Cuneo - Quale progetto di nuovo ospedale di Cuneo è più vantaggioso per le casse pubbliche: quello Inail da 310 milioni di euro e 102 mila metri quadrati o il progetto di partenariato pubblico-privato (PPP) da 430 milioni su 135 mila metri quadrati?
È quello che dovrà valutare l’advisor che l’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle dovrà scegliere nelle prossime settimane. L’Aso ha pubblicato infatti lunedì 5 settembre l’avviso di gara per l’affidamento del servizio di assistenza finanziaria, tecnica e legale finalizzata all’analisi della proposta presentata per la costruzione del nuovo ospedale di Cuneo a Confreria. È il primo atto ufficiale dell’Aso di Cuneo, che non ha ancora emesso nessuna nota in merito, sul nuovo ospedale. Un atto ufficiale pubblicato sull’albo pretorio.
Come anticipato quindici giorni fa da La Guida, l’Aso Santa Croce si deve affidare, secondo le regole che governano i partenariati tra pubblico e privato, a un “advisor” cioè a degli esperti per valutare e comparare lo studio legato al progetto Inail che aveva già, con questa proposta avanzata dalla società privata Inc della famiglia narzolese Dogliani. Una comparazione che deve essere fatta su costi e benefici della costruzione e della gestione. Perché la proposta del privato di PPP è necessariamente costituita da un progetto di fattibilità, una bozza di convenzione ed un Piano economico finanziario asseverato.
L’avviso, pubblicato in un primo tempo in data 31 agosto e poi annullato con la nuova pubblicazione del 5 settembre, scade proprio il giorno dopo le elezioni, il 26 settembre. E dunque slittano decisamente in avanti i tempi. L’ospedale ha ricevuto ufficialmente la proposta del privato il 18 maggio, l’ha girata alla Regione per prenderla in esame. La Regione cinque giorni dopo, il 25 maggio, l’ha consegnata all’Ires, l’istituto pubblico di ricerca che deve aiutare la giunta nella progettazione delle politiche e nella valutazione della loro efficacia, che ha espresso parere favorevole, anche se alcune integrazioni chieste hanno permesso alla direzione generale del Santa Croce di “guadagnare” ancora tempo, rispetto ai 90 giorni di tempo in cui, per legge, si deve esprimere un giudizio di “pubblico interesse” della proposta presentata. Quei 90 giorni sarebbero terminati a fine agosto e invece ora vengono prolungati.
Proprio a seguito della pubblicazione dell’avviso di ricerca dell’advisor che ha ufficializzato la “presenza” di un privato con una proposta di costruzione e gestione dell’ospedale, le forze della maggioranza hanno presentato un ordine del giorno che punta alla “salvaguardia dell’eccellenza dell’assistenza sanitaria dell’Aso Santa Croce e Carle, al monitoraggio in merito all’ipotesi di partenariato pubblico privato per la costruzione del nuovo ospedale e in merito alla riconversione della attuale struttura ospedaliera Santa Croce e Carle”.
In sostanza la maggioranza che sostiene Patrizia Manassero, chiede alla sindaca di “vigilare affinchè la qualità delle prestazioni dell’Ospedale di Cuneo mantenga i livelli di eccellenza” facendosi sentire con direzione e Regione “per segnalare la crescente situazione di incertezza che viene percepita dal territorio in merito al rischio di ridimensionamento”. Chiede poi un dibattito aperto all’intero Consiglio comunale nel momento in cui sarà depositata la valutazione sul PPP con direzione e assessore alla sanità e di continuare il dibattito sul futuro dell’attuale Santa Croce di via Coppino.
La preoccupazione della maggioranza, ma anche quella dell’opposizione perché interpellanze sono state depositate da Antonino Pittari e da Ugo Sturlese, è soprattutto sul mantenimento della funzione pubblica della sanità e sui costi che peseranno sui conti pubblici. “Icardi - scrivono i gruppi consiliari Cuneo Solidale e Democratica, Crescere Insieme, Pd e Centro per Cuneo - ha parlato di parternariato pubblico privato, senza specificare quale modello di cooperazione tra pubblico e privato verrebbe adottato”.
