Ha riscosso un grande successo l’iniziativa ‘Porte aperte a Palazzo di Giustizia’ indetta per oggi sabato 14 marzo dai magistrati e dagli avvocati di Cuneo. In 120 si erano prenotati sul portale dedicato, e circa 100 i cuneesi che si sono presentati alle dieci, accogliendo l’invito ad entrare dentro il Tribunale per approfondire meglio il lavoro e i servizi che ogni giorno vengono forniti da magistrati, avvocati e impiegati delle cancellerie ai cittadini. Giovani magistrati e avvocati hanno guidato i cuneesi attraverso le aule dove si svolgono i processi spiegando i diversi ruoli e funzioni di giudici, pubblici ministeri e avvocati. Una iniziativa sicuramente originale – unica finora in Italia – e utile in un momento in cui si parla tantissimo di Giustizia molto spesso però senza le conoscenze di base.
Soddisfazione per la riposta della cittadinanza a questo invito è stata espressa dal presidente del Tribunale Mario Amato che ha ribadito lo scopo dell’iniziativa, “colmare delle lacune in un momento in cui si parla molto di Giustizia”, e dal presidente dell’ordine degli avvocati Alessandro Ferrero che ha parlato di un’affluenza importante e stupefacente “un bel segnale perchè significa che le persone vogliono sapere come funziona la Giustizia, soprattutto se consideriamo che qui a Cuneo, dove funziona bene, in realtà ogni impiegato lavora per due, dato che c’è una carenza di organico superiore al 50%”. Di seguito hanno parlato poi Francesca Lombardi, pubblico ministero a Cuneo da circa 10 anni, Giulio Magliano, avvocato da 10 anni, Giulia Mondino, giudice del dibattimento a Cuneo da pochi mesi, Chiara Martello, giudice civile da 5 anni e Elisabetta Piccinelli, giudice di sorveglianza da 3 anni, una funzione la sua pesantemente colpita dalla carenza di personale, “ho più volontari che personale amministrativo”, con circa 260 giudici in tutta Italia per 65mila detenuti.
C’è stato anche una spazio di dibattito dedicato al tema referendario con l’avvocato Claudio Streri e il procuratore capo Onelio Dodero a illustrare la ragioni rispettivamente del si e del no, seguite dalle domande dei presenti.












