Cinquant’anni di amicizia nati tra le macerie del terremoto e trasformati, con il passare del tempo, in un legame umano mai interrotto. È questo il significato della visita che l’Avis di Boves ha compiuto nel fine settimana a Ragogna, in Friuli, in occasione delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976. Il devastante sisma il 6 maggio di quell’anno colpì il Friuli causando quasi mille vittime e distruggendo interi paesi.
Fu proprio in quei giorni drammatici che nacque il rapporto tra la comunità bovesana e quella friulana. Nel 1976, infatti, volontari e cittadini di Boves si mobilitarono per portare sostegno e aiuti concreti alle popolazioni colpite dal terremoto. Ne scaturì un’amicizia che negli anni non si è mai spenta e che ancora oggi viene custodita dall’Avis di Boves e dagli amici friulani di Ragogna nel segno della solidarietà e della memoria condivisa.
La delegazione bovesana ha preso parte a due giornate dense appuntamenti organizzati dal Comune di Ragogna e dall’associazione friulana dei donatori di sangue. Sabato 16 maggio si è aperto con l’incontro ufficiale con l’amministrazione comunale nella sala consiliare. A seguire, la cena comunitaria e il concerto dei cori “Insolite Note” di Ragogna e “Vox Nova” di Spilimbergo.
Domenica, il programma è proseguito con la Santa Messa, il pranzo e la visita al Castello di Ragogna e alla mostra “Legami invisibili”, dedicata alla memoria collettiva nata dalle storie degli abitanti del territorio friulano.
Più che una semplice ricorrenza, quella vissuta nel fine settimana è stata la conferma di un rapporto che continua da mezzo secolo. Un’amicizia nata nel momento della difficoltà e che negli anni si è trasformata in un legame autentico tra comunità, costruito sulla solidarietà e sulla memoria.





