
Si chiamava Dino Segre, ma le cronache mondane, oltre che l’editoria di massa, lo conoscevano come Pitigrilli, nome d’arte delle origini incerte. E lui di questo nome si faceva vanto e maschera allorché, prima nella Torino degli anni Dieci e Venti, poi nel lusso di Parigi, vive la sua vita sempre all’ombra della polemica, della beffa verso tutti, delle accuse di immoralità. Opportunista eppure visitato presto dal successo mondano con libri e riviste, nel saggio che ne traccia la biografia appare figura controversa fino a diventare spia per denaro al servizio della polizia mussoliniana nella caccia agli ebrei, lui che ebreo lo era da parte di padre.
Pitigrilli
di Maurizio Ternavasio
Editrice ArabaFenice
euro 18