E non si conoscono ufficialmente numeri e costi se non quelli dell’annunciato fondo Inail, 310 milioni per la costruzione del nuovo ospedale di Cuneo, e quelli detti da Icardi ai mezzi di informazione. Si parla ora del progetto del Ppp di 430 milioni, di cui 130 potrebbero arrivare dalla Regione attraverso i fondi “ex articolo 20” e i rimanenti a carico del privato che anticiperebbe i costi di progetti e opera, che rimane pubblica, ma intanto tramite la convenzione si garantisce anche la gestione dell’immobile su energia e manutenzioni e servizi accessori. Si parla di un contratto di almeno 25 anni più 5 di costruzione per un costo annuo intorno ai 50 milioni, comprensivo del canone annuale e del costo dei servizi gestiti dal privato, che non sarebbero più a carico della sanità pubblica: una partita da 1,5 miliardi di euro in 30 anni.
Resta da capire, è questo sarà compito dell’advisor che l’ospedale cerca, quale sarà la proposta più vantaggiosa per tempi, certezza di realizzazione e costi. Valutando quanto costerebbero al pubblico 30 anni di bollette energetiche e riscaldamento, e le manutenzioni. Tutto rispetto al costo del progetto Inail di 310 milioni, una sorta di prestito che il pubblico dovrà ripagare con una sorta di “affitto” per 30 anni, ogni anno con un interesse del 2,5% più il tasso Euribor. Un costo che presumibilmente si aggira dai 250 ai 400 milioni di euro.
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Cuneo - Quale progetto di nuovo ospedale di Cuneo è più vantaggioso per le casse pubbliche: quello Inail da 310 milioni di euro e 102 mila metri quadrati o il progetto di partenariato pubblico-privato (PPP) da 430 milioni su 135 mila metri quadrati?
È quello che dovrà valutare l’advisor che l’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle dovrà scegliere nelle prossime settimane. L’Aso ha pubblicato infatti lunedì 5 settembre l’avviso di gara per l’affidamento del servizio di assistenza finanziaria, tecnica e legale finalizzata all’analisi della proposta presentata per la costruzione del nuovo ospedale di Cuneo a Confreria. È il primo atto ufficiale dell’Aso di Cuneo, che non ha ancora emesso nessuna nota in merito, sul nuovo ospedale. Un atto ufficiale pubblicato sull’albo pretorio.
Come anticipato quindici giorni fa da La Guida, l’Aso Santa Croce si deve affidare, secondo le regole che governano i partenariati tra pubblico e privato, a un “advisor” cioè a degli esperti per valutare e comparare lo studio legato al progetto Inail che aveva già, con questa proposta avanzata dalla società privata Inc della famiglia narzolese Dogliani. Una comparazione che deve essere fatta su costi e benefici della costruzione e della gestione. Perché la proposta del privato di PPP è necessariamente costituita da un progetto di fattibilità, una bozza di convenzione ed un Piano economico finanziario asseverato.
L’avviso, pubblicato in un primo tempo in data 31 agosto e poi annullato con la nuova pubblicazione del 5 settembre, scade proprio il giorno dopo le elezioni, il 26 settembre. E dunque slittano decisamente in avanti i tempi. L’ospedale ha ricevuto ufficialmente la proposta del privato il 18 maggio, l’ha girata alla Regione per prenderla in esame. La Regione cinque giorni dopo, il 25 maggio, l’ha consegnata all’Ires, l’istituto pubblico di ricerca che deve aiutare la giunta nella progettazione delle politiche e nella valutazione della loro efficacia, che ha espresso parere favorevole, anche se alcune integrazioni chieste hanno permesso alla direzione generale del Santa Croce di “guadagnare” ancora tempo, rispetto ai 90 giorni di tempo in cui, per legge, si deve esprimere un giudizio di “pubblico interesse” della proposta presentata. Quei 90 giorni sarebbero terminati a fine agosto e invece ora vengono prolungati.
Proprio a seguito della pubblicazione dell’avviso di ricerca dell’advisor che ha ufficializzato la “presenza” di un privato con una proposta di costruzione e gestione dell’ospedale, le forze della maggioranza hanno presentato un ordine del giorno che punta alla “salvaguardia dell’eccellenza dell’assistenza sanitaria dell’Aso Santa Croce e Carle, al monitoraggio in merito all’ipotesi di partenariato pubblico privato per la costruzione del nuovo ospedale e in merito alla riconversione della attuale struttura ospedaliera Santa Croce e Carle”.
