Aveva acquistato su un sito Instagram alcuni capi di abbigliamento firmato per un totale di 5mila euro, ma non fidandosi di inviare i soldi utilizzando pagamenti online gli venne proposto di fare riferimento ad un contatto cuneese che gli avrebbe consegnato la merce e a cui avrebbe potuto pagare la somma in contanti.
È così che il 26enne cuneese sarebbe finito vittima di una rapina da parte di tre ragazzi W.B.S. e S.O.M. (il terzo è un minore e il suo fascicolo è trattato dall’autorità competente), rinviati a giudizio per truffa e rapina impropria.
Stando all’accusa contestata dalla Procura presso il tribunale, il 12 aprile del 2022 gli sottrassero la somma di denaro senza consegnargli la merce e lo avrebbero picchiato per impedirgli di riprendere i soldi.
“Il contatto cuneese di questo sito su Instagram era un ragazzo che conoscevo di vista, W.B.S. che mi scrisse quando arrivò la merce, di incontrarci per la consegna in via Bongioanni. Io gli diedi i soldi e lui uno zaino che però era vuoto. Allora mi disse che i vestiti erano in macchina e mi chiese di salire. Sull’auto c’erano altri due ragazzi e dopo un lungo giro si fermarono vicino ad una concessionaria di moto. Nel portabagagli non c’era niente e gli dissi che volevo indietro i soldi. Loro mi risposero che me ne avrebbero ridati solo una parte e li tirarono fuori: riuscii ad afferrare una manciata, erano pezzi da 50 euro, e le altre banconote caddero a terra”.
A quel punto iniziò una colluttazione con W.B.S. che lo afferrò per un braccio fino a strappargli la maglia, mentre S.O.M. lo inseguiva intorno all’auto con una mazza in mano. Il giovane riuscì a rifugiarsi all’interno della concessionaria dove il proprietario chiamò la polizia mentre i tre si davano alla fuga.
“Sono riuscito a recuperare 1100 euro, gli altri 3900 sono rimasti a loro. I soldi non erano tutti suoi perchè all’ordine di indumenti e scarpe si erano aggiunti anche alcuni amici che gli avevano affidato i propri soldi per l’acquisto.
In aula ha deposto anche l’agente che eseguì i rilievi fotografici sulla maglia strappata della vittima che si è poi costituita in giudizio e l’agente che aveva provveduto alla composizione del fascicolo fotografico in cui il giovane riconobbe i suoi rapinatori.
L’udienza è stata inviata al 27 maggio per gli altri testi dell’accusa.





