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Mercoledì 13 maggio 2026

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Il racconto di una città sospeso tra ieri e oggi

“Notturno eritreo”: la ricerca di un misterioso amico attraverso la memoria e gli incontri

La Guida - Il racconto di una città sospeso tra ieri e oggi

“Uno fa quattromila chilometri e, invece di trovare l’esotismo africano, ha la netta sensazione di non essersi mosso da casa”. A riflettere così è Michele che un giorno ha ricevuto un invito da un vecchio amico, Simone, e ora si trova all’aeroporto di Asmara ad aspettare che Simone finalmente arrivi per accompagnarlo in quella che ha tutta l’aria di essere un breve periodo di ferie. Simone però non arriva, né mai arriverà.

Ad attendere Michele c’è invece Efrem, collaboratore di Simone, che solo il giorno successivo gli comunica la scomparsa misteriosa dell’amico. Né Efrem, né la moglie, Luciana, neanche Oreste, insegnante in una scuola italiana, si rivelano ansiosi per l’assenza. L’autore, de resto, non intende approfondire più di tanto il mistero che avvolge questa sparizione, riservandosi solo alla fine un colpo di coda narrativo.

Sembra piuttosto che tutta la trama si regga proprio sul viaggio di Michele, sulle tappe che lo conducono a conoscere luoghi e palazzi di Asmara sospesi nella storia passata.

È un’Asmara che pare presentarsi affiorando dal “notturno” del titolo, avvicinata da un Michele che, mentre cerca notizie dell’amico, forse neppur molto convintamente, osserva la città, nei suoi angoli anche meno conosciuti, nei suoi abitanti.

Ogni capitolo ha struttura fissa. La fotografia di un edificio o di un particolare anticipa l’ambiente che ospiterà le pagine successive. Poi un pugno righe precisa il luogo, ne coglie l’atmosfera.

Segue sempre un lungo dialogo. Tutto è concentrato su queste battute senza fronzoli, senza preoccupazione di descrivere i personaggi che intervengono. Infine una chiusura riservata a qualche riflessione di Michele che incrocia la misteriosa scomparsa.

Il romanzo non affronta le questioni sociali. Le lascia solo intendere in personaggi che perseguono sogni con ogni mezzo, anche i più disinvolti. Del resto “qui senza sogni è difficile andare avanti”. Sembra invece essere un omaggio all’ambiente con le sue contraddizioni, storicamente sedimentatesi, e un contesto sociale in tutto simile a qualsiasi altro luogo. Si metta quindi da parte l’immaginario occidentale dell’Africa polverosa e arretrata.

Di Simone verremo informati alla fine con un colpo di coda che forse non soddisfa l’intreccio precedente, ma certo lo posiziona all’ombra delle questioni irrisolte del nostro mondo che nel romanzo si chiama Asmara. Allora si chiarisce la misteriosa telefonata del prologo e il “sono pronto” pronunciato dall’uomo in scena.

Notturno eritreo

di Giorgio Finello Natta

Editrice Primalpe

euro 15

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