editoriale

Disimparare

14 aprile 2022

Cuneo

C’è una parola nell’ultimo libro di Selvaggia Lucarelli, “Crepacuore”, (Rizzoli 2021), qualcosa che l’autrice recupera dal mondo dello sport per parlare di se stessa e di un cambiamento che ha attraversato. Si tratta di una condizione misteriosa, chiamata “yips”, che consiste nella perdita improvvisa e inspiegabile della capacità di compiere un’azione che si è compiuta molte volte. Tennisti che perdono il dritto, giocatori di golf che non centrano più la pallina, calciatori che non riescono più a fare gesti molto semplici. È successo a molti atleti esperti. “Ecco”, scrive la giornalista, “io mi sentivo così. Un’atleta di lunga carriera che non sapeva più giocare”. Ne parla a proposito della sua storia di dipendenza affettiva da una relazione tossica che l’ha quasi distrutta. Dopo esserne uscita, per qualche anno è rimasta come bloccata: non perché avesse paura d’amare o non si fidasse. C’era un ingranaggio dentro che s’era inceppato. Poi l’intuizione. “In realtà mi stavo rigenerando. Stavo ricostruendo pelle, ossa, tessuti, ma era una gestazione che richiedeva pazienza, e qualunque tentativo anzitempo non poteva che fallire. Dovevo disimparare, per ricominciare a imparare”. Stava costruendo nuovi confini. Disimparare, per ricominciare a imparare. A volte è così. Non si tratta di aggiungere. Cambiare ci chiede di sottrarre, un’operazione di azzeramento paziente per favorire la trasformazione di stato nella materia di cui siamo fatti: abitudini, gesti stereotipati, credenze condizionanti, che nemmeno ricordiamo da dove arrivino e a cosa servano. Quando non riusciamo più a fare qualcosa (tipo accettare situazioni che un tempo accettavamo, mostrare una disponibilità che ora chissà dove si è persa, svolgere un compito in cui di colpo non funzioniamo), restiamo fiduciosi! Stiamo disimparando un gesto per lasciare spazio a qualcos’altro, più adatto a quello che siamo diventati nel frattempo. Si tratta di un passaggio. Come quello pasquale di Gesù, attraverso il sepolcro: disimpara a vivere, per risorgere in una condizione totalmente rinnovata. Buona Pasqua a tutti e in particolare a chi sta disimparando qualcosa.  
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