In sostanza la maggioranza che sostiene Patrizia Manassero, chiede alla sindaca di “vigilare affinchè la qualità delle prestazioni dell’Ospedale di Cuneo mantenga i livelli di eccellenza” facendosi sentire con direzione e Regione “per segnalare la crescente situazione di incertezza che viene percepita dal territorio in merito al rischio di ridimensionamento”. Chiede poi un dibattito aperto all’intero Consiglio comunale nel momento in cui sarà depositata la valutazione sul PPP con direzione e assessore alla sanità e di continuare il dibattito sul futuro dell’attuale Santa Croce di via Coppino.
La preoccupazione della maggioranza, ma anche quella dell’opposizione perché interpellanze sono state depositate da Antonino Pittari e da Ugo Sturlese, è soprattutto sul mantenimento della funzione pubblica della sanità e sui costi che peseranno sui conti pubblici. “Icardi - scrivono i gruppi consiliari Cuneo Solidale e Democratica, Crescere Insieme, Pd e Centro per Cuneo - ha parlato di parternariato pubblico privato, senza specificare quale modello di cooperazione tra pubblico e privato verrebbe adottato”.
E non si conoscono ufficialmente numeri e costi se non quelli dell’annunciato fondo Inail, 310 milioni per la costruzione del nuovo ospedale di Cuneo, e quelli detti da Icardi ai mezzi di informazione. Si parla ora del progetto del Ppp di 430 milioni, di cui 130 potrebbero arrivare dalla Regione attraverso i fondi “ex articolo 20” e i rimanenti a carico del privato che anticiperebbe i costi di progetti e opera, che rimane pubblica, ma intanto tramite la convenzione si garantisce anche la gestione dell’immobile su energia e manutenzioni e servizi accessori. Si parla di un contratto di almeno 25 anni più 5 di costruzione per un costo annuo intorno ai 50 milioni, comprensivo del canone annuale e del costo dei servizi gestiti dal privato, che non sarebbero più a carico della sanità pubblica: una partita da 1,5 miliardi di euro in 30 anni.
Resta da capire, è questo sarà compito dell’advisor che l’ospedale cerca, quale sarà la proposta più vantaggiosa per tempi, certezza di realizzazione e costi. Valutando quanto costerebbero al pubblico 30 anni di bollette energetiche e riscaldamento, e le manutenzioni. Tutto rispetto al costo del progetto Inail di 310 milioni, una sorta di prestito che il pubblico dovrà ripagare con una sorta di “affitto” per 30 anni, ogni anno con un interesse del 2,5% più il tasso Euribor. Un costo che presumibilmente si aggira dai 250 ai 400 milioni di euro.
Ospedale, progetti e costi a confronto
09 settembre 2022
Cuneo
Cuneo - Quale progetto di nuovo ospedale di Cuneo è più vantaggioso per le casse pubbliche: quello Inail da 310 milioni di euro e 102 mila metri quadrati o il progetto di partenariato pubblico-privato (PPP) da 430 milioni su 135 mila metri quadrati?
È quello che dovrà valutare l’advisor che l’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle dovrà scegliere nelle prossime settimane. L’Aso ha pubblicato infatti lunedì 5 settembre l’avviso di gara per l’affidamento del servizio di assistenza finanziaria, tecnica e legale finalizzata all’analisi della proposta presentata per la costruzione del nuovo ospedale di Cuneo a Confreria. È il primo atto ufficiale dell’Aso di Cuneo, che non ha ancora emesso nessuna nota in merito, sul nuovo ospedale. Un atto ufficiale pubblicato sull’albo pretorio.
Come anticipato quindici giorni fa da La Guida, l’Aso Santa Croce si deve affidare, secondo le regole che governano i partenariati tra pubblico e privato, a un “advisor” cioè a degli esperti per valutare e comparare lo studio legato al progetto Inail che aveva già, con questa proposta avanzata dalla società privata Inc della famiglia narzolese Dogliani. Una comparazione che deve essere fatta su costi e benefici della costruzione e della gestione. Perché la proposta del privato di PPP è necessariamente costituita da un progetto di fattibilità, una bozza di convenzione ed un Piano economico finanziario asseverato.
