primo momento un po’ mi spaventava, ma vivendo con Melissa ho imparato ad abituarmi alle sue pazze idee e devo dire che alla fine ho fatto bene!”.
Che cosa offrite?
Melissa e Simone: “A chi arriva offriamo prima di tutto una calorosa accoglienza familiare cercando di trasmettere tutto l’amore per quello che facciamo e la passione con cui lo facciamo! Dire che diamo solo da mangiare e da dormire sarebbe riduttivo. Diamo consigli sulle escursioni, ci preoccupiamo di rendere il soggiorno il più piacevole possibile, ci piace entrare in sintonia con chi arriva, condividere e raccontare”.
La fatica più grande?
“Riuscire a conciliare il lavoro, che soprattutto nei mesi estivi ci assorbe tutte le energie, con la vita privata”.
La soddisfazione più grande?
Melissa: “È l’essere riuscita, partendo da un vecchio rudere a mettere in piedi una struttura turistica che funziona, che negli anni ha acquisito notorietà, che la gente conosce, apprezza e diffonde”.
Simone: “Io vivo di tante piccole soddisfazioni quotidiane, appena ho un attimo di tempo mi dedico alla manutenzione o alla miglioria della struttura. Realizzo anche opere in legno che rendono i locali sempre più unici”.
Le vostri eredi che dicono?
“Venere e Diletta sono ancora piccole, ma sicuramente sono molto legate alla Locanda, che vedono ancora come un gioco e noi facciamo del nostro meglio affinchè continui ad essere così ancora per anni! Il nostro obiettivo è quello di far vedere a loro la parte più bella di questo lavoro e di non odiare quello che facciamo. Stiamo imparando a ritagliare dello spazio per noi, anzi (meglio ancora) per loro”.
Cosa è importante per voi?
“Non perdere mai l’entusiasmo. Il futuro di Pagliero a nostro parere è promettente, come in generale quello della valle Maira. Noi e i nostri colleghi negli anni abbiamo capito su cosa puntare: turismo sostenibile, slow, prodotti tipici e di altissima qualità, riscoprire antiche tradizioni, rispettare la natura circostante e tutto ciò sta portando ottimi frutti”.
Come trascorrerete il Natale?
“Per una nostra precisa scelta, siamo da anni chiusi il 25 dicembre, per vivere insieme in famiglia la magica atmosfera del Natale!”.
paesi
Melissa Olivero, classe 1991 e Simone Ferrero, classe 1992, vivono nei mesi invernali a Tetti di Dronero e nei mesi estivi a Pagliero, frazione di San Damiano Macra, in valle Maira, dove gestiscono una struttura ricettiva.
Avete giocato tanto da bambini?
Melissa: “Da piccola giocavo parecchio con mio fratello e i vicini di casa, e per fortuna con la nonna materna dalla quale ho appreso anche tante lezioni di vita!”.
Simone: “Io vivevo a Busca, le ore di gioco non erano tantissime, ma adoravo costruire e inventare, osservavo il lavoro di mio padre con gli animali e il mondo dei campi e da lì è nata la mia passione per i trattori prima, e per il legno poi…”.
Le scuole?
Melissa: “Ho frequentato la materna, le elementari e le medie a Dronero. Eravamo circa 25 bambini per classe e mi piaceva abbastanza studiare, ho fatto le superiori al Liceo Scientifico a Cuneo e poi mi sono laureata alla triennale in Tecniche Erboristiche e poi in Scienze e Tecnologie Alimentari”.
Simone: “Ho fatto la materna, elementari e medie a Busca e poi l’Itis a Cuneo. Ero bravo soprattutto nelle materie scientifiche e adoravo i laboratori, mettere in pratica quanto appreso sui libri per me era il massimo!
Cosa sognavate di fare da bambini?
Melissa: “Sognavo un lavoro stimolante, a contatto con la natura e la gente, un lavoro soddisfacente e appagante, anche se duro e l’ho trovato: anzi l’ho creato!”.
Simone: “Da piccolo sognavo di essere artigiano (falegname, fabbro, idraulico, elettricista…). Proprio non potevo immaginare cosa mi avrebbe riservato il futuro!”.
Quando avete iniziato a lavorare?
Melissa: “Ero molto giovane e nei weekend e in estate facevo la cameriera. Intanto studiavo per avere il lavoro comodo, il posto fisso. Crescendo ho capito che avevo bisogno di sporcarmi le mani, di fare qualche sacrificio in più, ma svolgere un lavoro che stava pian piano prendendo forma, nella casa dei miei nonni in borgata Alberti di Pagliero”.
