
Il volume raccoglie alcuni scritti di Donà di San Mauro, al secolo Donato Dutto, tra cui il celebre “Boves, kaputt”. Si tratta di una cronaca del tutto personale dei giorni di guerra. Cronaca che spesso si concede pause di riflessione, momenti di intensa partecipazione agli eventi.
Il racconto parte dall’Albania, “staterello di poca superficie territoriale”, invaso per evitare che l’Italia “mal figurasse nella propaganda che si stava facendo nel mondo”. È uno sguardo rapido che inquadra la sua esperienza. Già “ragazzo del ‘99”, in qualità di capitano riceve la cartolina di richiamo e viene spedito su quel fronte.
Ora non sono i fatti storici a raccontare la guerra. È lui stesso a descriverla dal punto di vista di chi la vive quotidianamente. Non alza la voce, ma registra la condizione dei soldati “laceri e inzuppati”, le scarpe sfasciate, le divise a brandelli. È amaro quando riporta la notizia dell’armistizio, cui subito aggiunge la precisazione che è finita la guerra, ma con la Grecia. Perché la guerra continua e se possibile si fa più dura. A mensa affiorano le sue considerazioni filosofiche sul Fato, su un determinismo che fa “pagare con un grammo di sofferenza ogni grammo di godimento”.
Il punto più forte di questo racconto è l’affondamento della nave Sinfra su cui Donà e i suoi commilitoni sono imbarcati per essere trasferiti in Germania.
Naufragio raccontato con vigore: una lotta per la sopravvivenza che quasi sembra dar ragione alle riflessioni precedenti sulla vita. Lui, grazie alle poche parole di tedesco che conosce, è scambiato per commilitone e viene salvato, mentre altri compagni sono lasciati al loro destino di naufraghi.
Dalla guerra al suo paese Boves. Commissario prefettizio nella repubblica di Salò, Donà di San Mauro ricostruisce gli avvenimenti dell’eccidio con immediatezza e partecipazione.
Tempi di guerra
di Donà di San Mauro
Editrice ArabaFenice
euro 20





