Cinquantadue giorni di fiera resistenza. Tanto è durata l’epopea dei tronchi-barricata sulla strada per Pian dei Lupi, i giganti caduti il 25 marzo che avevano deciso di trasformarsi in un avamposto doganale tra la Valle Po e la Valle Infernotto. Un muro naturale che per quasi due mesi ha sfidato pastori, biker, trekker e la logica della sicurezza antincendio, nell’indifferenza.
È bastato che qualcuno rendesse pubblico il paradosso per attivare una reazione di tempestività: appena quattro giorni dopo la segnalazione e l’articolo de La Guida, il ronzio delle motoseghe ha squarciato il silenzio della montagna, spazzando via gli ostacoli, come testimoniano le immagini che pubblichiamo.
“Le motoseghe erano pronte, la benzina c’era, gli operai pure ed il tempo per occuparsi della questione anche” si è ironicamente interrogato il tempestivo segnalatore.
La montagna non è un parco giochi, si sa, ma ancora una volta la burocrazia ha dimostrato che basta poco.






