Dopo anni di corsa, le esportazioni cuneesi segnano una leggera frenata. Il 2025 si è chiuso con un valore delle merci vendute all’estero pari a 10.980 milioni di euro, una cifra importante che segna però una flessione dell’1,4% rispetto al 2024, l’anno in cui si era toccato il massimo storico. Mentre Cuneo arretra lievemente, il Piemonte (+2,7%) e l’Italia (+3,3%) continuano a crescere.
Secondo l’analisi della Camera di Commercio, il comparto manifatturiero, che spiega il 95,3% dell’export cuneese, registra un calo del 2,5%; i prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca, con una quota del 4,1%, registrano una crescita del 26,9%, mentre quelli dell’estrazione di minerali da cave e miniere con una quota dello 0,1% riportano un -14,9%. Analizzando nel dettaglio la manifattura cuneese emerge come la filiera dell’industria alimentare, che pesa per il 42,0%, continua ad essere il settore trainante dell’export manifatturiero, con una crescita del 7,5%. Variazioni tendenziali positive anche per metalli di base e prodotti in metallo (+7,2%), chimica e farmaceutica (+3,8%). Il segno meno arriva invece da altri pilastri storici. Soffrono pesantemente gli articoli in gomma e materie plastiche (-19,8%), il tessile e abbigliamento (-15,3%), la meccanica (-9,7%) e i mezzi di trasporto (-8,2%) settori che risentono più direttamente delle tensioni internazionali e del rallentamento dei consumi industriali.
L’Europa rimane il nostro porto sicuro (assorbe il 62,5% delle merci), ma le rotte stanno cambiando. Se i mercati storici si confermano Francia e Germania, che perdono però terreno (entrambi intorno al -6%), emergono nuove direttrici: la Polonia vola con un +18,6%, seguita dal Belgio (+25,2%).
Fuori dai confini Ue, il clima geopolitico pesa sugli scambi con gli Stati Uniti e il Regno Unito che pur continuando a essere i mercati di maggior sbocco (6,5% e 4,9%) sono in calo di quasi il 6%, mentre la Cina segna un brusco -15%. Nel 2025 entrano nella top-10 delle esportazioni Extra-UE la Federazione Russa e Israele, che registrano un aumento molto significativo, rispettivamente del 62,6% e del 13%.
Nonostante la lieve flessione, il Presidente della Camera di Commercio, Luca Crosetto, legge i dati con fiducia, guardando al lungo periodo: “La serie storica riferita al periodo che va dal 2020 al 2025 fotografa una crescita continua delle esportazioni frenata soltanto dal rallentamento dello scorso anno. Nel corso di questi anni il nostro sistema imprenditoriale ha dimostrato di saper affrontare con successo le mutevoli esigenze dei mercati internazionali, facendo crescere del 39,2%, compresa la componente inflattiva, il valore delle esportazioni che sono passate da 7,89 a 10,98 miliardi di euro”.





