Nel 2025 la spesa delle famiglie piemontesi per i beni durevoli si è attestata a 6 miliardi e 48 milioni di euro, in calo del 3,8% rispetto all’anno precedente. I dati emergono dall’Osservatorio Annuale Consumi di Findomestic, giunto alla 32ª edizione.
Per il Piemonte si tratta di una flessione più marcata della media nazionale (-2,1%), in un contesto che vede comunque la regione confermarsi tra i mercati più rilevanti del Paese. La spesa media per famiglia si colloca a 3.194 euro, ottavo valore regionale in Italia, ma in diminuzione del 4%. A pesare sul risultato complessivo è soprattutto la mobilità. Le auto nuove scendono a 1 miliardo e 39 milioni di euro e accusano un calo dell’11,9%, più accentuato del dato italiano; le auto usate, che restano la prima voce di spesa con 2,15 miliardi di euro, arretrano del 2,1%, mentre i motoveicoli si fermano a 169 milioni di euro con una flessione del 10,8%. Più articolato il quadro degli altri comparti: gli elettrodomestici grandi e piccoli raggiungono 446 milioni di euro e crescono dello 0,6%; l’elettronica di consumo vale 100 milioni di euro e perde il 3,7%; i mobili si attestano a un miliardo e 52 milioni di euro grazie a un lieve aumento dello 0,4%. Sul fronte digitale, l’information technology sale a 168 milioni di euro (+0,9%), mentre la telefonia totalizza 521 milioni di euro con un -1,2%.
Nel Cuneese la spesa complessiva per beni durevoli ammonta a 837 milioni di euro e registra una flessione del 4,5%, con una spesa media per famiglia di 3.175 euro (-4,8%). Il rallentamento si concentra soprattutto nella mobilità: le auto nuove si attestano a 190 milioni di euro (-13,3%), le auto usate a 285 milioni (-1,2%) e i motoveicoli a 26 milioni, con un tonfo del -17,8%. Più resilienti le voci legate alla casa: gli elettrodomestici arrivano a 56 milioni di euro (+0,8%), i mobili restano su livelli elevati a 182 milioni e contengono il calo allo 0,4%. L’elettronica di consumo scivola a 13 milioni (-4,4%), mentre il digitale offre qualche segnale incoraggiante, con l’information technology a 22 milioni (+0,6%) e la telefonia a 62 milioni (-1,4%).





