Quarantacinque docenti dell’istituto Cravetta-Marconi hanno sottoscritto l’appello al Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara affinchè sospenda la revisione della riforma degli Istituti tecnici.
L’appello, proposto dai professori Cosentino Manuela e Filippa Marco, esprime una forte preoccupazione riguardo ad una “visione dell’istruzione che sembra voler subordinare la missione educativa alle sole esigenze temporanee del mercato del lavoro.” I docenti chiedono riscontro al Ministro su quattro punti “fondamentali”: in primis, la centralità del sapere critico che, a loro avviso, rischierebbe di essere impoverito. Infatti, se verrà effettuata una riduzione del tempo scolastico e una rimodulazione dei programmi, si potrebbe verificare un peggioramento delle competenze linguistiche, storiche e scientifiche degli alunni. Il secondo punto sollevato dagli insegnanti riguarda invece l’autonomia della funzione docente che, anche in questo caso, potrebbe venire a meno. Come recita il testo dell’appello, “l’apertura a esperti provenienti dal mondo delle imprese per l’insegnamento curricolare rischia di minare il principio della libertà di insegnamento e la continuità didattica.” I docenti chiedono poi chiarimenti in merito al valore del titolo di studio, sostenendo che “qualsiasi intervento che frammenti l’offerta formativa o ne acceleri artificialmente i tempi rischia di svalutare il diploma tecnico, creando percorsi di serie B che precludono l’accesso ai successivi gradi di istruzione superiore e universitaria.” Infine, l’ultimo punto fondamentale segnalato nell’appello chiede “investimenti e non tagli”: secondo i docenti, “il sistema scolastico ha bisogno di risorse stabili per l’edilizia, i laboratori e il personale, non di sperimentazioni che gravano ulteriormente sul sistema scolastico nazionale.”
I quarantacinque docenti del Cravetta-Marconi hanno poi aggiunto alcune precisazioni riguardo a loro perplessità e difficoltà, in primis, in merito al fatto che, fino a gennaio inoltrato, gli stessi hanno presentato la scuola alle famiglie e ai futuri potenziali allievi con un quadro orario relativo all’attuale percorso scolastico, “non essendoci da parte del Ministero alcuna indicazione, neppure di massima, sulla riforma che aleggiava nell’aria.”