L’avviso, pubblicato in un primo tempo in data 31 agosto e poi annullato con la nuova pubblicazione del 5 settembre, scade proprio il giorno dopo le elezioni, il 26 settembre. E dunque slittano decisamente in avanti i tempi. L’ospedale ha ricevuto ufficialmente la proposta del privato il 18 maggio, l’ha girata alla Regione per prenderla in esame. La Regione cinque giorni dopo, il 25 maggio, l’ha consegnata all’Ires, l’istituto pubblico di ricerca che deve aiutare la giunta nella progettazione delle politiche e nella valutazione della loro efficacia, che ha espresso parere favorevole, anche se alcune integrazioni chieste hanno permesso alla direzione generale del Santa Croce di “guadagnare” ancora tempo, rispetto ai 90 giorni di tempo in cui, per legge, si deve esprimere un giudizio di “pubblico interesse” della proposta presentata. Quei 90 giorni sarebbero terminati a fine agosto e invece ora vengono prolungati.
Proprio a seguito della pubblicazione dell’avviso di ricerca dell’advisor che ha ufficializzato la “presenza” di un privato con una proposta di costruzione e gestione dell’ospedale, le forze della maggioranza hanno presentato un ordine del giorno che punta alla “salvaguardia dell’eccellenza dell’assistenza sanitaria dell’Aso Santa Croce e Carle, al monitoraggio in merito all’ipotesi di partenariato pubblico privato per la costruzione del nuovo ospedale e in merito alla riconversione della attuale struttura ospedaliera Santa Croce e Carle”.
In sostanza la maggioranza che sostiene Patrizia Manassero, chiede alla sindaca di “vigilare affinchè la qualità delle prestazioni dell’Ospedale di Cuneo mantenga i livelli di eccellenza” facendosi sentire con direzione e Regione “per segnalare la crescente situazione di incertezza che viene percepita dal territorio in merito al rischio di ridimensionamento”. Chiede poi un dibattito aperto all’intero Consiglio comunale nel momento in cui sarà depositata la valutazione sul PPP con direzione e assessore alla sanità e di continuare il dibattito sul futuro dell’attuale Santa Croce di via Coppino.
La preoccupazione della maggioranza, ma anche quella dell’opposizione perché interpellanze sono state depositate da Antonino Pittari e da Ugo Sturlese, è soprattutto sul mantenimento della funzione pubblica della sanità e sui costi che peseranno sui conti pubblici. “Icardi - scrivono i gruppi consiliari Cuneo Solidale e Democratica, Crescere Insieme, Pd e Centro per Cuneo - ha parlato di parternariato pubblico privato, senza specificare quale modello di cooperazione tra pubblico e privato verrebbe adottato”.
E non si conoscono ufficialmente numeri e costi se non quelli dell’annunciato fondo Inail, 310 milioni per la costruzione del nuovo ospedale di Cuneo, e quelli detti da Icardi ai mezzi di informazione. Si parla ora del progetto del Ppp di 430 milioni, di cui 130 potrebbero arrivare dalla Regione attraverso i fondi “ex articolo 20” e i rimanenti a carico del privato che anticiperebbe i costi di progetti e opera, che rimane pubblica, ma intanto tramite la convenzione si garantisce anche la gestione dell’immobile su energia e manutenzioni e servizi accessori. Si parla di un contratto di almeno 25 anni più 5 di costruzione per un costo annuo intorno ai 50 milioni, comprensivo del canone annuale e del costo dei servizi gestiti dal privato, che non sarebbero più a carico della sanità pubblica: una partita da 1,5 miliardi di euro in 30 anni.
Resta da capire, è questo sarà compito dell’advisor che l’ospedale cerca, quale sarà la proposta più vantaggiosa per tempi, certezza di realizzazione e costi. Valutando quanto costerebbero al pubblico 30 anni di bollette energetiche e riscaldamento, e le manutenzioni. Tutto rispetto al costo del progetto Inail di 310 milioni, una sorta di prestito che il pubblico dovrà ripagare con una sorta di “affitto” per 30 anni, ogni anno con un interesse del 2,5% più il tasso Euribor. Un costo che presumibilmente si aggira dai 250 ai 400 milioni di euro.