Si è conclusa con una multa di 700 euro la vicenda di presunte minacce e lesioni che si verificò nel cortile di un condominio l’8 febbraio del 2024.
Ad avere la peggio nella lite fra i due proprietari di una colonia felina e la padrona di tre cani fu uno dei gatti della coppia che nel tardo pomeriggio venne azzannato da uno dei cani della signora: “Mentre rientravo a casa mi è scappato un cane che è sceso giù e gli sono corsa dietro. Aveva aggredito uno dei gatti dei vicini e nel tentativo di liberarlo mi morse alle dita”.
Nel frattempo erano scesi anche i due vicini di casa che vedendo la scena aggredirono a parole la donna, colpevole a loro avviso di non avere il controllo dei cani che erano liberi di attaccare chiunque.
L’anziana signora riferì ai carabinieri che quella però non sarebbe stata una semplice lite tra vicini, già in passato c’erano stati dissidi e quella sera oltre ad insultarla, i due l’avrebbero minacciata e l’uomo l’avrebbe anche spinta a terra. L’alterco era stato sentito da un vicino che però non vide niente perchè coperto da una siepe, “brutta vecchia ti ammazzo, l’ho sentito. C’erano voci maschili e femminili, è durato qualche minuto, poi tutto è finito e sono rientrato in casa”.
I vicini a cui si era rivolta per medicare la ferita alla mano, avevano ricordi diversi in merito alla spinta che la signora avrebbe subito: il marito non ricordava che si fosse parlato di spinte, la moglie se ne ricordò solo dopo qualche tempo.
Il 36enne D. L.M. e la compagna 30enne N.B. hanno decisamente respinto le accuse sostenendo di non aver mai spinto la signora la quale nella concitazione del momento si sarebbe appoggiata con la schiena ad una rete metallica per poi scivolare a terra da sola, e che la frase “questa volta la paghi” era riferita alle spese veterinarie che già altre volte i due avevano sostenuto per curare i propri gatti a seguito delle aggressioni dei cani della signora.
Per il pubblico ministero però quella sera si era varcata la soglia di una normale lite fra vicini passando alle lesioni e alle minacce e per questo ha chiesto la condanna di entrambi a 9 mesi e 20 giorni.
Per le difese invece le ferite certificate dal referto ospedaliero si riferivano esclusivamente alle dita della mano escludendo così la presunta aggressione riferita dalla parte offesa, e non sarebbero state proferite minacce oltre agli insulti sicuramente non piacevoli ma comprensibili in un contesto concitato come quello che si era creato.
Per la coppia i difensori avevano concluso con una richiesta di assoluzione parzialmente accolta dalla giudice che ha assolto la donna per l’aggressione e l’ha prosciolta per tenuità del fatto riguardo alle minacce, mentre ha condannato l’uomo al pagamento di 700 € solo per le minacce.