Simone: “Ho iniziato a lavorare subito dopo il diploma in una ditta che progetta e realizza impianti elettrici industriali, mi piaceva e stavo anche facendo carriera in quel mondo: quando Melissa, allora ancora solo una fidanzatina, decide di avviare la Locanda. Durante i primi anni la aiutavo nei weekend e nei giorni di ferie, nell’ottobre 2016 ci siamo sposati e nel 2017 quando è nata Venere, la nostra primogenita, mi sono licenziato per dedicarci insieme alla gestione dell’attività”.
La vostra famiglia, oggi?
“La nostra famiglia oggi si è allargata, con noi ci sono due vispe bimbette di 3 e 5 anni. Venere, la più grande, è tutta sua mamma e già fa le prove con i vassoi pieni di tazzine del caffè. Diletta è un piccolo terremoto, adora gli animali e in particolare il nostro cagnolone Vally”.
Come mai siete finiti a Pagliero e come è nata idea della Locanda?
Melissa: “A Pagliero ci sono praticamente nata: la Locanda in passato era la casa dei miei nonni paterni e qui ho trascorso parecchio tempo da bambina. Il trampolino di lancio per me è stata la vincita di un bando per la creazione di microimprese, in cui ho gettato le basi della mia idea imprenditoriale”.
Simone: “Sono finito a Pagliero per amore! L’idea della Locanda in un primo momento un po’ mi spaventava, ma vivendo con Melissa ho imparato ad abituarmi alle sue pazze idee e devo dire che alla fine ho fatto bene!”.
Che cosa offrite?
Melissa e Simone: “A chi arriva offriamo prima di tutto una calorosa accoglienza familiare cercando di trasmettere tutto l’amore per quello che facciamo e la passione con cui lo facciamo! Dire che diamo solo da mangiare e da dormire sarebbe riduttivo. Diamo consigli sulle escursioni, ci preoccupiamo di rendere il soggiorno il più piacevole possibile, ci piace entrare in sintonia con chi arriva, condividere e raccontare”.
La fatica più grande?
“Riuscire a conciliare il lavoro, che soprattutto nei mesi estivi ci assorbe tutte le energie, con la vita privata”.
La soddisfazione più grande?
Melissa: “È l’essere riuscita, partendo da un vecchio rudere a mettere in piedi una struttura turistica che funziona, che negli anni ha acquisito notorietà, che la gente conosce, apprezza e diffonde”.
Simone: “Io vivo di tante piccole soddisfazioni quotidiane, appena ho un attimo di tempo mi dedico alla manutenzione o alla miglioria della struttura. Realizzo anche opere in legno che rendono i locali sempre più unici”.
Le vostri eredi che dicono?
“Venere e Diletta sono ancora piccole, ma sicuramente sono molto legate alla Locanda, che vedono ancora come un gioco e noi facciamo del nostro meglio affinchè continui ad essere così ancora per anni! Il nostro obiettivo è quello di far vedere a loro la parte più bella di questo lavoro e di non odiare quello che facciamo. Stiamo imparando a ritagliare dello spazio per noi, anzi (meglio ancora) per loro”.
Cosa è importante per voi?
“Non perdere mai l’entusiasmo. Il futuro di Pagliero a nostro parere è promettente, come in generale quello della valle Maira. Noi e i nostri colleghi negli anni abbiamo capito su cosa puntare: turismo sostenibile, slow, prodotti tipici e di altissima qualità, riscoprire antiche tradizioni, rispettare la natura circostante e tutto ciò sta portando ottimi frutti”.
Come trascorrerete il Natale?
“Per una nostra precisa scelta, siamo da anni chiusi il 25 dicembre, per vivere insieme in famiglia la magica atmosfera del Natale!”.
Melissa e Simone: “Il futuro di Pagliero e della valle Maira è promettente”
03 dicembre 2022
Cuneo
Melissa Olivero, classe 1991 e Simone Ferrero, classe 1992, vivono nei mesi invernali a Tetti di Dronero e nei mesi estivi a Pagliero, frazione di San Damiano Macra, in valle Maira, dove gestiscono una struttura ricettiva.
Avete giocato tanto da bambini?
Melissa: “Da piccola giocavo parecchio con mio fratello e i vicini di casa, e per fortuna con la nonna materna dalla quale ho appreso anche tante lezioni di vita!”.
Simone: “Io vivevo a Busca, le ore di gioco non erano tantissime, ma adoravo costruire e inventare, osservavo il lavoro di mio padre con gli animali e il mondo dei campi e da lì è nata la mia passione per i trattori prima, e per il legno poi…”.
Le scuole?
Melissa: “Ho frequentato la materna, le elementari e le medie a Dronero. Eravamo circa 25 bambini per classe e mi piaceva abbastanza studiare, ho fatto le superiori al Liceo Scientifico a Cuneo e poi mi sono laureata alla triennale in Tecniche Erboristiche e poi in Scienze e Tecnologie Alimentari”.
