Presenza numerosa della cittadinanza alla serata di presentazione del progetto del nuovo polo scolastico di Peveragno che si è tenuta giovedì 12 marzo nel salone del centro polifunzionale “A la Sousta”. Il sindaco Paolo Renaudi ha ripercorso le fasi che hanno portato alla progettazione dell’opera. Un cammino iniziato nel 2017, quando emerge che il tetto della palestra delle scuole è a rischio di crollo immediato. Di lì la chiusura della struttura e lo studio di vulnerabilità sismica, che ha restituito un quadro in cui tutti i plessi del territorio non sarebbero conformi.
Il parere tecnico dell’ingegner Sandro Tarditi ha consentito di fare chiarezza relativamente allo stato degli edifici, alle possibilità di intervento e ai risultati che si otterrebbero con una ristrutturazione dell’esistente.
“Tutte le strutture scolastiche attuali (la primaria e la secondaria con la palestra, la materna “Carboneri” e il plesso di San Lorenzo) – ha spiegato il primo cittadino – non risultano conformi alle valutazioni di vulnerabilità sismica. Il costo per l’edificazione del nuovo polo scolastico è di 11.170.000 euro, mentre il totale degli interventi per una ristrutturazione in loco, che consentirebbe il raggiungimento del 60%, soglia minima dei parametri imposti dalla legge, ammonterebbe a 8.395.000 euro. Una cifra inferiore, ma non avremmo un edificio nuovo, con spazi abbondanti, moderno e progettato secondo gli standard attuali, con un consumo energetico prossimo allo zero”.
Sul fronte spese, dalla Regione è attesa l’emissione del bando per il finanziamento, con la presentazione della documentazione, la successiva valutazione e infine la classifica delle domande pervenute.
“Uno scenario ottimistico contempla il 90% di finanziamento, che significa che su 11.170.000 euro, verrebbero finanziati 10.053.000 euro. Un sussidio supplementare legato al “conto termico” potrebbe coprire circa 1.500.000 euro con la copertura totale dei costi. Con l’80% rimarrebbe un residuo di circa 610.000 euro. In questo scenario il Comune di Peveragno dovrebbe accendere un mutuo di 600.000 euro, mentre se i fondi fossero ancora meno si rinuncerebbe per il momento alla palestra”.
“Questa è la nostra scelta – ha concluso Renaudi – quella che riteniamo migliore. Tra qualche mese ci saranno le elezioni, chi arriverà potrà decidere altro, potrà proporre un’altra soluzione”.
“Non condividiamo – ha argomentato il capogruppo di SiAmo Peveragno Adriano Renaudi – una scelta noncurante dell’aspetto sociale e della ricaduta che può causare un eventuale decentramento della scuola. E’ importante per il paese che rimangano gli esercizi commerciali. Preferiamo spendere la stessa cifra ma mantenere un tessuto sociale, evitando abbandono e spopolamento”.
Gli ha fatto eco Pierangelo Mattalia, che ha sottolineato come il dibattito pubblico sul polo scolastico andasse pensato prima e non alla vigilia delle elezioni, chiedendo lumi sull’utilizzo dell’area, una volta che le vecchie scuole dovessero essere abbattute.
Critico anche Enzo Tassone, il quale ha espresso perplessità in merito alla certezza dei finanziamenti e alla delocalizzazione del plesso rispetto al concentrico, con le conseguenti ricadute.










