La Guida - L'informazione quotidiana in Cuneo e provincia

Giovedì 18 giugno 2026

Accedi a LaGuida.it per leggere il giornale completo.

Non hai un accesso? Abbonati facilmente qui.

Sempre più lontani chi governa territorio e sanità

Le decisioni devono essere assunte, ma devono essere condivise e discusse con senso di responsabilità, coerenza e visione d’insieme

Cuneo

La Guida - Sempre più lontani chi governa territorio e sanità

Lo scollamento tra sanità territoriale e ospedali si fa sempre più evidente in provincia, così come tra chi amministra la sanità e chi amministra il territorio.
Lo scontro sul caso della radiologia dell’ospedale di Mondovì (dove quattro medici, dopo aver vinto il concorso, si sposteranno a Verduno, lasciando praticamente scoperto il reparto monregalese), tra il sindaco e presidente della Provincia Luca Robaldo affiancato dagli altri sindaci dell’area e il direttore generale dell’Asl Cn1 Giuseppe Guerra, è solo uno dei casi. Ed è un chiaro segnale di un disagio complessivo sull’organizzazione di presidi e sulla fiducia con il territorio a cui si promette sempre molto, chiedendo però sacrifici.
Si sono aggiunte poi le vicende del servizio di emergenza-urgenza 118 con la scelta della Regione di “riorganizzare” che di fatto significa sospendere la presenza del medico sulle ambulanze e i trasferimenti delle guardie mediche sul territorio per riempire le nuove case di comunità, ristrutturate con i fondi del Pnrr e ora senza personale e con servizi da definire. Scelte che vanno a colpire in particolare quella parte del territorio più debole e più scoperto, che è quello montano.
E intanto la sanità deve vedersela con dei tagli pesanti, ma anche con una riorganizzazione che non arriva mai seriamente per rimediare alla trasformazione di società e territorio. Si stanno riducendo risorse, personale e presidi, soprattutto nei territori più difficili e differenziati, ma senza un disegno complessivo che abbia come obiettivo il bene e i servizi al cittadino.
Il governo Meloni, con il decreto carburante ha sottratto 86 milioni di euro al ministero della Salute per finanziare lo sconto temporaneo di venti giorni sulla benzina. Poi il Documento di Finanza Pubblica 2026 deliberato dal consiglio dei ministri il 22 aprile scorso, conferma che il divario tra le previsioni di spesa sanitaria da qui al 2029 e il finanziamento del Servizio Sanitario con le tasse di noi cittadini, è sempre più grande e il fabbisogno sanitario rimane abbondantemente al di sotto della spesa prevista e in costante calo percentuale rispetto al Pil. Altroché aumentare le risorse per una sanità che costa sempre di più e una popolazione che invecchia. È tanto se si assesterà al 6,4% del Pil contro una media europea che si aggira al 10%.
Intanto la Regione deve tagliare risorse al diritto allo studio, all’ambiente, ai trasporti e alle politiche sociali per rimediare ai 209 milioni di buco in sanità del previsionale 2026. Senza contare che non sono stati adottati ancora i consuntivi delle aziende, tutte in rosso. Per le cuneesi: -14,5 milioni del Santa Croce (il previsionale era a -18), i -17 dell’Asl Cn1 e i -23 dell’Asl Cn2, nonostante Verduno avesse avuto nel corso dell’anno un ulteriore aiuto da parte della Regione di 7 milioni. Per Riboldi non sono tagli ma una manovra di riallocazione di fondi che saranno reintegrati sugli altri capitoli nel secondo semestre.
Occorre forse fermarsi per rivedere insieme servizi e necessità reali del territorio e dei suoi cittadini. E tutto questo al di là di annunci e dei ritornelli che tutto va bene, di propagandistici slogan sul fatto che le risorse sono state aumentate, il personale è cresciuto e le liste di attesa asciugate. I tagli sono evidenti, la carenza di personale anche, la soluzione di allungare orari e giorni per visite ed esami non ha portato a smaltire code e attese di mesi se non di anni, con il nuovo Cup che continua a venir rimandato, mentre si è condannato aprioristicamente il “sistema Cuneo” delle prese in carico dei pazienti. Oggi le cose non sono migliorate: gli Sportelli salute ogni settimana prendono in carico centinaia di utenti che non hanno risposte. E a pagare sono sempre i cittadini, che rinunciano alle cure, chi non può, o si rivolgono al privato, chi può. E secondo il nuovo regolamento sulla libera professione, che sta avanzando nel silenzio quasi totale di chi governa la sanità, ci saranno ulteriori rincari di nuovo pagati dalla tasche dei cuneesi.
Un confronto che deve mettere di fronte chi governa la sanità, la Regione e i direttori generali di Aso e Asl che la politica regionale nomina, e chi invece è scelto dai cittadini, i sindaci e gli amministratori locali chiamati a governare il territorio e fare gli interessi del territorio e di chi ci vive. Non è accettabile che un servizio essenziale come quello sanitario venga riorganizzato senza un adeguato confronto con le comunità e gli enti locali che sono le sentinelle del territorio. Al di là dei campanilismi e degli interessi specifici, ma nell’ottica del bene comune. Le scelte poi devono essere prese, ma devono essere condivise e discusse con senso di responsabilità, coerenza e visione d’insieme. La partecipazione e l’informazione oggettiva rendono trasparenti le decisioni, anche quelle che possono non piacere.

 

La Guida - testata d’informazione in Cuneo e provincia

Direttore responsabile Massimiliano Cavallo / Editrice LGEditoriale s.r.l. / Concessionaria per la pubblicità Media L.G. s.r.l.

Sede legale: via Antonio Bono, 5 - 12100 Cuneo / 0171 447111 / info@laguida.it / C.F. e P.IVA: 03505070049
Aut. Tribunale di Cuneo del 31-05-1948 n.12. Iscrizione ROC n. 23765 del 26-08-2013

La Guida percepisce i contributi pubblici all’editoria previsti dalle leggi nazionali e regionali.
La Guida, tramite la Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Privacy Policy Amministrazione trasparente