Simone: “Ho fatto la materna, elementari e medie a Busca e poi l’Itis a Cuneo. Ero bravo soprattutto nelle materie scientifiche e adoravo i laboratori, mettere in pratica quanto appreso sui libri per me era il massimo!
Cosa sognavate di fare da bambini?
Melissa: “Sognavo un lavoro stimolante, a contatto con la natura e la gente, un lavoro soddisfacente e appagante, anche se duro e l’ho trovato: anzi l’ho creato!”.
Simone: “Da piccolo sognavo di essere artigiano (falegname, fabbro, idraulico, elettricista…). Proprio non potevo immaginare cosa mi avrebbe riservato il futuro!”.
Quando avete iniziato a lavorare?
Melissa: “Ero molto giovane e nei weekend e in estate facevo la cameriera. Intanto studiavo per avere il lavoro comodo, il posto fisso. Crescendo ho capito che avevo bisogno di sporcarmi le mani, di fare qualche sacrificio in più, ma svolgere un lavoro che stava pian piano prendendo forma, nella casa dei miei nonni in borgata Alberti di Pagliero”.
Simone: “Ho iniziato a lavorare subito dopo il diploma in una ditta che progetta e realizza impianti elettrici industriali, mi piaceva e stavo anche facendo carriera in quel mondo: quando Melissa, allora ancora solo una fidanzatina, decide di avviare la Locanda. Durante i primi anni la aiutavo nei weekend e nei giorni di ferie, nell’ottobre 2016 ci siamo sposati e nel 2017 quando è nata Venere, la nostra primogenita, mi sono licenziato per dedicarci insieme alla gestione dell’attività”.
La vostra famiglia, oggi?
“La nostra famiglia oggi si è allargata, con noi ci sono due vispe bimbette di 3 e 5 anni. Venere, la più grande, è tutta sua mamma e già fa le prove con i vassoi pieni di tazzine del caffè. Diletta è un piccolo terremoto, adora gli animali e in particolare il nostro cagnolone Vally”.
Come mai siete finiti a Pagliero e come è nata idea della Locanda?
Melissa: “A Pagliero ci sono praticamente nata: la Locanda in passato era la casa dei miei nonni paterni e qui ho trascorso parecchio tempo da bambina. Il trampolino di lancio per me è stata la vincita di un bando per la creazione di microimprese, in cui ho gettato le basi della mia idea imprenditoriale”.
Simone: “Sono finito a Pagliero per amore! L’idea della Locanda in un primo momento un po’ mi spaventava, ma vivendo con Melissa ho imparato ad abituarmi alle sue pazze idee e devo dire che alla fine ho fatto bene!”.
Che cosa offrite?
Melissa e Simone: “A chi arriva offriamo prima di tutto una calorosa accoglienza familiare cercando di trasmettere tutto l’amore per quello che facciamo e la passione con cui lo facciamo! Dire che diamo solo da mangiare e da dormire sarebbe riduttivo. Diamo consigli sulle escursioni, ci preoccupiamo di rendere il soggiorno il più piacevole possibile, ci piace entrare in sintonia con chi arriva, condividere e raccontare”.
La fatica più grande?
“Riuscire a conciliare il lavoro, che soprattutto nei mesi estivi ci assorbe tutte le energie, con la vita privata”.
La soddisfazione più grande?
Melissa: “È l’essere riuscita, partendo da un vecchio rudere a mettere in piedi una struttura turistica che funziona, che negli anni ha acquisito notorietà, che la gente conosce, apprezza e diffonde”.
Simone: “Io vivo di tante piccole soddisfazioni quotidiane, appena ho un attimo di tempo mi dedico alla manutenzione o alla miglioria della struttura. Realizzo anche opere in legno che rendono i locali sempre più unici”.
Le vostri eredi che dicono?
“Venere e Diletta sono ancora piccole, ma sicuramente sono molto legate alla Locanda, che vedono ancora come un gioco e noi facciamo del nostro meglio affinchè continui ad essere così ancora per anni! Il nostro obiettivo è quello di far vedere a loro la parte più bella di questo lavoro e di non odiare quello che facciamo. Stiamo imparando a ritagliare dello spazio per noi, anzi (meglio ancora) per loro”.
Cosa è importante per voi?
“Non perdere mai l’entusiasmo. Il futuro di Pagliero a nostro parere è promettente, come in generale quello della valle Maira. Noi e i nostri colleghi negli anni abbiamo capito su cosa puntare: turismo sostenibile, slow, prodotti tipici e di altissima qualità, riscoprire antiche tradizioni, rispettare la natura circostante e tutto ciò sta portando ottimi frutti”.
Come trascorrerete il Natale?
“Per una nostra precisa scelta, siamo da anni chiusi il 25 dicembre, per vivere insieme in famiglia la magica atmosfera del Natale!”.