L’autore le definisce “poesie contemporanee” e in effetti le sue composizioni poetiche hanno uno stile e uno spirito che sfugge a ogni sfumatura classica. Si affidano invece a improvvisazioni spesso curiose. C’è ironia, libertà assoluta di tematiche e di parole, adesione al presente nello scrivere come negli argomenti. Sono riflessioni in forma poetica, o viceversa, non importa. Fanno della concretezza la loro cifra orgogliosamente, quasi sfacciatamente, distintiva.
Come ogni libro che si rispetti, ecco l’introduzione, rigorosamente in forma poetica, a ricordare quanto gli attimi della vita lavorino per farsi ispirazione. Più avanti parlerà di un “guardare negli spazi (…) dove succede tutto”, degli interstizi dove si giocano le relazioni, i sentimenti, le radici dei pensieri. Un omaggio alla misteriosa ricchezza della vita.
Così in questo caleidoscopio di frammenti, dove spesso una divertita ironia sembra prevalere, non è difficile scorgere le fessure attraverso cui scavare nella vita. Di nuovo la cifra è l’imperfezione, lo scarto dalla norma che fa gustare la libertà dell’esistere.
Lo si sperimenta nel fermarsi a guardare la luce del mattino prima di immergersi nel tunnel del giorno, nel malinconico perdersi dei ricordi, per cui va ridimensionato il tanto omaggiato presente, nel gusto dell’”ancora”, della ripetizione che è il rinnovarsi di un incontro, di un’emozione, cioè dello scoprire ciò che prima era sfuggito.
L’ironia stempera la serietà di queste sfumature esistenziali. La poesia di Dante “non è che uno starnuto dell’eternità” dice l’esperienza della piccolezza, ma anche il bisogno di immortalità ancora una volta ritrovato nella relazione con quella persona che leggerà quei versi. E allora ecco queste semplici “parole su carta” da prendere “letteralmente”, ma senza però sottovalutarle.
Letteralmente
di Riccardo Mey
Editrice Interno Libri
euro 15