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Lunedì 20 aprile 2026

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Per qualche giorno finse di essere amica per svaligiarle la casa

Nel giro di pochi giorni rapinò una conoscente dopo averla sedata e diede fuoco a un negozio, in cui morì il proprietario. Condannata per il rogo, ora è a processo a Cuneo per rapina

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La Guida - Per qualche giorno finse di essere amica per svaligiarle la casa

L’11 settembre 2023 aveva sedato una signora conosciuta poche settimane prima e le aveva svaligiato la casa; pochi giorni dopo, il 19 settembre, appiccò il fuoco al negozio Ipershop Express di un commerciante 36enne che morì nel rogo del suo locale. Lei è Stanka Batashka, 37enne bulgara, e per quel rogo è stata condannata in abbreviato al Tribunale di Asti a otto anni di reclusione. Detenuta a Torino, la donna ha rinunciato a comparire nel processo per rapina a suo carico che nella mattinata di oggi (martedì 17 marzo) è proseguito al tribunale di Cuneo. La vittima, una signora 46enne, l’aveva conosciuta un mese prima in piscina a Savigliano: “Ero col mio ex marito e lei col suo compagno”, ha riferito la donna che dopo qualche settimana, il tempo di un paio di cene trascorse insieme e qualche chiacchierata al telefono, si ritrovò svenuta a letto, e con la casa derubata. A trovarla erano state due vicine che si erano insospettite vedendo la porta di casa della signora socchiusa e nessun rumore dall’interno: “Provammo a suonare ma nessuno rispondeva e siamo entrate, la casa era a soqquadro e lei era a letto coperta da un lenzuolo svenuta e così chiamammo subito i Carabinieri”, riferì una delle due. Ricordava poco di quel pomeriggio la vittima della rapina che riprese conoscenza qualche ora dopo all’ospedale di Mondovì, dove fu trasportata d’urgenza e dove le venne riscontrata nel sangue una massiccia dose di benzodiazepine. Chiamato a deporre in aula, l’ex marito della vittima ha confermato la conoscenza con l’imputata avvenuta in piscina a ferragosto: “Qualche giorno dopo mia moglie invitò lei e il compagno a cena da noi; loro ricambiarono nei giorni successivi l’invito in un ristorante di Diano d’Alba. Si sentivano spesso al telefono, e Tania, con questo nome si era presentata, aveva cercato di contattare anche me su Messanger ma io non avevo risposto perché mia moglie era un po’ gelosa e a me quella signora non ispirava tanto”. Di quel pomeriggio la vittima ricorda che non stava bene per un po’ di febbre che temeva fosse Covid: “La chiamai e lei disse che sarebbe venuta a farmi un tampone. Quando arrivò si lamentò di come l’aveva guardata mio marito, poi mi disse che mi avrebbe dato delle vitamine, che dovevo farmi una doccia calda e mettermi a letto”. Con la padrona di casa fuori gioco, la donna frugò dappertutto aprendo cassetti e armadi e portando via gioielli e borse; sul tavolo lasciò un messaggio in cui, in un italiano molto stentato, ringraziava l’amica per l’oro, sostenendo così che il debito del marito era pagato. Ci vollero alcuni giorni prima che la signora potesse riprendersi da quella dose di psicofarmaci e andare dai Carabinieri a sporgere denuncia; nel frattempo Batashka aveva dato fuoco al negozio di Monticello ed era stata arrestata. Non era quindi in casa quando i Carabinieri, su disposizione della Procura, le perquisirono l’abitazione ritrovando tutta la refurtiva, restituendola alla legittima proprietaria. Completata l’istruttoria, il processo è stato rinviato al 16 giugno per la discussione e la sentenza.

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