
I fiori che sbocciano, i frutti che crescono e i paesaggi ricchi di colori e biodiversità esistono grazie al lavoro invisibile degli impollinatori. Proteggerli oggi significa proteggere il futuro stesso dell’ambiente, dell’agricoltura e della qualità della vita. Api, farfalle, bombi e migliaia di altri insetti pronubi rappresentano una delle infrastrutture naturali più preziose del pianeta: dalla loro attività dipende circa il 75% delle colture alimentari mondiali e la sopravvivenza di oltre il 90% delle piante selvatiche.
Difendere gli impollinatori significa quindi rafforzare la capacità dei territori di resistere ai cambiamenti climatici, agli eventi estremi e alla progressiva perdita di biodiversità.
«Il Piemonte ha scelto di investire concretamente nella tutela della biodiversità e degli impollinatori, diventando la prima Regione in Italia ad istituire un Tavolo istituzionale dedicato alla biodiversità e ai pronubi. Una scelta strategica che oggi si traduce in investimenti importanti su apicoltura, ricerca applicata, innovazione e sostenibilità ambientale – dichiara l’Assessore al Commercio, Agricoltura e cibo, Turismo, Sport e post-olimpico, Caccia e pesca, Parchi della Regione Piemonte, Paolo Bongioanni -. Stiamo sostenendo progetti e attività sviluppate insieme ad Agrion per costruire ambienti sempre più salubri, rafforzare la biodiversità e accompagnare il sistema agricolo piemontese verso un modello produttivo dove redditività e qualità vadano sempre più d’accordo con sostenibilità e valorizzazione dell’ambiente. Il nostro è già oggi uno dei sistemi agricoli europei con il più basso utilizzo di agrofarmaci, e oggi vogliamo continuare a rafforzare questo percorso attraverso innovazione, monitoraggio e tecniche agronomiche sempre più sostenibili. Difendere api e insetti utili significa proteggere il futuro della nostra agricoltura e dei territori piemontesi, e quindi dare ancora nuovo valore alle nostre produzioni agroalimentari d’eccellenza».
«La progressiva perdita di biodiversità e di fioriture distribuite durante tutto l’anno rappresentano oggi una delle più grandi minacce per gli impollinatori – dichiara il Presidente di Agrion, Giacomo Ballari -. Stiamo assistendo ad una vera desertificazione biologica dei territori: paesaggi sempre più uniformi, meno specie spontanee e fioriture concentrate in periodi troppo brevi, lasciano api e insetti utili senza nutrimento per mesi. Per invertire questa tendenza dobbiamo riportare biodiversità diffusa nei territori, costruendo quello che amo definire “un ‘disordine organizzato” della natura: cover crops fiorite, oasi della biodiversità, leguminose impiegate nelle tecniche agronomiche di sovescio, verde urbano, giardini, terrazzi e spazi pubblici devono diventare parti di un unico grande mosaico naturale capace di garantire fioriture continue durante tutto l’anno. Non serve una natura perfetta e sterile, ma un ambiente vivo, ricco, diversificato e pulsante di vita. È proprio in questo equilibrio tra innovazione, gestione intelligente e biodiversità che si costruisce il futuro degli impollinatori, della qualità delle nostre produzioni agricole e, in fondo, anche del benessere dell’uomo Da qui nasce anche la necessità di un nuovo rapporto tra uomo ed ambiente, fatto di attenzione quotidiana, scelte concrete e rispetto degli equilibri naturali».
Proteggere gli impollinatori significa difendere il nostro futuro ed è un impegno alla portata di tutti: scegliere piante mellifere per il balcone o nel proprio giardino, ridurre i trattamenti chimici o lasciare che i prati fioriscano liberamente. Sono piccoli gesti quotidiani, ma capaci di fare una grande differenza.
È proprio da questa consapevolezza che nasce l’idea di realizzare un vero e proprio manifesto, un decalogo di attenzioni e buone pratiche che ciascuno di noi può mettere in atto per partecipare concretamente a questa sfida collettiva. Un documento costruito insieme a Regione Piemonte, al Servizio Fitosanitario, a Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, ad Anci Piemonte e a Filiera futura e che oggi è stato inviato a tutti i comuni con l’invito a diffonderlo ai cittadini, affinché diventi uno strumento semplice ma concreto per trasformare la sensibilità verso la biodiversità e impollinatori in azioni quotidiane e responsabili.
«I Comuni sono pronti a fare la loro parte supportando con iniziative Regione Piemonte e Agrion in questo nuovo progetto. La biodiversità è fondamentale per la cultura dell’ambiente e per promuovere il nostro meraviglioso territorio». Dichiara il Presidente di ANCI Piemonte, Davide Gilardino.
«La tutela della biodiversità e degli impollinatori – dichiara Alice De Marco, Presidente Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – non è una sfida che si può vincere isolati: richiede una visione d’insieme e un’alleanza concreta. Per questo abbiamo deciso di unire la nostra voce a quella di Fondazione Agrion e degli altri soggetti coinvolti. Api e insetti pronubi sono i pilastri invisibili su cui poggia la resilienza dei nostri ecosistemi, dalle zone di pianura fino ai pascoli di alta quota. Difenderli significa garantire un futuro alla nostra agricoltura di qualità e preservare l’equilibrio naturale che rende unico il nostro territorio regionale. Oggi, attraverso questa sinergia, ribadiamo la necessità di accelerare verso un modello di gestione del territorio che privilegi l’agroecologia, la riduzione dell’impatto della chimica di sintesi e il ripristino dei corridoi ecologici. Solo mettendo a sistema le competenze e le sensibilità di diverse realtà possiamo generare quel cambiamento culturale e politico necessario per proteggere la ricchezza biologica che ci circonda e che rappresenta il nostro patrimonio più prezioso».
«Con il progetto “+ Api. Oasi fiorite per la Biodiversità”, nato in Piemonte insieme ad Agrion, abbiamo voluto trasformare la tutela degli impollinatori in un’azione concreta e partecipata, capace di coinvolgere territori, istituzioni, scuole, associazioni, mondo agricolo e apistico – dichiara Francesco Cappello, Presidente di Filiera Futura-. Da questa esperienza sono nate alleanze e iniziative in tutta Italia con il sostegno di numerose fondazioni di origine bancaria, accomunate da un obiettivo chiaro: accendere un faro sulla perdita di biodiversità e costruire, attraverso tante piccole azioni quotidiane, spazi vivi e fioriti utili agli impollinatori e all’intera comunità. Le oasi della biodiversità diventano così strumenti di divulgazione, sensibilizzazione e rigenerazione ambientale. Proteggere gli impollinatori significa infatti proteggere il futuro dei nostri territori, della qualità della vita e delle nuove generazioni».
Proteggere gli impollinatori non significa soltanto salvare le api: significa custodire la biodiversità, i paesaggi, l’agricoltura e il futuro. Oggi questa sfida si vince solo insieme e ognuno di noi ha il potere di fare la differenza. Perché a volte basta un fiore lasciato sbocciare per aiutare la natura a respirare ancora.





