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Lunedì 13 aprile 2026

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Bonus Vesta, Avs: “Dopo il disastro del primo click day, la Regione tira dritto”

Le consigliere di opposizione contestano il nuovo click day in programma il 21 aprile: “La misura è e resta una mancetta di cui può beneficiare una platea minima”

Torino

La Guida - Bonus Vesta, Avs: “Dopo il disastro del primo click day, la Regione tira dritto”

“Marrone e Cirio tirano dritto anche con il click day, nonostante l’umiliante lotteria andata in scena a settembre dello scorso anno con cui si presero in giro migliaia di famiglie”. Le consigliere regionali di Avs, Giulia Marro, Alice Ravinale e Valentina Cera, contestano la decisione annunciata dalla Regione di un nuovo click day il 21 aprile per il bonus Vesta 2026. Quest’anno le risorse a disposizione saranno 20 milioni per famiglie con Isee fino a 40.000 euro.

“Nonostante il raddoppio dei fondi – sottolineano le consigliere di opposizione – la misura è e resta una mancetta di cui può beneficiare una platea minima – poco più del 15% della platea di bimbi e bimbe della fascia 0-6 – e che certamente non ha niente a che vedere con politiche serie di supporto alle famiglie e alla natalità, quest’ultima non a caso in disastrosa caduta libera. Assurdo poi che la Giunta parli di “equità sociale”: non solo infatti Vesta ha nettamente penalizzato le persone di origine straniera, che nella prima edizione hanno avuto meno del 10% dei voucher con tanto di penosa sceneggiata in consiglio regionale di Fdi che si vantava della discriminazione messa in atto all’urlo di “prima gli italiani”, ma soprattutto questa misura non fa alcuna differenza per fasce di reddito totalmente differenti, accomunando tutti coloro che hanno redditi tra i 10.000, cioè praticamente versano in condizioni di povertà, e i 30.000 euro, cioè coloro che stanno nel 25% dei piemontesi con la fascia di reddito più alta.
È grave che nonostante il disastro della prima edizione Marrone e Cirio non abbiano voluto sentire ragioni e proseguano nell’utilizzo dei fondi europei per bonus dal sapore identitario e buono per la propaganda dell’assessore di turno, che nulla hanno a che fare con la tutela dei diritti, in questo caso delle famiglie con figli piccoli. Quando si tratta di diritti, la risposta delle istituzioni non può essere “ritenta, sarai più fortunato”.

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