
Il 16 ottobre scorso avevano dato notizia di come, a Crissolo, nell’ultimo periodo, si fosse riscontrato un sensibile aumento delle richieste di trasferimento della residenza da parte di soggetti che una delibera della Giunta comunale aveva definito essere “senza evidenti legami con il territorio, pur disponendo di una abitazione sul territorio comunale”.
Un aumento delle richieste di trasferimento della residenza così anomalo al punto che la Giunta aveva ritenuto necessario avviare una verifica ed un controllo preventivo e successivo anche sulle residenze di soggetti irreperibili, poiché “dalla correttezza dai dati richiesti per il rilascio di attestazioni di residenza dipendono i tributi propri del Comune e che, in caso di residenze irregolari, ne può derivare un pregiudizio per le entrate con conseguente danno all’erario comunale a discapito del bilancio e, quindi, dei servizi che l’Ente eroga ai cittadini”, dal momento che il Codice Civile recita che “la residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale”.
Oggi, trascorsi più di sei mesi, i risultati sembrano aver dato ragione a chi quei controlli li ha fortemente voluti se dei 147 residenti contati al 1 gennaio 2025, ben 15 – circa il 10% – sono risultati irreperibili alle reiterate visite della Polizia Municipale e neppure si sa dove risiedono.
Cosa accadrà ora?
Una circolare stabilisce che “le cancellazioni per irreperibilità dei cittadini italiani o stranieri devono essere effettuate quando sia stata accertata l’irreperibilità al loro indirizzo da almeno un anno e non si conosca l’attuale dimora abituale”.
Praticamente quanto accade a Crissolo.





