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Martedì 9 giugno 2026

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Aprile 2026 caldo e secco e la neve che se ne è andata

Poca pioggia: in media 45 mm, cioè il 58% in meno di quanto ci si aspetterebbe in aprile

Cuneo

La Guida - Aprile 2026 caldo e secco e la neve che se ne è andata

Marguareis

È bastato un mese, aprile, con temperature nettamente oltre media e scarse precipitazioni e la situazione della neve in montagna è passata quasi ovunque da buona a normale, se non addirittura sotto media.
Il mese che ci siamo lasciati alle spalle è stato caratterizzato sulle nostre zone dalla presenza di anticicloni persistenti: ne consegue che sia stato più caldo, secco e soleggiato di quanto ci si potrebbe attendere per il periodo. A certificarlo sono i report mensili emessi dall’Arpa per il Piemonte e da Meteo France per le regioni d’Oltralpe. In particolare, secondo l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, aprile 2026 verrà ricordato per essere il secondo più caldo da quando vengono rilevate le temperature (1958). Infatti, la temperatura media a livello regionale è stata di 3,3° oltre il “normale” (calcolato nel già caldo trentennio 1991-2020) e solo nel 2007 aveva fatto più caldo.
L’anomalia non è stata uguale ovunque e si va dai 2,7° oltre il normale per il Piemonte meridionale ai 3,8° oltre il normale per il Piemonte settentrionale, ma si tratta comunque di valori di caldo elevato per il periodo.
Guardando all’ultimo anno, solo gennaio ha fatto registrare temperature sotto media, mentre qualche mese è stato in linea con quanto ci si attende per il periodo: la maggioranza dei mesi però è stata più calda del solito. Situazione simile per la vicina Francia, dove aprile 2026 si colloca al terzo posto tra i più caldi di sempre, dopo il 2007 e il 2011 (2,7° oltre media).
Tutto il sud dell’“Hexagone” è stato particolarmente colpito da ondate di calore precoce che hanno portato a temperature fino a 30 gradi nel Sud-Ovest e a un soleggiamento oltre media.
Dal punto di vista delle precipitazioni, l’analisi Arpa (leggibile nella sua versione completa sul sito internet dell’Arpa, www.arpa.piemonte.it, nell’area che riguarda i rischi naturali e in particolare il bollettino idromensile che riporta tutti i dati di monitoraggio dello stato delle risorse idriche sintetizzando tutti i dati su precipitazioni, temperature, neve e portate dei fiumi) evidenzia che nei trenta giorni del mese di aprile sono caduti in media sul Piemonte 45 mm, cioè il 58% in meno di quanto ci si aspetterebbe per questo mese.
I deficit sono stati particolarmente significativi nei bacini settentrionali e meridionali: il fatto però che sulle nostre zone i mesi scorsi avessero fatto registrare precipitazioni oltre media fa sì che guardando all’anno idrologico (da ottobre in avanti) lo scarto sia ancora leggermente positivo (+5%) per le zone del sud della Regione, mentre nel nord si arriva a un deficit di oltre il 40%. Anche sulla vicina e confinante Francia è piovuto molto poco: secondo i dati di Meteo France in media il deficit si aggira sul 70% (quarto mese più secco di sempre).
La combinazione di elevate temperature e scarse precipitazioni ha portato a una veloce e drastica fusione della neve in montagna che invece era molto presente a inizio mese.
Se a inizio aprile la situazione sulle Alpi della Granda poteva definirsi rosea, ora non è più così: l’indice SWE (Snow water equivalent), che stima la quantità di acqua stoccata sotto forma di neve in quota, fa registrare dati negativi quasi ovunque (-45% in media), con picchi particolarmente gravi sul Nord del Piemonte (-71%).
La neve presente quindi è in molti casi minore rispetto agli anni scorsi, che pure partivano da condizioni più difficili (scarso innevamento invernale) ma avevano poi beneficiato di apporti nevosi in quota più consistenti in primavera.

 

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