editoriale

Recupero della sentieristica in una prospettiva culturale

16 luglio 2022

Cuneo

Forte Serziera Forte Serziera La riscoperta dei territori alpini e della loro storia, coniugando aspetti diversi della loro dimensione ambientale ad altri legati invece al patrimonio culturale che essi celano, è un fenomeno registrabile in tutte le aree montane del nostro Paese. E il modo più comune per effettuare questo tipo di esplorazione dei territori in questione, venuto consolidandosi anche grazie a un flusso turistico via via più interessato a conoscere queste aree in forme volte anche a ricuperarne gli antichi ritmi, è certamente quello di percorrerli a piedi. Il tutto in forme che, legate a escursioni di un giorno o a veri e propri trekking plurigiornalieri, inevitabilmente utilizzano sentieri e mulattiere come strumenti per realizzare questo obiettivo. E, se questo fenomeno ha avuto in partenza una fase spontanea, col tempo è venuto strutturandosi anche attraverso il ricupero di questo sistema viario in una prospettiva volta a renderlo più facilmente percorribile sia attraverso una loro rimessa in sesto, sia dotandoli di opportune segnaletiche. Un esempio di sentiero di questo tipo, capace di offrire ad un tempo scenari panoramici notevoli e l’immersione per qualche ora nell’area circostante ad uno dei punti difensivi nevralgici del Marchesato di Saluzzo, è quello che si sviluppa sulla collina di Revello in direzione dei ruderi dell’antico castello. Un vero e proprio baluardo difensivo, la cui fama di inespugnabilità avrebbe indotto i francesi nel 1642 a raderlo al suolo, Ed è proprio a ciò che di esso rimane, e poco più avanti ad una cappella dedicata a san Biagio patrono del paese, che si giunge attraverso un’antica e ben tenuta mulattiera. Quest’ ultima non tarderà a trasformarsi in un sentiero ben segnalato e opportunamente palinato che consente di raggiungere la cappella di Santa Sofia, nelle cui vicinanze è stata allestita un’area da picnic con tanto di fontana. Meglio tuttavia, anziché fermarsi, proseguire almeno fino alla suggestiva chiesetta di san Leonardo, incastonata tra le rocce di una “balma” e il cui nucleo portante risale al XIII secolo. Un altro esempio di sentiero ricuperato in chiave didattico culturale, grazie all’Ecomuseo Terra del Castelmagno, è quello che, partendo dal paese di San Pietro di Monterosso in valle Grana, conduce alle “Laouziere”. Queste antiche cave di ardesia, avviate nel XVII secolo ed abbandonate soltanto il secolo scorso, hanno rivestito un ruolo di primo piano in Val Grana sia per quanto riguarda lo sviluppo dell’economia locale, offrendo lavoro e possibilità di sussistenza a non poche famiglie, sia per quanto invece concerne la costruzione degli edifici sia civili che religiosi del territorio circostante, nelle cui architetture questa pietra assume un ruolo determinante. È sulle tracce delle Laouziere dunque che questo sentiero conduce, attraversando prima le borgate in pietra che ospitavano i cavatori, per giungere poi all’area stessa delle cave, dalla quale si dipartono ancora i resti dei binari e della teleferica utilizzata per il trasporto a valle dei materiali estratti. Ed anche in questo caso una precisa cartellonistica consente di percorrere in sicurezza il sentiero che raggiunge il sito estrattivo, attraverso le borgate di Combetta e Fugirous. Tra le strade e le mulattiere di bassa valle, ricuperate grazie soprattutto all’impegno diretto delle amministrazioni locali, non vanno certamente dimenticate le vie di montagna che, costruite e a lungo tenute in ordine dal Genio militare, mettevano in collegamento forti e batterie preventivamente costruite per un loro utilizzo in eventuali contrasti con i Paesi confinanti. Nasce dunque come via di collegamento tra i forti la strada militare che a Vinadio, parte dal ponte della frazione Goletta sita poco sotto l’abitato centrale del paese. Con una pendenza moderata e costante, e attraverso una serie di suggestivi tornanti scavati nella roccia, la strada supera la Fontana del Genio per giungere a un punto panoramico dal quale si scorge il Forte Serziera, realizzato negli ultimi decenni dell’Ottocento e raggiungibile con uno sterrato in discesa. Tornati sui propri passi e ripresa la strada militare abbandonata in precedenza, si può salire ancora all’imponente fortezza Les Sources e, proseguendo ancora, alla Batteria di Piroat. Magari riflettendo, durante il cammino, sulla cura dedicata in passato alle vie di comunicazione, civili o militari che fossero, di queste “terre alte”. (9. Continua)
Revello Montagna Recupero Sentieri Vinadio San Pietro di Monterosso Grana Presentazione del Signore Serena salom