Inaugurazione ufficiale, nel pomeriggio di venerdì 15 maggio, per il biodigestore realizzato nella sede dell’Acsr spa a Borgo San Dalmazzo. Il taglio del nastro ha preceduto le visite all’impianto, guidate dai tecnici, che proseguiranno anche nella mattina sabato 16 maggio, quando dalle 9 alle 12 l’impianto sarà aperto a tutti, con visite guidate a gruppi, ogni 30 minuti, per vedere da vicino come l’umido della raccolta differenziata si trasforma in energia e fertilizzante.
Sul palco, prima del taglio del nastro, sono intervenute autorità: il presidente della Regione, Alberto Cirio, la sindaca di Cuneo, Patrizia Manassero, a nome dei sindaci dei 54 Comuni di Acsr, il presidente della Provincia, Luca Robaldo, la deputata Monica Ciaburro, e i rappresentanti di Acsr (il presidente, Giancarlo Isaia, e il direttore generale, Cristiana Giraudo), e Cec (il presidente Pier Giorgio Quiriti), con la lettura anche dei messaggi del Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e del Ministro della Difesa Guido Crosetto. A Cirio è stata consegnata anche una vignetta personalizzata, realizzata da Danilo Paparelli, autore anche delle illustrazioni, dedicate alle scuole, lungo il percorso di visita dell’impianto.


“Oggi non inauguriamo solo un impianto, ma celebriamo una promessa mantenuta con i cittadini e il territorio – ha detto Giancarlo Isaia, presidente di Acsr Spa – Una promessa mantenuta rispettando i tempi stretti imposti dal Pnrr, nonostante i rincari e una delicata situazione internazionale. Questo progetto ha conosciuto dubbi e resistenze, che ci hanno spinti a fare meglio e a spiegarci con più chiarezza. L’impianto produrrà energia pari a sei volte quella che consuma e abbiamo progettato ogni dettaglio per ridurre al minimo l’impatto ambientale. Troppo spesso si parla di transizione ecologica come di un sacrificio: nella realizzazione di questo impianto invece ci sono state intelligenza, coraggio e capacità di fare sistema”.
Il biodigestore è entrato nella fase di avviamento nelle scorse settimane e da giugno è previsto l’avvio della marcia provvisoria in vista dell’entrata in fuzione a pieno regime a partire dall’estate. I lavori, affidati a Entsorga Italia Spa, sono iniziati nel dicembre 2024 e si sono conclusi nel marzo del 2026. L’impianto, realizzato con un investimento di circa 16 milioni di euro, di cui 12,9 di fondi Pnrr, trasforma in biometano e compost di alta qualità la frazione organica dei rifiuti urbani (l’umido che ogni giorno separiamo in casa nella raccolta differenziata) dell’area dei Comuni del cuneese e, in prospettiva, dell’intera provincia.
I 54 Comuni soci dell’area cuneese producono infatti circa 10.000 tonnellate annue di rifiuto organico. Per raggiungere la piena capacità di 35.000 tonnellate, Acsr sta lavorando con gli altri territori della provincia, con l’obiettivo di arrivare a rendere il biodigestore di Borgo San Dalmazzo l’impianto di riferimento per tutto l’umido a livello provinciale. Un obiettivo che consentirebbe di eliminare gran parte dei trasporti fuori provincia, con benefici in termini di minori emissioni e riduzione dei costi. Nel suo intervento, Patrizia Manassero ha auspicato proprio la possibilità di aprire un confronto e un percorso a livello provinciale per la gestione e il trattamento dei rifiuti, ricordando quanto avvenuto per l’acqua.

L’intervento di Cristiana Giraudo, direttore generale di Acsr
L’opera si affianca alla già esistente sezione di compostaggio aerobico e utilizza una tecnologia a digestione anaerobica “semi-dry”, chiusa e in depressione, capace di trattare ogni anno 35.000 tonnellate di FORSU e 10.000 tonnellate di scarti di legno e verde. Il biometano prodotto – oltre 3,4 milioni di metri cubi all’anno – verrà immesso nella rete nazionale del gas, generando oltre 35.000 MWh di energia rinnovabile, equivalenti al fabbisogno energetico di circa 3.000 famiglie. Il compost ottenuto, fino a un massimo di 11.000 tonnellate annue, tornerà invece all’agricoltura come fertilizzante naturale, utilizzabile sia nelle coltivazioni convenzionali sia in quelle biologiche. Dal punto di vista energetico, a fronte di consumi dell’impianto pari a 5.000 MWh all’anno, la produzione di biometano supera i 35.000 MWh annui netti. La raccolta e il trasporto dei rifiuti urbani è gestito dal Consorzio Ecologico Cuneese, soggetto beneficiario del finanziamento Pnrr, costituito dagli stessi 54 Comuni soci di Acsr S.p.A.


La tecnologia scelta non richiede un apporto di acqua e riduce del 90% la produzione di percolato rispetto agli impianti tradizionali. Le vasche di digestione sono sigillate, l’impianto, sottolinea Acsr, “è in depressione con sistemi di biofiltri che permettono un abbattimento delle emissioni odorigene, un tema molto sentito dalle comunità che vivono vicino a impianti di questo tipo. Inoltre, l’incremento del traffico pesante sarà contenuto: quattro mezzi aggiuntivi al giorno tra ingressi e uscite”.







